Tempo di lettura: 9 minuti

I due titoli della Ubisoft sono nell’occhio del ciclone videoludico, sia perché sono una nuova attesissima uscita sia perché non sono come qualcuno si sarebbe aspettato. Confrontiamoli insieme e vediamo i punti di maggiore interesse.

Parto subito col dire che non si tratta di una vera e propria recensione, dato che essendo un argomento molto vasto, non si può trattare in così poco tempo dall’uscita, ma è comunque giusto porre delle prime basi su ciò che poi sarà una vera e propria recensione. Dividerò questo articolo in vari punti importanti, come una sorta di discussione amichevole, in cui Voi lettori esprimerete le vostre considerazioni, positive o negative, su ciò che io scriverò, e tengo a precisare che non essendo una recensione, alcune cose sono puramente soggettive.

1) STORIA

La storia è totalmente diversa tra i due Assassin’s Creed:

UNITY: tratta il periodo della Rivoluzione Francese, in una Parigi sconvolta da continue rivolte civili e dai continui tentativi dell’esercito di sedarle. Il protagonista è Arno Dorian, che combatte per vendicare alcune morti, che non rivelo per evitare spoiler, ma che hanno comunque a che fare con la Confraternita degli Assassini  e lo fa durante gli eventi più importanti come per esempio la presa della Bastiglia. Per far ciò si fa aiutare da altri Assassini, ognuno con la loro storia.

ROGUE: rivive il periodo della Guerra dei Sette Anni, ambientato nel Nord Atlantico, completa la storia di Assassin’s Creed 3 e Black Flag. Il protagonista è Shay Patrick Cormac che, divenuto un Assassino da giovane combattendo contro i Templari, con il passare del tempo, sia a causa del suo carattere irrequieto che non lo rende ben visto agli occhi dei compagni sia per delle cause che si capiranno giocando, decide di non seguire più la sua Confraternita e di entrare a far parte dei loro acerrimi nemici, i Templari appunto. Compaiono personaggi già visti nei precedenti Assassin’s Creed, come ad esempio Adéwalé, Achille Davenport e riferimenti a Connor ( protagonista di Assassin’s Creed 3).

Fatta questa breve introduzione sullo scenario presente nei due giochi, vediamo subito quale delle due è più “intrigante”; la saga di Assassin’s Creed, per gli appassionati e non, ha sempre brillato per il comparto narrativo e per le ambientazioni, nonostante alti e bassi, ma in questo caso entrambi hanno azzeccato perfettamente le ambientazioni:

Assassin’s Creed

UNITY: ha dalla sua una Parigi enorme, ben realizzata (ne parlerò dopo) e ricca di dettagli visivi e di azioni da compiere. Parigi è inserita in un contesto altamente affascinante ed è teatro potenziale di alcuni accadimenti purtroppo non pienamente sfruttati. Come per ogni capitolo di Assassin’s Creed, noi possiamo impersonare un protagonista in grado di indagare su personaggi chiave e momenti che hanno caratterizzato la storia su un periodo più ampio, un piano di lettura ulteriore che si riallaccia in maniera leggera ai precedenti capitoli, ed apre nuovi scenari per il seguito che viene accennato brevemente alla fine del gioco. Arno ricorda nel carattere e in alcune vicende, l’italiano Ezio Auditore, pur senza arrivare alle stesse vette di carisma a causa di eventi un po’ più scontati e incentrati sopratutto sulla vendetta e poi nella ricerca dei cospiratori che tengono in mano le redini di tutto ciò che accade.

