Il jazz e il senso della vita, il valore di un mentore… infine uno studio d’animazione che non ne sbaglia una.

Superata la delusione, non poco bruciante, di non aver potuto vedere una tale meraviglia al cinema e temendo col sudore freddo di non poter tornare in sala prima del 2022, arriva il mio momento preferito: di analisi e recensione di un film e stavolta tocca a Soul (dicembre 2020 – Disney+). Diretto da Pete Docter, è l’ultima fatica di uno studio d’animazione che non finisce mai di stupire, nonostante l’utenza da blockbuster, nonostante la copertura completa su qualsiasi argomento profondo ed educativo possibile.

Ogni volta che mi avvicino all’ultimo film Pixar di turno ho ormai una consapevolezza, ben precisa: devo essere mentalmente preparata. Mi preparo i vari fazzoletti e gelati consolatori, mi armo di coraggio di chi ha voglia di mettersi in discussione e di riflettere sulla propria vita. E già a questo punto mi rendo conto di stare scrivendo cose molto strane a proposito di un film d’animazione i cui target sono sempre i bambini e giovani ragazzi.

Come per tutti i film Pixar, le chiavi di lettura però sono tante e ogni generazione ne trae diverse interpretazioni e diversi messaggi. Tutta l’animazione per ragazzi punta a far scattare questo meccanismo, ad avere strati e sotto-strati e ancora sotto-strati di significato, ma film come Soul ci riescono più di altri.

Il film commuove e porta a interrogativi e sensi di smarrimento che ho visto declinarsi in modo diverso per ciascuno, di qualsiasi età. Devastante per la nostra generazione e per chi è ancora in cerca di una “scintilla”, come il protagonista, sconvolge davvero e tocca i tasti giusti dell’anima non solo perché è di anima che parla questo capolavoro. E, credetemi, le sto anche pesando queste parole…

Visionario e audace, per tutti ma soprattutto per gli adulti – LA TRAMA

Soul parla di una cosa sola, ma anche di cento ed è utile un minimo accenno alla trama prima di tuffarsi in un mare di interpretazioni, di tematiche e messaggi. 

soul calculus

Joe Gardner è un musicista e professore di scuole medie di New York. Pianista jazz eccezionale, sogna da una vita di esibirsi e di fare della musica la sua vita. Proprio quel giorno in cui tutto sembra svoltare, in cui si ritrova davanti a una scelta non da poco tra la famosa “tenure” delle scuole americane (l’equivalente del nostro contratto a tempo indeterminato) e un’opportunità nella jazz band di una nota musicista… muore. Non faccio spoiler perché succede subito e sconvolge per come il momento è strutturato e per tutto quello che innesca.

Buona parte della pellicola si ambienta in una sorta di pre-aldilà con anime che attendono di “andare oltre”, anime non ancora pronte per vivere, anime perse e persino anime in meditazione e la cui passione trascina come fuori dal proprio corpo. Joe non si rassegna alla sua sorte, la sua vita di successi stava per cominciare… è così che lui è convinto, e nella confusione della fuga si ritrova tra i “mentori”, quelle anime illustri che si occupano di ispirare e rendere “pronte per la vita” le anime nuove.

Pare più visionario di Inside Out già dai primi dieci minuti… o mi sbaglio?

soul 22

A questo punto Joe si ritrova ad avere a che fare con un’anima difficile, la più difficile di tutte: “22”, mai pronta, annoiata e perennemente insoddisfatta, decisa a non voler mai raggiungere la Terra per vivere una volta per tutte.

Il resto è intuibile ma anche da vedere e godersi per come veicola certi messaggi e arriva a certi snodi narrativi. Non mi permetterei mai di rovinare un’esperienza del genere per chi ancora non avesse visto Soul. È un film incredibile anche nei dialoghi, in fugaci sguardi, ogni anticipazione specifica sarebbe un vero peccato.

Arte, estetica e tecnica d’avanguardia… ma ormai è scontato! – COMPARTO TECNICO E ARTISTICO

Per analizzare e riflettere su quello che Soul trasmette ho pensato, liberandoci velocemente di tutto ciò che può riguardare il comparto tecnico e artistico, di identificare una serie di messaggi ed esporre in breve cosa ci si può trovare dentro.

