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Qualche giorno fa Microsoft ha aperto le sue porte di Milano alla Microsoft House per dare la possibilità di provare in anteprima e su Xbox One X, Assassin’s Creed Origins. Ecco le nostre prime impressioni.

Una Milano alquanto uggiosa e piovosa è stata il palcoscenico per una prova molto attesa, almeno dal sottoscritto. Si parla di Assassin’s Creed Origins e della possibilità offerta da Microsoft a diversi giocatori di provare in anteprima il nuovo titolo targato Ubisoft. L’evento si è tenuto alla sede milanese della Microsoft House, in un ambiente interamente personalizzato e creato ad hoc per far immedesimare i giocatori nell’atmosfera egizia di questo capitolo.

Mentre vari trailer scorrevano sugli schermi, la musica in sottofondo ci faceva compagnia ed una Cleopatra seminuda girava per gli stand, ci siamo messi di fronte ad una postazione corredata di una pad, un dev-kit di Xbox One X ed un monitor per il 4K pronti all’uso. Dopo che gli addetti ai lavori ci hanno istruito sui comandi e sui cambiamenti rispetto ai precedenti capitoli, siamo finalmente partiti alla volta delle dune del deserto dell’Antico Egitto.

assassin's creed origins

Gameplay

Non c’è che dire, dopo quasi 3 anni di pausa, in un certo senso mancava la presenza di un nuovo capitolo dedicato al gruppo di assassini più famoso del mondo. Questa volta, però, si torna ai tempi dei primi vagiti dell’Impero Romano e agli ultimi istanti di vita del Regno d’Egitto.

In Assassin’s Creed Origins impersoneremo un Medjay di nome Bayek e saremo, come ben ci si aspetta, degli Assassini, o meglio apparterremo al primo nucleo dell’organizzazione che in futuro porterà questo nome. Le nostre vicende, come detto, ci porteranno nell’Antico Egitto e se vi steste chiedendo dove esattamente, non siete i primi a provi questa domanda.

È bastato premere il tasto menù e andare sulla mappa per avere una veloce quanto sorprendente risposta. Noi ci trovavamo a Fayum, mentre più ad est abbiamo scorto Menfi e a nord (molto a nord) Alessandria alla foce del Nilo. Quella che ci siamo trovati di fronte era solo una frazione del mondo esplorabile.

Per chi non conoscesse le città sopracitate, sappiate che Menfi era la vecchia capitale del Basso Egitto, un antico regno che in seguito si andò a fondere con l’Alto Egitto. Insomma, in breve ci troveremo a cavalcare e a muoverci in mezzo ad una delle mappe più grandi mai realizzate per questa saga.

Superato lo stupore iniziale, ci siamo ritrovati con Bayek a cavallo in mezzo al deserto nei pressi di un piccolo villaggio affacciato su un’oasi. La demo ci dava la possibilità di provare due quest, una delle quali era ambientata proprio all’interno del villaggio. Ci troveremo ad affrontare un prete intento a punire in pubblica piazza un giovane apprendista, accusato di aver rubato due importanti manufatti.

Il nostro eroe Bayek è però convinto del contrario e si fa difensore del giovane, promettendo al prete di riuscire a dimostrare la sua innocenza. Parte così questa prima ricerca che si svolgerà interamente nel gigantesco lago dell’oasi. Qui potremo prendere il controllo di una piccola barca a vela ed iniziare ad esplorare la superficie del lago, fino a che il gioco non ci suggerirà di utilizzare l’aquila Senu per localizzare il nostro obiettivo.

Questa può essere attivata a nostro piacimento con la croce direzionale e si potrà gestire come un vero e proprio personaggio, direzionandola in volo e facendole fare da vedetta, oltre che per trovare gli obiettivi o marchiare i nemici a schermo. Una funzione un po’ irrealistica che ricorda la macchina fotografica di Far Cry, ma che si rivelerà assai utile.

Una volta sorvolata la superficie del lago e localizzato l’obiettivo, recuperiamo uno dei due manufatti disperso sul fondale all’interno di un relitto marino. Qui facciamo la conoscenza di un’altra delle realtà del gioco, fatta di una fauna alquanto aggressiva. Durante la nostra discesa enormi alligatori tentano di morderci e siamo costretti a prendere in mano la spada per difenderci o in alternativa scappare.

Assassin’s Creed Origins

Il secondo manufatto è riposto su una nave, appartenente alle guardie del Faraone. Come da tradizione, ma ancora di più in questo capitolo, ci verrà data libera scelta sul come affrontare la missione. Potremo farlo in maniera del tutto stealth, oppure salire sull’imbarcazione con la spada in mano e passare a fil di la lama tutto l’equipaggio.

Dopo un primo tentativo di impresa stealth, una guardia ci ha individuato e siamo stati “costretti” ad intraprendere una lotta con le guardie. Qui la rivoluzione di questo nuovo capitolo della serie si è mostrata Dopo anni di critiche e discussioni, il classico balletto di attacchi e contrattacchi ha detto addio alla serie. Il sistema molto più simile ai GDR action come The Witcher 3 ha preso il sopravvento.

