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Ready Player One: perché recuperarlo su Netflix

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Sbarca sulla piattaforma streaming l’ultima pellicola di Spielberg che, indubbiamente, merita di essere (ri)vista: vediamo perché.

Ready Player One è un film del 2018 firmato dal celebre regista Steven Spielberg e tratto dal romanzo Player One del 2010 scritto da Ernest Cline (che ha, tra l’altro, supportato la sceneggiatura).

A partire dal primo giugno, Ready Player One sarà disponibile comodamente nel catalogo Netflix, e questa è un’ottima occasione sia per chi intende gustarlo nuovamente sia per chi, magari invece, non è mai riuscito a recuperarlo prima.

Rassicuriamo comunque i lettori che fanno parte della seconda categoria, perché nell’articolo non troverete alcuno spoiler rilevante.

Ready Player One: trama principale

Anno 2045: l’inquinamento, la povertà e l’assoluta negatività generale hanno dilaniato il pianeta a tal punto da convincere l’umanità a preferire la vita su OASIS, ovvero un universo virtuale alternativo creato dalla geniale mente di James Halliday.

Su OASIS infatti, ognuno può scegliere la vita che preferisce, ma soprattutto, l’aspetto e l’identità che preferisce (grazie ad avatar completamente customizzabili, proprio come in un videogames), in un contesto troppo bello per essere vero.

Halliday però, poco prima di morire (a mo’ di testamento virtuale), rivela ai videogiocatori di aver abilmente nascosto un “easter egg” all’interno del gioco e che per sbloccarlo saranno necessarie tre chiavi provenienti da tre mondi differenti di OASIS.

Al videogiocatore che sarà riuscito nell’impresa spetterà non solo il premio in denaro di un quarto di trilioni di dollari, ma perfino il pieno e totale controllo di OASIS.

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James Halliday e il suo avatar noto come “Anorak l’Onnisciente”.

Un’occasione che non sfugge al protagonista, il giovane 17enne Wade Watts e che, con il proprio avatar chiamato “Parzival” fa parte del gruppo dei Gunters, ovvero “i cacciatori di uova” (egg – hunters).

Ma non solo i Gunters intendono superare la sfida lanciata dal defunto Anorak (l’alias di Halliday). Infatti, anche la multinazionale Innovative Online Industries (IOI) vuole accaparrarsi l’ambito premio, per privatizzare una volta per tutte OASIS. 

OASIS: il paradiso degli easter egg

Gran parte del successo della pellicola si deve alla massiccia presenza di easter egg disseminati in varie scene ambientate in OASIS. Perché sì, la trama si fonda sulla ricerca di un singolo bonus, ma in realtà ogni inquadratura dovrà essere degna di attenzione per lo spettatore. 

Troveremo infatti non solo menzioni ad altri celebri videogames, ma rimandi all’intera cultura pop anni ottanta-novanta. Non a caso infatti, anche chi ha già avuto modo di vedere il film, potrebbe scoprire nel re-watch tutta una serie di nuove citazioni che prima gli potrebbero esser sfuggite.

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Il cameo del Gigante di Ferro è uno degli esempi più clamorosi, anche perché presente in bella vista anche nella locandina ufficiale del film.

Il più delle volte infatti gli easter egg saranno opportunamente celati in scene di combattimento o comunque estremamente dinamiche, “costringendoci” a mettere pausa svariate volte. In questo, la pellicola è tremendamente simile alla serie Disney di Ralph Spaccatutto, ovviamente, con le dovute ed opportune differenze.

Ma del resto, non è forse anche quello che accade nella realtà, ovvero nei più comuni e famosi videogiochi odierni, arricchiti da mod ed aggiunte personalizzate dagli appassionati di mezzo mondo?

In totale, sono stati contati oltre 130 easter egg e cameo: buona caccia. 

Una favola moderna

Perché sì, Ready Player One forse non brillerà per una trama chissà quanto innovativa o densa di colpi di scena, ma è una pellicola che omaggia dichiaratamente il mondo nerd, strizzando l’occhio tanto alle vecchie quanto alle nuove generazioni.

Un film di cui chiunque può apprezzare anche solo un singolo frame, ma lasciarsi al contempo coinvolgere in una storia dalla morale chiara e limpida. Anche il solo nome dell’universo evidenzia la ricerca di un’oasi, di un riparo da un mondo in cui l’umanità non riesce a riconoscersi più, in una vera e propria fuga dalla realtà.

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Chiave (e senso) del film sarà infatti l’alternarsi di scene all’interno di OASIS e scene invece estratte dal crudo e spietato mondo reale. Ha davvero senso lottare per un mondo virtuale o vale la pena di combattere in quello effettivo?

E se le premesse così illustrate vi sembrano più che valide, vi invitiamo allora caldamente a recuperare Ready Player One, dal primo giugno su Netflix