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A pochi giorni dall’uscita del fantastico Uncharted 4, ecco la recensione di un Indie Games dalle meccaniche molto simili: Adam’s Venture Origins.

Adam’s Venture Origins è il nuovo titolo di SOEDESCO disponibile per PC, Xbox One e PS4 che presenta uno stile di gioco e una storia molto simile a titoli tripla A come Uncharted, Tomb Raider e Indiana Jones. Parecchio incuriosito dalle recensioni positive di Steam e avendo ricevuto la key direttamente dallo sviluppatore (che ringrazio), ho deciso di scrivere questa recensione.

Adam’s Venture Origins e Uncharted? Cosa c’entra?

Ho iniziato questa recensione inserendo, nel titolo del paragrafo, uno tra i migliori giochi appena usciti. Ma non vi preoccupate, non sono pazzo. Ho preso questa decisione in quanto Adam’s Venture Origins, riprende le stesse identiche meccaniche del titolo tripla A, con la differenza, però, che vengono usate in maniera poco dignitosa. Andiamo con ordine partendo dalla storia: l’idea non sarebbe male, se purtroppo non fosse già vista e rivista centinaia di volte. Infatti essa, ambientata negli anni ’20, racconta le vicende di Adam Venture, chiacchierone e per nulla divertente figlio del famoso esploratore Venture. Egli, insieme alla sua fastidiosa assistente Evelyn, si imbatterà in un viaggio che lo porterà dall’Inghilterra, alla Francia passando addirittura da Gerusalemme. Questo perché si trovano a seguire le tracce di una misteriosa cospirazione ordita da una strana e segreta corporazione religiosa chiamata Clairveaux, il cui intento sarebbe quello di controllare il mondo grazie ad antichi manufatti collegati a leggende bibliche come il Giardino dell’Eden, il Libro della Genesi e i Templari. Ah, non dimentichiamoci che in mezzo a tutto questo ci saranno riferimenti anche agli Illuminati. Già da questo, potete immaginarvi che purtroppo la storia non è per niente originale, ma la cosa peggiore è il fatto che essa non sia nemmeno realizzata al meglio, poiché risulta spesso sottotono, ripetitiva e, a causa dei dialoghi pessimi, per nulla godibile.

Adam’s Venture Origins

Dialoghi degni di un cinepanettone

Ahimè, come già accennato, i dialoghi non sono il punto forte di questo gioco. Il protagonista cerca in tutti i modi di risultare simpatico attraverso delle battute continue, ma alla lunga stancano e infastidiscono, così come l’eccessiva arroganza dell’assistente. Il padre è alquanto anonimo, ma forse il meglio realizzato. Attenzione, non bisogna prendere questa cosa come un punto totalmente negativo, in quanto essi, in certi casi, divertono, ma in generale non convincono. La cosa peggiore, però, si riscontra nel momento in cui si devono risolvere degli enigmi, poiché, non essendoci un tutorial iniziale, l’unico aiuto dovrebbe essere dato dai “compagni di viaggio”, ma quando essi sono vaghi o per nulla comprensibili, ecco che arrivano i guai. Indifendibile la scelta dei doppiatori, poco professionali e con la costante impressione che anch’essi siano annoiati. Sempre dal lato audio, le musiche sono molto belle, ma poco incisive, difficilmente viene ricordata qualche azione grazie alle canzoni.

Adam’s Venture Origins

Enigmi ed esplorazione alla Uncharted, ma anche no!

Adam’s Venture Origins presenta sia una componente esplorativa che una componente logica, se così si può definire. Gli enigmi presentati sono molto vari, alcuni semplicissimi e alcuni complicati a causa della totale mancanza di indizi o aiuti esterni. Tutti gli enigmi, però, consistono in una serie di rompicapi logici, come ad esempio il collegamento di cavi elettrici attraverso una combinazione di numeri o calcoli matematici di date di nascita e di morte per aprire delle porte. Nel complesso risultano parecchio piacevoli, ma a volte anche frustranti. La componente esplorativa e copiata interamente da Uncharted, ma nel peggior modo possibile. Essa infatti risulta essere ripetitiva e noiosa, con parecchi errori di gestione della telecamera. Le uniche cose da fare nei 21 livelli di gioco (di una durata di gioco intorno alle 4/5 ore), saranno saltare ostacoli tramite un rampino o arrampicarsi, il tutto condito da una libertà di movimento del tutto assente. Saremo, infatti, tempestati di pareti invisibili che non ci permetteranno di fare nulla che non sia ciò che vuole il gioco; ad esempio, se volessimo superare un ostacolo saltando poco più avanti, sbatteremo contro una parete invisibile che ci porterà inevitabilmente alla caduta e alla morte. Nel gioco sono, poi, totalmente assenti sia le armi da sparo che le armi bianche. Ll’unico modo per affrontare i pochi nemici presenti, sarà quello di superarli in maniera stealth che almeno, essendo discretamente realizzato, movimenta e smorza un po’ la monotonia.

Adam’s Venture Origins

Il fuoco, il nostro migliore amico

Sebbene per adesso le note positive sono ben poche adesso arriverà qualche cenno positivo, intervallato da altri negativi. La grafica è il punto di forza di un titolo: è ciò che l’occhio osserva e se mancasse, il gioco perderebbe inevitabilmente di valore. In Adam’s Venture Origins, essa è ben realizzata con delle ambientazioni davvero interessanti, ma pessimamente ottimizzata. Vi sono alcuni problemi, come ad esempio texture spalmate o ombre che non rispettano la prospettiva, ma che, in generale, rende accettabile l’esperienza di gioco. Però, sebbene essa sia soltanto accettabile, a causa dell’ottimizzazione pessima, diventa a volte fastidioso anche lo stesso giocare. Non è raro osservare dei glitch, cali di frame rate notevoli, popping costante e soprattutto uno screen tearing frequente. Abbiamo un’illuminazione davvero ottima, con una gestione delle luci e dei riflessi molto realistica, sopratutto per quanto riguarda le torce e il fuoco che sarà il nostro migliore amico in alcune circostanze di buio pesto. Tuttavia, le note negative non sono finite, in quanto i modelli dei personaggi non convincono. Stilisticamente sono ben fatti, ma alcuni movimenti sono pessimi e a dir poco ridicoli. Personalmente ho apprezzato i movimenti del protagonista, molto realistici, precisi e dinamici, ma non si può dire lo stesso degli altri personaggi, con movimenti ripetitivi, asincroni e di dubbio realismo. Se dal lato movimento qualcosa si recupera, dal lato espressioni facciali, meglio stendere un velo pietoso: inesistenti e anch’esse buggate.

Conclusione

In conclusione, Adam’s Venture Origins cerca di racchiudere molti stili in un unico titolo, fallendo in ognuno di essi. Partiamo dal protagonista, palesemente emulato da Nathan Drake, che però risulta fastidioso e inappropriato. Passiamo alla storia, ripetitiva e noiosa, copiata da Indiana Jones, con molta meno libertà di azione e arriviamo alla realizzazione tecnica, con vistosi difetti che peggiorano il tutto. Purtroppo, il titolo è parecchio deludente, poi stando al prezzo di vendita di €36,99 non mi sento assolutamente di consigliarlo. Ma, semmai dovesse scendere di prezzo e foste comunque incuriositi, fate pure. Personalmente il prezzo di vendita consigliato sarebbe intorno ai 10/15€.