Con il dorsale sinistro potremo “lockare” i nemici, mentre con quello destro potremo eseguire degli attacchi potenti, che potremo alternare in vere e proprie combo con il grilletto destro dedicato agli attacchi veloci. Potremo inoltre eseguire dash e parare i colpi con lo scudo. I classici due o tre colpi necessari ad uccidere un avversario sono stati sostituiti da una barra della salute.

Qui si apre tutta la questione strettamente GDR, con armi che presentano un potere di attacco o di difesa, il che porta alla conseguente è quasi d’obbligo ricerca spasmodica di oggetti e loot sui cadaveri dei nemici. Insomma, Assassin’s Creed Origins porta la serie nel mondo dei GDR e sembra farlo nel migliore dei modi, facendo esperienza di altri titoli e portandoli su un nuovo livello.

Il combattimento è quanto di più fluido si possa sperare ed i movimenti riescono ad essere sempre veloci, mantenendo il livello di gioco, molto attivo e con schermaglie in cui la tattica sarà costantemente necessaria, ma che si potranno concludere anche con pochi colpi.

Il nostro Bayek potrà impugnare un’arma primaria, una secondaria ed ovviamente arco e frecce. Quest’ultimo si potrà utilizzare sia in maniera tradizionale, sia con cinque frecce alla volta. Questa ci è sembrata una sorta di abilità speciale, in quanto da buon GDR avremo ben tre alberi delle abilità, ognuno caratterizzato da determinate caratteristiche. Avremo quello dedicato al cacciatore, al guerriero e allo stregone, il più affascinante e legato maggiormente alla questione del carisma.

Dopo aver trovato il secondo manufatto, siamo tornati dal prete che nonostante le prove dell’innocenza del ragazzo, decide di volerlo uccidere. Senza fare troppi spoiler su come finisce la questione, andiamo alla seconda quest messa a disposizione in questa demo. Fin da subito si presenta più articolata. Prima di tutto ci dirigiamo verso la casa di un greco, tenuto prigioniero da delle guardie. Stavolta non saremo soli, ma affiancati da un giovanissimo guerriero egizio.

Anche in questo caso dovremo affrontare un bel nugolo di guardie ed un capitano, una sorta di mini-boss. Una volta portato in salvo il nostro obiettivo, ci verrà richiesto di trovare la base di alcune mercenari, il che ci porterà molto lontano da Fayum. Qui abbiamo potuto dare un’occhiata più approfondita al mondo di gioco entrando in una “piccola” zona desertica, interrotta qua e là da dei punti d’interesse. In tutto ciò, la bellezza del deserto creato da Ubisoft è uno dei più magnifici visti fin’ora, aggiungendoci a ciò il fascino di un Antico Egitto tutto da scoprire.

Non dimentichiamoci che con Assassin’s Creed Origins ci troviamo pochi anni prima della presa di potere da parte di Antonio e che, come ricordato dagli sviluppatori, in questi anni “la storia dell’Egitto era già antica di migliaia di anni”. In pochi minuti di esplorazione abbiamo potuto vedere alcuni esempi di monumenti antichi e tombe, che farebbero impazzire di gioia qualsiasi appassionato di questo periodo storico.

Assassin’s Creed Origins

Comparto tecnico

In soldoni, com’è sembrato questo Assassin’s Creed Origins? L’opinione di base è estremamente positiva, la “tradizionale” staticità della serie che non demordeva dal lasciare alcune meccaniche sembra essere sparita e ci troviamo di fronte ad un vero e proprio nuovo capitolo, in cui le cose da fare sembrano non finire mai.

Finalmente ci troviamo di fronte ad un combat system con una sua anima, virata prepotentemente nel genere GDR, ma che ha tolto quella staticità di fondo, oltre che la grande semplicità che affliggeva la serie fin dal suo primissimo capitolo.

Ovviamente alcuni dubbi rimangono, primo su tutti la dispersione, un problema da non sottovalutare con mappe così grandi, oltre alla stabilità stessa del gioco dal punto di vista tecnico. Come detto, la demo girava sul dev-kit di Xbox One X, ma pur presentando un frame-rate incredibilmente elevato, non mancavano dei drop di frame molto importanti o anche glitch grafici.

Ciò nonostante, la bellezza grafica del gioco è ben visibile. Le texture, così come i modelli, sono molto interessanti, ma ancora abbastanza poveri di dettagli. In generale mi sarei aspettato un impatto visivo ancora più deciso trattandosi di una demo in 4K, che però non è stato tale, costringendomi addirittura a vedere il modello del monitor per verificare effettivamente se si trattasse di uno schermo predisposto a questa risoluzione. Ricordo che si tratta di un alpha e che ad ottobre mancano ancora parecchi giorni.

In conclusione, Assassin’s Creed Origins si sta rivelando un ritorno alla serie abbastanza dirompente e su cui si possono già provare a costruire alcune piccole aspettative. Il combat system prende molto da altri titoli, ma riesce a ridare dignità al combattimento all’interno del franchise. Il fascino dell’Egitto al contempo aiuta a dare al titolo un’aura incredibilmente attrattiva e che si spera troverà un suo fondamento in una story-line degna di questo nome, ancora avvolta nel mistero.