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Fin dal suo debutto sul piccolo schermo, 13 Reasons Why, ha generato un certo interesse nel pubblico. In questo articolo abbiamo deciso di riportare qualche curiosità di cui forse non eravate a conoscenza.

La serie TV 13 Reasons Why prodotta da Selena Gomez, come probabilmente saprete, è tratta dal bestseller 13 di Jay Asher e affronta temi delicati come bullismo, violenza sessuale e suicidio.

Fin dal suo esordio, il 31 marzo di quest’anno, ha suscitato un certo scalpore: c’è chi la critica e chi la ama al punto da ergerla a capolavoro ma, di certo, non si può dire che sia passata inosservata.

Ecco, quindi, che abbiamo deciso di approfondire alcune tematiche, stilando un elenco di curiosità che spaziano dai parallelismi tra serie e libro alle audizioni della protagonista, Katherine Langford. Siete pronti?

ATTENZIONE: l’articolo contiene spoiler

13 Reasons Why

  • I can’t love you, I’m too scared

A fare da sottofondo ad una delle prime scene della puntata iniziale – più precisamente, ci riferiamo a quella in cui viene fatta un’inquadratura dei messaggi lasciati sull’armadietto di Hannah – è la canzone More than Gravity di Colin&Caroline. Nel momento in cui viene pronunciata la frase “I can’t love you, I’m too scared” – che potremmo tradurre con “Non posso amarti, fa troppa paura” per non attribuirla per forza ad un uomo o ad una donna – appare Clay. Molto probabilmente non si tratta di una coincidenza visto l’intenso rapporto che lo lega alla protagonista e al fatto che entrambi, per motivi diversi, avevano paura di rivelare i propri sentimenti (lo stesso Clay, nell’ultimo episodio dice “Sono costato la vita ad una ragazza perché avevo paura di amarla”).

  • Che fine ha fatto Alex?

Uno degli argomenti più discussi dalla fine della serie è relativo a che fine abbia fatto Alex. Qualcuno ritiene che si sia tolto la vita, mentre altri credono che sia stato aggredito da Tyler (che ricordiamo essere in possesso di una collezione di armi da fuoco). A dirla tutta, ci sono elementi sia a favore della prima ipotesi, che della seconda. A farci propendere per la teoria del suicidio, però, sarebbe un dettaglio in particolare. Ricordate quando il ragazzo ha messo in ordine la propria stanza al punto da ricevere i complimenti del padre? Ecco, alcuni psicologi sostengono che, prima che qualcuno si tolga la vita, provi il desiderio di mettere in ordine i propri effetti personali (ed effettivamente, potrebbe essere un indizio bello e buono se lo confrontiamo con il fatto che la stessa Hannah, prima di togliersi la vita, ha riordinato la propria stanza).

  • Le scritte nel bagno

Nonostante sia nel terzo episodio della serie che vengono analizzate le scritte in uno dei bagni della scuola, già nel primo avremmo potuto scorgere quello che potrebbe essere una sorta di easter egg. Quando Clay, sconvolto, si rifugia in bagno, infatti, alle sue spalle si possono scorgere due scritte che, se contestualizzate, si rivelano fin troppo attinenti con quanto verrà rivelato solo nelle puntate successive. In particolare, in una leggiamo “No means no” (No significa no) – in riferimento allo stupro di Jessica e, successivamente, della stessa Hannah – mentre nell’altra “Don’t let the world bring you down” (Non lasciare che il mondo ti abbatta), un preciso riferimento al messaggio veicolato dalla serie e al fatto che Hannah si sia tolta la vita a causa di tutto ciò che la circondava.

13 Reasons Why

  • Le luci di scena

Questo è un particolare che hanno notato in molti: le scene dove Hannah è ancora in vita – i flashback – sono permeate da una luce più viva ed intensa di quelle dove la ragazza è già morta. Osservare attentamente le luci è quindi un ottimo espediente per capire se una determinata scena sia ambientata nel presente o nel passato.

  • L’arco temporale e i punti di vista

Mentre nel libro Clay ascolta tutte le cassette in una sola notte, nella serie i suoi tempi di ascolto sono più dilatati (a causa di dubbi e paure). La timeline dell’esclusiva Netflix è dilatata anche per dare spazio ai punti di vista di altri personaggi (nel libro, invece, si intervallano solamente le “voci” di Clay ed Hannah).

  • L’ordine delle cassette

Nel libro, Clay è la nona persona a dover ascoltare le cassette di Hannah mentre la decima persona è Jenny, la ragazza che ha fatto cadere lo Stop causando indirettamente la morte di uno studente in un incidente stradale. Nella serie, invece, Clay è l’undicesima persona e a lui dovrebbe seguire Bryce. Decide, però, di bypassarlo, certo che il ragazzo distruggerebbe tutte le cassette in quanto vi è contenuta una denuncia di stupro. Il personaggio di Jenny, invece, è del tutto attinente a quello del libro, con la differenza che nella serie la ragazza si chiama Shery.

  • Il provino di Katherine Langford

Katherine Langford, di origini australiane, ha fatto il provino su Skype. “Non ho visto nessuno, né ho partecipato molto al casting ma penso che Selena e tutti coloro che ci hanno scelti fossero davvero felici”, ha dichiarato l’attrice, aggiungendo di aver avuto solo dieci giorni per ottenere il visto per gli Stati Uniti.

  • Tanti cuccioli

Per aiutare il cast nei momenti più difficili, sono stati portati sul set diversi cani per la pet-theraphy. “C’era un cane ad ogni ora per aiutarci. I cuccioli sono stati molto d’aiuto”, ha dichiarato Dylan Minnette, l’attore che interpreta Clay.

13 Reasons Why

  • Dylan Minnette e Google Maps

Google Maps ha fotografato il cast durante le riprese. La casa di Clay, infatti, è un’abitazione reale e l’attore che lo interpreta, Dylan Minnette, è stato immortalato davanti all’entrata, mentre fa dei segni di pace alla telecamera.

  • Non è mai troppo tardi

Quest’ultima, più che una curiosità è un’analisi accreditata, ovvero che il messaggio veicolato dalla serie sia che siamo ancora in tempo per salvare tutte le Hannah Baker che potrebbero nascondersi nelle vite di ognuno di noi. Sappiamo, infatti, che la serie è ambientata nel corso del 2017. Nell’ultimo episodio, durante il processo viene inquadrata una data: 10 novembre 2017. Pare, quindi, che la data sia stata esplicitata per un motivo particolare: se le vicende narrate appartenessero alle nostre vite, Hannah in questo momento sarebbe viva (analizzando la serie, il suicidio si potrebbe stimare tra settembre ed ottobre). Avremmo, quindi, ancora qualche mese di tempo per cambiare le cose.

Se questo non fosse abbastanza su cui riflettere, vi ricordiamo che esistono ancora tante domande da porsi prima della già annunciata seconda stagione.