L’animazione, la tecnica… che lo scrivo a fare, sono come sempre perfette. Non si tratta solo di tecnologia all’avanguardia e di milioni di dollari a disposizione ma anche di una concezione artistica che perfettamente serve la comunicazione e le ambientazioni. Alla fredda NY, fotografata con cupezza e grigiore ma con qualche nota di colore e di calore (e nei momenti giusti), si alterna quel limbo minimale, colorato e quasi futuristico come se vi costruissero androidi nel 2122.  

Le persone come le anime sono variegate, vive e caratterizzate divinamente anche dal punto di vista artistico.

soul barber

A questo punto possiamo passare ai messaggi… Io ne ho individuati quattro, equivalenti ma che in crescendo giungono non dico al più importante ma sicuramente al più complicato da trasmettere: il senso della vita. Ma muoviamoci con calma.

La musica dell’anima e le scintille di vita – MESSAGGIO: LA PASSIONE

Per noi appassionati di cinema o di videogiochi, chi di musica come Joe, questa tematica è più coinvolgente di altre. La “scintilla”, come la chiamano nel film, completa lo spettro della nostra essenza… è la ciliegina sulla torta. 

Tuttavia Soul non fa passare questo messaggio semplicemente, come si potrebbe pensare. 

Pur includendo nel pacchetto l’altra faccia della passione, quella che può far smarrire o che fa perdere il contatto con la realtà, il film tratta le scintille con un rispetto e un amore quasi commoventi. Basti pensare a tutta la poesia e il romanticismo di quelle scene in cui l’anima degli artisti si lascia così tanto trascinare da trascendere.

E questo messaggio è da espandere e collegare con il successivo.   

Anime perse e il sapore di un sogno realizzato – MESSAGGIO: L’ALIENAZIONE

soul lost souls

E di “altra faccia” è giusto scrivere un attimo per completare la tematica della passione artistica. Quando dico che Soul non è per bambini è soprattutto per la complessità di questi messaggi. 

Parliamo esattamente dello stesso intento di messaggio che aveva Inside Out: l’importanza della tristezza, la complessità del comprendere e accettare la delusione.

Quanto è difficile, anche per tanti adulti, comprendere di stare perdendo la presa sulla propria vita proprio per inseguire i sogni? Sognare a ogni costo, lottare contro pregiudizi e ostacoli pur di realizzarsi… Sacrosanto e questo passa anche da alcune scene del film. Eppure un “ma” c’è, la vita non è soltanto passione e gli affetti, l’amore ne possono risentire e potremmo pentirci un giorno di tale risvolto.

Oppure, come in una scioccante scena che più di tanto non racconto, potremmo anche continuare ad essere insoddisfatti, anche una volta raggiunto quel sogno.

Perché non ha il sapore che speravo? 

soul piano

L’alienazione e il distacco dalla realtà hanno anche un altro volto. Lo stacanovismo a ogni costo, l’inseguimento sfrenato del denaro, anche il “semplice” scegliere per accontentare qualcun altro, fanno perdere aderenza con la vita allo stesso modo.

Sorprendentemente Soul riesce a delineare (in modo molto più chiaro del mio) perfettamente questa complessità e non era per niente un compito facile.

Joe Gardner, ambizione e scopi della vita – MESSAGGIO: I MENTORI

Parlando del messaggio precedente e della componente insoddisfazione, cosa può voler dire sentirsi scontenti una volta raggiunto un sogno o travisare e delegare la propria felicità unicamente a quel sogno?

La storia personale di Joe fa comprendere un altro messaggio forse inaspettato: la tua scintilla non è lo scopo della tua vita. Non per forza. Anzi forse parliamo proprio di due cose che non c’entrano l’una con l’altra.

Joe non è solo un pianista eccezionale. Il film stesso quasi “nasconde” questa cosa e mai dichiara esplicitamente che forse il suo vero incredibile talento è anche un altro. Joe sa ispirare, è un insegnante appassionato, alla vecchia maniera e di chi salirebbe sulla cattedra per coinvolgere gli allievi.

soul subway

E la mancanza di una dichiarazione esplicita è perfettamente motivata. Lo scopo della vita forse non esiste, non si può prendere posizione su questa cosa. O meglio, in questo senso complessità non ce ne sono, l’unico scopo della vita è viverla… meglio ancora: godersela.