ROGUE: ciò che davvero colpisce, è la storia di Rogue. Il titolo da molti visto come “il fratello minore” di Unity, e quindi poco pubblicizzato e poco venduto, in realtà presenta una storia davvero bella, migliore, a mio avviso, di quella di Unity. Anche se l’ambientazione è simile al Mare dei Caraibi di Black Flag, non vi sono delle città belle come potrebbe essere Parigi e la storia è la più corta tra tutti gli Assassin’s Creed realizzati ma in generale coinvolge davvero molto. Piena di intrighi tra Assassini e Templari, si potrà, inoltre, per la prima volta, vestire i panni di un Templare/marinaio, in grado di scoprire misteri anche in mare. Non mancano poi lotte contro l’esercito Francese e Inglese o contro i pirati, sia via terra sia via mare. In quest’ultimo le cose si fanno molto complesse e divertenti, con la presenza di ghiacci che se distrutti possono affondare le navi più piccole, o con i pirati che durante una lotta contro ad esempio l’esercito inglese, salgono sulla nostra nave peggiorando la situazione. Insomma tanta varietà e una storia più complessa in un gioco che viene visto come rimpiazzo per i possessori di una old gen.

In conclusione, la storia di Unity e l’ambientazione è davvero bella è coinvolgente, ma Rogue è una spanna sopra, dando l’impressione di un cambiamento al videogiocatore che può rivivere per la prima volta la storia dei Templari e degli intrighi con gli Assassini.

Assassin’s Creed

2) GRAFICA

La grafica è uno degli elementi più ricercati dai videogiocatori, sia esperti sia meno esperti, anche perché è il primo dettaglio che si coglie da un videogames. Provo, quindi, a comparare due grafiche con tecnologie diverse (Unity presenta un motore grafico totalmente nuovo) e a cercare di spiegare oggettivamente se davvero Ubisoft, con Unity, ha compiuto quel salto di qualità che molti chiedevano.

UNITY: la prima cosa che si è esclama quando si prova per la prima volta Assassin’s Creed Unity è: “Wow, che bello!” In effetti, Parigi è davvero bella. Grazie al nuovissimo motore grafico AnvilNext, si possono scorgere dettagli, luci e ombre con una definizione e un realismo ai massimi livelli. Questo la prima volta. Poi se si continua a giocare, si capisce che non è oro tutto quel che luccica. Il gioco è tempestato di cali di frame rate (anche se con l’ultimo aggiornamento e con qualche piccola modifica, gira a 60fps), sono presenti dei piccoli errori di texture e qualche glitch che ad esempio trasforma un volto facendo vedere solo gli occhi e la bocca. Per non parlare della scarsa ottimizzazione del gioco per PC che, anche nei PC potenti, oltre a crashare, spesso riduce gli fps a valori ridicoli per un gioco del genere; Si parla di drop del frame rate fino a 30 fps quanto quelli garantiti per un’esperienza ottimale sono 60. Adesso stanno cercando di risolvere queste carenze con delle patch, ma per un gioco come Unity, non ci sarebbe bisogno di correggere anche errori grafici, dopo l’uscita.

ROGUE: tenendo presente che è uscito solo per console old gen (Xbox 360 e PS3) e PC, nel suo piccolo, si comporta molto bene. Certo, anche qui sono presenti cali di frame rate frequenti, il motore grafico è identico a quello di Assassin’s Creed 3, con qualche miglioria, ma sfrutta al massimo il potenziale delle console, un po’ meno del PC. Le ombre a volte sono sgranate, la luce non sempre si comporta come dovrebbe, ma quando si è davanti ad un tramonto o all’alba nel mare aperto, o durante un’aurora boreale, beh si rimane a bocca aperta. Sono presenti, purtroppo, alcuni problemi simili ai titoli precedenti, come ad esempio i volti poco dettagliati, texture degli abiti e delle navi non proprio eccelse e pochi dettagli del mare (basti pensare che quando la nave si muove nell’acqua, non sempre c’è una scia di movimento), per il resto nel complesso non è male, paragonato al “fratello maggiore”.

