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Un po Trine… Un po Diablo… Un po Rogue Legacy… e un po Street fighter!

Abyss Odyssey

Parlare di Abyss Odyssey non è un compito semplice. Nato dallo sforzo congiunto del Team Ace, autori di Zeno Clash, e di Atlus (Serie Persona, Catherine, ecc..), Abyss Odyssey, che d’ora in avanti abbrevieremo in AO, è un gioco che fonde molti stili sia in termini di storia e di ambientazione, sia in termini di gameplay, in un calderone che, a conti fatti, funziona perfettamente.

Storia

Forse la caratteristica meno riuscita del gioco, la storia è relegata a mero pretesto. La si colloca in una Santiago del 1800 nella quale una stregone è caduto in un profondo sonno all’interno di un abisso. I poteri di tale stregone sono talmente forti da materializzare i suoi incubi e i suoi sogni da cui nascono i mostri più strani dall’abisso , ma anche gli eroi che li combatteranno: Katrien, una spadaccina dagli abiti succinti; Il Ghost Monk, una specie di tristo mietitore; Pincoya, divinità marina che ha deciso di prendere le fattezze di una fanciulla nuda.

I personaggi

Abyss Odyssey

Katrien sarà il primo personaggio giocabile. Armata di stocco o spada corta, risulta essere la più veloce ed agile, con combo adatte a colpire gli avversari un numero elevato di volte. La sua agilità la rende sicuramente il personaggio più adatto alle zone di platforming, ma la sua poca forza e scarsa stamina la rendono un’avversario più facile da abbattere rispetto ai suoi compagni. Le sue motivazioni per iniziare l’avventura sono piuttosto semplici: è stata evocata dai sogni dello stregone e il suo compito è dunque quello di raggiungerlo.

Il Ghost Monk è il personaggio più enigmatico. Armato di spadone a due mani e una buona stamina risulta essere il personaggio con caratteristiche medie. Non eccelle , ma riesce a cavarsela in tutte le situazioni. Non sarà disponibile subito , ma verrà sbloccato alla prima discesa di Katrien nell’abisso. Le sue motivazioni sono molto simili a quelle di Katrien: evocato dal sogno dello stregone il suo compito è quello di riportare la pace eterna e la calma nell’abisso , reso caotico dagli incubi dello stregone.

Pyncoya, lo spirito del mare armato di alabarda. La si sblocca versando 25.000 monete d’oro nella vasca del suo santuario. Grazie alla sua arma risulta essere la combattente con raggio maggiore e una discreta forza, compensata da un’agilità non all’altezza di quella di Katrien. Paradosalmente  nonostante sia l’ultimo personaggio giocabile tra i tre descritti , Pyncoya è l’unica ad esistere fuori dal sogno dello stregone. Una volta evocata nel suo santuario , infatti, le guardie stesse la riconosceranno come la leggendaria principessa dei mari , protettrice di Santiago.

Tutto qui? Assolutamente no, tutti i nemici, infatti saranno “catturabili” grazie a una super mossa. Questo ci consentirà di utilizzarli all’interno dell’avventura come una sorta di trasformazione portando così i personaggi giocabili a circa una quarantina.

Game Design

Qui AO da il meglio di sé. L’ambientazione , curatissima , rimane sempre ricca nonostante le mappe siano generate in maniera procedurale. Il fatto che sia ambientato a metà strada tra realtà e sogno rende coerente l’inserimento di mosti e ambientazioni tratte da diversi universi: ci troveremo a combattere alberi demone nelle foreste sotterranee, ad ascoltare strani consigli da spagnoleggianti suonatori di chitarra non morti, combattere in caverne ghiacciate contro mostri pinguino e golem. La varietà è tanta, ma non stride. Non si ha mai la sensazione che qualcosa sia completamente fuori posto , anzi la direzione artistica spicca per alternanza di colorazioni pastello , contrapposte ad aree più grigie.

