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Gioco a premi o fenomeno virale?

Avendo notato la crescita di un fenomeno come Live Quiz, che ho trattato anche in sede di recensione, è nata in me una forte curiosità verso la storia di questo gioco e della software house che lo ha sviluppato, l’italiana Bending Spoons.
Sono quindi entrato in contatto con Federico Simionato, Product Manager di Live Quiz, che lo scorso 12 aprile si è gentilmente reso disponibile, insieme allo sviluppatore Gabriele Platania, a rispondere a tutte le mie domande (e anche a qualcuna delle vostre) per questa intervista.

 

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Bending Spoons

 

Bending Spoons è una realtà ormai ben consolidata, nonostante sia un’azienda relativamente giovane. Ci raccontate un po’ com’è nata?

Federico: Bending Spoons è stata fondata nel 2013 in Danimarca da cinque ragazzi, quattro italiani e un polacco, che studiavano e lavoravano lì; circa un anno dopo, la sua sede è stata trasferita qui a Milano.
Sin dall’inizio, l’idea di Bending Spoons era quella di creare dei prodotti che fossero il più broad market possibile, cioè che andassero a catturare l’interesse del più alto numero di persone possibile nel mondo, senza focalizzarsi su un Paese in particolare o su mercati troppo di nicchia.

Ho notato che la maggior parte delle vostre app sono dedicate ad iOS, il sistema operativo di Apple.

F: Esatto, ci focalizziamo quasi esclusivamente su iOS. Questo ci permette di creare prodotti di qualità superiore grazie allo sviluppo di soluzioni e tecnologie dedicate e di avvantaggiarci della maggior disponibilità degli utenti Apple a pagare per usufruire di contenuti digitali e app.
Su Android abbiamo fatto un paio di esperimenti ma attualmente l’unica applicazione che manteniamo attivamente è proprio Live Quiz.

Perché questa scelta?

F: Per una differenza di modelli di business.
Live Quiz è un’app fuori dal coro rispetto alle altre di Bending Spoons, che in genere vengono distribuite a livello globale, hanno come modello di business la monetizzazione diretta sull’utente e che, quindi, si basa su acquisti in-app e abbonamenti.
Live Quiz è diverso perché invece punta a monetizzare facendo pagare gli advertiser che vogliono posizionarsi in un prodotto il più possibile mass market, quindi entra in gioco l’obiettivo di raggiungere il numero di utenti più alto possibile all’interno di un mercato, quello italiano, nel quale Android detiene una posizione dominante.

Secondo Great Place to Work Italia siete la miglior azienda tra i 50 e i 149 dipendenti per cui lavorare in Italia nel 2019. Cosa pensi vi abbia permesso di raggiungere questo primato?

F: Guarda, ci sono molte cose che noi, lavorando qui, ormai diamo per scontate; ma poi, parlando con amici e parenti che lavorano altrove, ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati. (Gabriele ride e annuisce, ndr).
Una delle più eclatanti è il viaggio che facciamo tutti gli anni completamente pagato dall’azienda: l’anno scorso, ad esempio, siamo stati un mese in Thailandia (che è stato in parte vacanza e in parte lavoro), mentre quest’anno siamo già stati una settimana in Tanzania ed è in programma un altro viaggio per il quale ci divideremo su diverse mete, tra le quali il Giappone.
Quello che però secondo me ci ha permesso di avere un tale riconoscimento è una cultura aziendale all’avanguardia, difficile da trovare in Italia e più diffusa in alcune realtà del mondo anglosassone; un esempio su tutti è la possibilità per chiunque di lavorare da remoto (quando non è strettamente necessaria la presenza fisica in sede) e con orari abbastanza flessibili: lavoriamo per obiettivi, quindi quel che conta più di tutto è il risultato del tuo lavoro, non quanto tempo impieghi per ottenerlo.

Bending Spoons si è anche guadagnata la top 10 tra le aziende con maggior numero di download al mondo, davanti a giganti come Twitter e Spotify. Quali sono i prossimi traguardi che puntate di tagliare?

F: In questo caso non si tratta di un riconoscimento, dato che nessuno ce l’ha assegnato (ride, ndr), ma piuttosto di un’analisi che abbiamo fatto tenendo conto del numero di download giornalieri complessivi che riusciamo a generare su iOS (il nostro mercato di riferimento), che è maggiore – appunto – a quelli di big come Twitter, Spotify ma anche Netflix.
Siamo ancora dietro ad aziende come Amazon, Apple stessa e Microsoft ma sono fiducioso che prima o poi raggiungeremo anche queste.
L’obiettivo che ci poniamo è di consolidare questo nostro vantaggio, confermando la posizione di leadership che siamo riusciti a costruirci nel tempo e, soprattutto, di continuare a farlo dall’Italia, dimostrando che è possibile creare un business di grande successo partendo dal nostro Paese.
Inoltre, puntiamo a portare Live Quiz a un nuovo ordine di grandezza nel panorama italiano, facendolo diventare un vero e proprio fenomeno di massa – cosa che sta iniziando a essere, ma di sicuro possiamo fare dieci volte meglio.