Per cui, quello che poteva sembrare una sfida impari, in realtà non lo è. Certo, Unity è totalmente diverso, mostra il vero potenziale dell’hardware delle console next gen e dei PC più potenti, ma per quanto riguarda l’ottimizzazione, c’è da lavorare, sopratutto per PC, cosa che invece è avvenuto in Rogue che, pur mantenendo invariato il motore grafico già usato per Assassin’s Creed 3 e Black Flag, ancora mostra il suo potenziale.


3) GAMEPLAY

Il gameplay, a mio dire, è l’elemento più importante di un videogame. Un gioco può avere anche una grafica pazzesca, ma senza un ottimo gameplay, non serve a nulla. Vediamo insieme come si comportano i due titoli di casa Ubisoft:

UNITY: con Unity, Ubisoft prova ad introdurre delle nuove caratteristiche, già usate in altri giochi anche meno blasonati, ma necessarie. Le più importanti sono: la possibilità di accovacciarsi quando si vuole cioè, con la pressione di un tasto, si attiva un comando definito “modalità furtiva”, la quale permette al giocatore di decidere a proprio piacimento quando accovacciarsi e non più solo in presenza di cespugli alti o altri oggetti pre-impostati dove avveniva automaticamente, e la possibilità di decidere dove arrampicarsi premendo un tasto apposito e quindi non più automaticamente premendo la levetta posteriore. Sono delle aggiunte banali, ma richieste da molto tempo e da molti utenti che finalmente sono stati ascoltati. Questo, però, non basta a cambiare le meccaniche di gioco complessive che caratterizzava i vecchi Assassin’s Creed. Sono presenti sempre dei problemi, alcuni dei quali molto gravi tenendo presente che stiamo parlando di un gioco tripla A. Oltre alla presenza di numerosi bug che portano ad esempio alla morte dopo essersi buttati da un balcone a soli tre metri di altezza o ad esempio a non capire dove potersi aggrappare per arrampicarsi perché non sempre i punti sono specificati, vi è la “classica” presenza di un’intelligenza artificiale non proprio ai massimi livelli e ad una lentezza dei combattimenti a volte frustrante. Questi due problemi hanno da sempre caratterizzato i titoli di Assassin’s Creed, è possibile che ancora non abbiano provveduto a cambiare? Dopotutto Ubisoft è la casa produttrice di titoli come Far Cry, ove l’intelligenza artificiale è tutt’altra cosa. Bella, invece, la possibilità di muoversi liberamente per la città entrando anche in alcune abitazioni in modo tale da immergere ancora di più il videogiocatore, peccato che le abitazioni da “visitare” non siano molte e spesso servono solo come tramite per una missione da compiere in stealth. Il gioco, infatti, non permette sempre di attaccare corpo a corpo, e un po’ come nei precedenti titoli, bisogna muoversi più furtivamente (che inoltre è un fattore che ha caratterizzato Assassin’s Creed) e questo è stato migliorato notevolmente. Infine, il protagonista, Argo, prima l’ho definito “un Ezio Auditore francese”, questo perché, come a Roma, anche a Parigi ci sono tantissimi segreti e tantissime missioni secondarie da scoprire nello “stile” di Ezio. Queste cose non fanno altro che allungare di molto la durata del gioco.

