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Abbiamo affrontato gli antichi esseri, primogeniti di altre dimensioni che si son abbattuti nelle nostre notti di caccia. Molti di noi hanno già provato e sono caduti ed è proprio loro che andiamo a sfidare. Cacciatori e cacciatrici ecco a voi la recensione di bloodborne the old hunters.

Un tuffo nel passato

L’attesa espansione di bloodborne ci porta in un passato distorto della già cupa Yaharnam. Le condizioni per accedervi, una volta acquistato il dlc, sono molto semplici:
Una volta sconfitta Vicario Amelia bisognerà tornare nel sogno del cacciatore per poter ricevere dai messaggeri l’occhio di un blood-drunk hunter. Una volta in nostro possesso basterà uscire nella piazza laterale di cathedral ward e farci catturare da un’ Amigdala per essere trasportati nella prima area.

the old hunters

What’s new?

L’espansione prevede 4 nuove aree che non saranno del tutto estranee a chi ha già finito il gioco. Le aree saranno spesso battute dai vecchi cacciatori che, una volta perso il senno, sono rimasti intrappolati in questa dimensione a metà tra il reale e l’onirico. Sarà nostra premura aiutarli con una veloce (seppur cruenta) dipartita.
Non sarebbe Bloodborne se non si parlasse di mastodontici boss pronti a banchettare con il nostro sangue e in effetti questo nuovo dlc ci da la possibilità di affrontare 5 nuovi boss.
Ad aiutarci contro di loro troveremo nuovi strumenti di morte (poco più che una decina a dire il vero) , tra i più fantasiosi che si siano visti. Le nuove aree sono uno splendore e molto ben caratterizzate anche con elementi dinamici, come i cadaveri scarnificati che implorano pietà.
Dal punto di vista della storia The old hunters riesce a dire la sua. Molti degli incontri che faremo richiamano personaggi già conosciuti o citati nella campagna principale, facendo luce su molti lati oscuri della storia. Purtroppo getta anche nuovi inquietanti interrogativi al quale non ci viene data spiegazione, ma questa è una delle peculiarità della IP: sarà compito della community reinterpretare e dare voce a tutte le possibili teorie.

the old hunters

Tecnica

Tecnicamente parlando il prodotto non si discosta di molto da quanto già visto, nel bene e nel male. Gli ambienti sono ben dettagliati e grondanti di abbondante salsa di pomodoro, ma in alcuni frangenti si notano ancora piccoli fastidiosi cali di framerate. I limiti dell’intelligenza artificiale di alcuni mob (voluti o meno) stona un po’ con l’idea di voler creare una dimensione da incubo dove non sentirsi mai al sicuro. In compenso il sonoro mi è sembrato molto più ricco con mostri molto più propensi a esternare verbalmente il desiderio di farci la pelle o a dichiarare il loro disappunto con grida di morte.

Gameplay

Il gameplay rimane pressocché invariato. Le nuove armi regalano nuove opzioni di ingaggio, ma non avremo grossi stravolgimenti. Per riuscire a completare le nuove aree, supponendo di fare tutta una tirata dall’inizio alla fine senza mai morire, ci porterà via circa 4 ore, ma siamo in un souls-like: le cose non andranno di certo lisce.
In NG classic il livello di difficoltà è abbastanza alto, ma in linea con il resto del gioco. Le aree sembrano più cariche di mob, il che rende il rischio di attirare l’attenzione molto alto, ma con un’attenta strategia di ingaggio si riesce agilmente a ripulire le aree. Discorso diverso per gli NG+ o superiori. Il danno sempre maggiore renderà le aree un vero incubo e i boss punitivi come non mai. Ho affrontato il dlc a NG+++ e i boss andavano al oneshot con una frequenza disarmante. E’ un souls-like, ma credo che sia stato calibrato un po male in questo caso.