Gameplay

Coerente con l’ambientazione, anche il Gameplay è un mix di più elementi. Di base ci troviamo difronte un platform alla MetroidVania , nel quale, saltando di piattaforma in piattaforma ,dovremo giungere al vertice dell’abisso attraverso tre percorsi, di lunghezza e difficoltà differente, intersecabili tra loro. Per farlo il nostro protagonista avrà a disposizione un’arma adatta alla sua classe, che verrà poi sostituita da armi dello stesso tipo, ma con danno più elevato o con effetti elementali (congelamento , fiamme, veleno, ecc.) ritrovate nel dungeon o acquistate dai numerosi mercanti che affollano il sogno. Oltre alle mosse base i nostri personaggi possono utilizzare  3 mosse speciali scelte fra tutte quelle “trovate” all’interno dell’avventura, che possono essere concatenate in una serie di cancel e juggle. Grazie a questa meccanica i combattimenti contro i mostri assomigliano molto a un picchiaduro , più che a un platform. La meccanica è ovviamente sfruttata anche dai mostri che non faranno complimenti nel palleggiarci in aria con combo che spesso sfruttano la morfologia della mappa usufruendo di punte, muri o baratri. Uccidendo i nemici guadagneremo dell’esperienza che , come da tradizione di ogni gdr che si rispetti, a  ci farà salire di livello aumentando il nostro attacco ,la nostra vita massima e donandoci un prezioso punto abilità. Questo può essere usato presso gli altari per modificare una delle nostre abilità con un effetto particolare (aumento di potenza, risucchio maggiore di mana o difesa) ,oppure può essere speso per aumentare il numero delle cancel con il quale costruire le nostre combo. Il nostro protagonista, oltre che alla barra della vita, sarà dotato di una barra del mana che andrà a riempirsi man mano che meniamo fendenti contro i mostri o raccogliendo le sfere azzurre lasciate alla morte di questi ultimi. Al suo completamento il personaggio potrà lanciare una ultra mossa che oltre a fare un danno notevole all’avversario, potrà anche far droppare la sua anima , che una volta assorbita ci consente di trasformarci in lui, con conseguente cambio di agilità, mosse e combo. IL processo di trasformazione è reversibile a piacere e perciò potremo sfruttare la trasformazione a seconda della situazione che ci troveremo ad affrontare. Ad attenderci di tanto in tanto troveremo dei boss, più coriacei rispetto alla media degli avversari, che offriranno un grado di sfida ancora più elevato.Il gioco è un pelino sopra la media come difficoltà, causando diverse volte la morte del protagonista, che è vista in maniera particolare in AO: una volta terminata la barra della vita infatti non sarà subito Game Over, ma verremo trasformati in un soldato, più debole e meno agile, con il quale dovremo raggiungere uno dei numerosi altari nel quale riprendere la nostra forma. Se nel nostro estremo tentativo verremo ridotti a 0 punti ferita nuovamente, dovremo riprendere la discesa dal principio o dall’ultimo save point se abbiamo acquistato l’oggetto che ci permette di conservare la nostra memoria in uno degli altari.

Abyss Odyssey

la nostra Katrien affronta un golem di pietra. Chi avrà al meglio?

Modalità

AO non si fa mancare proprio niente in quanto a varietà e le modalità di gioco non fanno eccezione. E’ possibile affrontare l’avventura sia in solitaria, sia in co-op locale o multiplayer. In queste modalità è attivo il friendly fire, perciò ci si dovrà coordinare alla perfezione se non si vuole rendere l’avventura ancora più difficile. Non basta? C’è anche una modalità versus, che trasforma il gioco in una specie di super smash bros , nel quale cimentarsi per ore di divertimento.

Tecnica

Tecnicamente AO fa una bellissima figura. Mosso dall’Unreal Engine,il gioco ha degli ambienti ben realizzati e dei personaggi gradevoli sia nelle animazioni che nella fisica. i giochi di luce e i particellari sono fatti in maniera egregia e ben si fondono con la natura 2D del platform.
Ogni tanto ho notato qualche leggero tentennamento del motore fisico nel gestire le cadute in seguito a i juggle, ma devo ammettere che sono sporadici e non minano la bellezza del titolo.
Il sonoro è sicuramente una delle parti più riuscite, con una colonna sonora intrigante e mai invadente, che ben si fonde con l’ambientazione. Il parlato in inglese è di buona fattura anche se non eccelle (la versione italiana è sottotitolata nel nostro idioma) a causa del fatto che i dialoghi durante l’avventura sono ridotti all’osso.

Abyss Odyssey

Conclusioni


Un ottimo esperimento. Il gioco diverte e rapisce fino al suo completamento e oltre, grazie alle mappe sempre nuove e all’evoluzione dinamica. Si , ci siamo lasciati la chicca migliore alla fine, ogni volta che ucciderete un boss, ogni volta che morirete,ecc. andrete ad aumentare un contatore condiviso con la comunità di AO. A determinati traguardi il gioco muterà evolvendosi.
Consigliato