ROGUE: qui c’è meno da parlare. Rogue presenta le stesse identiche meccaniche di gioco di Assassin’s Creed 3 e Black Flag, con qualche miglioria nelle battaglie navali e nei combattimenti corpo a corpo. Le prime sono state rese più veloci e più complete con l’inserimento di tanti piccoli dettagli che permettono di decidere se affondare una nave, abbordarla e poi se rubare il carico, salvare i marinai o vendere l’intera nave. Inoltre in mare sono presenti tanti oggetti da recuperare, tanti nemici come pirati o inglesi e tante missioni secondarie, che vanno dalla difesa di altre navi alla conquista di porti. Le cose da fare e da scoprire non mancano, né in mare né sopratutto sulla terra, dove sono presenti tanti oggetti da recuperare e misteri da scoprire. L’intelligenza artificiale è immutata, ma ad un certo punto della storia, si avranno delle imboscate da parte di Assassini, e a quel punto le cose non sono molto facili. Anche in mare le cose non sono sempre facili, oltre ad attacchi multipli da parte di navi della stessa nazione, si possono ricevere anche arrembaggi dai pirati nel bel mezzo di una battaglia e le cose si complicano notevolmente e si deve agire d’astuzia, magari colpendo prima gli iceberg che, causando delle onde, affondano le navi più piccole. Il passaggio da essere un Assassino ad essere Templare, poi, è una chicca che introduce nuovi abiti, nuove armi e nuove abilità, i quali arricchiscono di molto il gameplay. Una pecca importante? La durata della storia, inferiore a tutti gli Assassin’s Creed usciti finora.

Il gameplay, quindi, resta sostanzialmente invariato ai precedenti titoli, fatta eccezione per alcune migliorie importanti di Unity e qualche miglioria per Rogue.


4) SUONO

Ciò che completa un videogames è il suono, non essendo un tecnico e un esperto di suoni, mi limiterò a trattare il doppiaggio e i suoni ambientali.

UNITY: Parigi è un miscuglio di rumori e suoni, tutti ben realizzati. Voci delle persone, suoni delle botteghe, delle proteste, delle campane delle chiese, tutto ben organizzato e dettagliato. Il doppiaggio in italiano è realizzato davvero bene, con un’ottima, anche se non sempre, sincronia tra il movimento della bocca del personaggio e il parlato. Infine, anche le musiche di sottofondo che spesso compaiono durante fasi scriptate, sono sempre azzeccate e ben equilibrate e bilanciate.

ROGUE: anche qui il comparto tecnico per quanto riguarda il suono non è niente male. I suoni ambientali sono ben realizzati. Peccato per il doppiaggio, fatto bene per quanto riguarda i termini marinareschi e militari, ma un po’ deludente per quando riguarda il bilanciamento con il suono ambientale o con l’azione. Capita, infatti, che durante una fase in cui si dovrebbe parlare a bassa voce, un compagno parla come se fosse in una locanda. Inoltre il labiale non sempre è sincronizzato al doppiaggio, a volte il personaggio parla ma le labbra non si muovono o viceversa.

Il suono denota un miglior interessamento da parte degli sviluppatori di dedicarsi al titolo per next gen, trascurando un po’ il titolo minore.

5) COMMENTO FINALE

Queste sono state le mie impressioni, riassunte in quattro parti principali che mi ha permesso di focalizzare l’attenzione sugli argomenti principali.

Come già detto non si tratta di una recensione, ma sono solo dei giudizi personali redatti in forma di recensione.

Il confronto mi ha permesso di giungere alla conclusione che benché Ubisoft abbia fatto un ottimo lavoro con Unity, lavorando contemporaneamente a Rogue, ha tralasciato dei dettagli che avrebbero reso perfetto Unity. In quel caso, però, avrebbe dato problemi alla realizzazione di Rogue.

Quindi, secondo me, entrambi sono dei titoli molto validi, anche se per certi aspetti, Unity mi ha deluso un po’, mentre Rogue mantiene la stessa riga dei suoi predecessori, senza deludere, ma senza meravigliare.

Ubisoft poteva benissimo soffermarsi sulla realizzazione di un solo titolo invece, cercando di accontentare una fascia più ampia di pubblico, ha deciso di lavorare su due titoli e questa non è stata, a mio dire, una mossa vincente. Vedremo se nei prossimi aggiornamenti che usciranno per Unity si possano migliorare dei difetti, anche gravi, che lo rendono a volte non giocabile per PC. Di certo, l’ultima cosa che ci si potrebbe aspettare per un titolo come Unity, è di dover attendere degli aggiornamenti per migliorare dei difetti, ma purtroppo “chi troppo vuole nulla stringe”.