Il fatto che nessuno dei tanti mentori di 22 sia riuscito a fargli capire questa semplice verità, innesca un discorso sulla figura del mentore nella vita di ognuno che potrebbe occupare enormi trattati filosofici. E lo ripeto, il film non lo dichiara esplicitamente, ma forse l’insegnamento è la vocazione ultima della vita di Joe. Lui, che si crede un fallito per metà del film, è il mentore più incredibile, di quelli che nascono ogni mille anni.

22, la forza di un protagonista mai più annoiato – MESSAGGIO: IL SENSO DELLA VITA 

L’ultimo messaggio è il più difficile. Quello con cui il film si conclude, quadrando alla perfezione un cerchio e lasciando anche tanta “apertura” e senso di speranza.

Anche 22, come protagonista “improbabile”, annoiato da tutto e dalla vita stessa, diventa un mentore per lo spettatore, parlando di questo ultimo messaggio. La sua realizzazione, il diventare finalmente pronto per la vita rende 22 un protagonista forte e d’impatto. Molti film e serie tentano di dare ai proprio protagonisti il peso del messaggio definitivo della propria narrazione, dello scopo comunicativo ultimo. E quando si tratta di senso della vita è ancora più difficile riuscirci.

Per questo non riesco a decidermi sulla riuscita anche di questa difficilissima mira. E sempre per questo una risposta non la dà neanche Soul e si limita a dirti “vivitela”. Quello che è sicuro è che 22 insegna davvero, da iniziale antipatia che potresti provare, ti rapisce e crea empatia. Le vuoi bene anche se è solo un’anima mai nata e scatta un senso di immedesimazione incredibile.

soul memory

Soul è un film poetico e molto profondo. Smuove l’anima a ritmo di jazz e sconvolge con messaggi inaspettati e anche molto complessi. È vero che gli adulti ci vedono molto altro, che la nostra generazione ne resta colpita e si rimette in discussione, eppure ha davvero tanto da comunicare ai bambini. Una delle pellicole Pixar più educative di sempre. Animata con stile e mire d’avanguardia, è un must per tutti gli appassionati d’animazione e un film quasi privo di difetti (tanto che gli dedico solo una righetta dei pro e contro). Consiglio a tutti di farsi coinvolgere dalla storia di Joe Gardner e 22, lo dicevo all’inizio però: preparatevi a piangere come fontane e a rimettere in discussione tutta la vostra vita. Le storie migliori fanno proprio questo.


PRO

  • BELLISSIMA E COINVOLGENTE COLONNA SONORA
  • PERFETTO COMPARTO GRAFICO E TECNICO
  • POETICO E ISPIRATO DAL PUNTO DI VISTA ARTISTICO
  • TEMATICHE PROFONDE E MESSAGGI CHE VANNO DRITTI AL PUNTO E… COMMUOVONO
  • PERSONAGGI BEN CARATTERIZZATI, SFACCETTATI
  • NOTINA DI PLAUSO AL DOPPIAGGIO ITALIANO, CON NERI MARCORÈ E PAOLA CORTELLESI

CONTRO

  • TRAMA FORSE UN POCHINO PREVEDIBILE IN ALCUNI PUNTI MA CI SI FA POCHISSIMO CASO, PERCHÈ È IL COME CHE È INASPETTATO E VA IN PROFONDITÀ

soul cover

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RASSEGNA PANORAMICA
COMPARTO TECNICO
10
PERSONAGGI
10
STORIA E AMBIENTAZIONE
9
COLONNA SONORA
9
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Sui 27 anni, non di più. Ho studiato una materia con un sacco di libroni e figure retoriche, poi cinema e sceneggiatura. Adesso vivo tra post di blog, lore e dialoghi a scelta multipla. Streamer ronzante, mi faccio chiamare Dragonfly. Sogno di raccontare storie a tempo pieno e di avere quanti più cani per casa possibili...