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Back to ’90s

Nei mitici anni ’90, all’alba della terza dimensione nei videogiochi, il genere più popolare era il platform 3D: Banjo-Kazooie, Super Mario 64 e Donkey Kong 64 erano dei must nella collezione di ogni possessore del glorioso Nintendo 64. Da anni ormai, i platform 3D sono prodotti spradici rivolti ad una nicchia di appassionati, spesso nostalgici dei bei tempi andati. Fortunatamente, non solo gli utenti provano nostalgia: nel 2013 infatti, i ragazzi di Gears for Breakfast hanno messo in piedi la campagna Kickstarter di A Hat in Time, per creare un gioco che desse nuovo lustro al genere. Come per Yooka-Laylee , siamo di fronte ad un prodotto figlio della nostalgia, e dell’amore per un genere che quasi non esiste più. Sarà riuscita Gears for Breakfast a riportare in vita questo genere? Scopritelo nella nostra recensione.

A Hat in Time

Trama

Siamo Hat-Kid, una ragazzina che viaggia nello spazio e nel tempo con la sua astronave alimentata a clessidre. All’inizio del gioco un mafioso ci chiede il pizzo, noi ci rifiutiamo di pagare e lui sfonda lo scafo della nave, proiettandoci fuori e facendo fuoriuscire tutte le clessidre che avevamo nel serbatoio. Senza clessidre ovviamente la nave non parte, quindi lo scopo del gioco sarà recuperarle tutte. Chiaramente la trama è solo un pretesto per farci esplorare i cinque mondi presenti nel gioco e spingerci alla ricerca compulsiva di clessidre.

Ogni mondo ha una sua storia e i suoi personaggi. Non c’è davvero nulla di eclatante nelle storie, tutte semplici e banalotte, ma i personaggi sono caratterizzati davvero bene e difficilmente ci si annoia. Ho apprezzato anche la capacità del gioco di mutare la propria forma e diventare, d’improvviso, tutt’altra cosa: è eclatante il caso del terzo mondo, in cui ci ritroviamo a vivere un’avventura orrorifica capace di generare vera inquietudine nel giocatore.

A Hat in Time

Gameplay

Come detto, A Hat in Time è un platform 3D. Di base abbiamo il salto, la scivolata e un cappello magico. Nel corso delle nostre avventure raccoglieremo dei gomitoli di lana con cui si potranno sbloccare altri cappelli. Naturalmente ogni cappello ha un’abilità peculiare che può tornare utile in determinate situazioni. Ci sono anche delle sfere raccoglibili che fungono da moneta in-game per comprare le abilità da un losco mercante che ritroviamo su ogni mondo. Il platforming in questo titolo non è mai banale, perché combina abilità e precisione del giocatore con le diverse abilità dei cappelli e con ulteriori gadget sbloccabili. Il sistema di movimento è molto appagante e dà una sensazione di grande libertà.

A Hat in Time

Ad un comparto platform di fine realizzazione, si abbina la capacità del gioco di essere fluido e di modellarsi in base alla mappa e alla missione. Vi spiego meglio: nel secondo mondo, in una missione, il gioco diventerà improvvisamente un investigativo (con meccaniche molto rudimentali) e ci ritroveremo a raccogliere indizi per risolvere un caso di omicidio. Questi cambi repentini conferiscono buona varietà al gameplay e ne risulta che il gioco non stanca praticamente mai, anzi: quando finisce, non si può che essere dispiaciuti del fatto che ci fossero solo cinque mondi.

A Hat in Time

Comparto tecnico

Il comparto tecnico di A Hat in Time è un po’ Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Se parliamo del level design e della colonna sonora, possiamo dire solo bene di questo gioco. Il level design in particolare, è davvero di buon livello e questo si evince dall’esplorabilità delle mappe: è possibile infatti, esplorare le mappe seguendo numerosi percorsi diversi e scoprendo sempre cose nuove. Tuttavia se parliamo dell’aspetto grafico del titolo, non possiamo restare soddisfatti: il gioco sembra vecchio, e il livello di dettaglio è davvero basso, anche considerando la grafica cartoonesca. Un altro problema rilevante è la camera di gioco, spesso poco affidabile: in determinate situazioni non ci permette di vedere bene l’ambiente in cui ci muoviamo e ci induce all’errore. Sono problemi importanti, ma se consideriamo la qualità generale del titolo, possiamo anche passarci su.

A Hat in Time

A Hat in Time è un platform 3D nato su Kickstarter, in memoria dei bei tempi andati, per rivitalizzare il genere. Al netto di qualche imperfezione tecnica, il titolo è di ottima fattura. Grazie ad un ottimo level design e ad una buona varietà, si colloca di diritto tra i migliori platform usciti negli ultimi anni. Non sarà lui a salvare il genere, ma di sicuro gli darà un po’ di ossigeno.

7.5

Trama

7.0/10

Gameplay

8.5/10

Comparto video

6.5/10

Comparto Audio

8.0/10

Pros

  • Gameplay solido e divertente
  • Buona varietà
  • Ottimo level design

Cons

  • Tecnicamente datato
  • Camera problematica