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Il terrore… io lo abbraccio.

Era dai tempi di Dark corners of the Earth che la licenza tratta da una delle più grandi saghe horror di tutti i tempi non veniva sfruttata. Sarà riuscita la Cyanide studio a ridar vita alle nostre paure? Scopriamolo insieme.

Benvenuti nella ridente cittadina di Darkwater. Qui potrete gustare i più interessanti piatti di pesce mai visti, potrete andare a pesca e conoscere i pescatori migliori della zona… si un po’ monotematica come cittadina.

 

Una Storia avvincente?

La storia di questo Call of Cthulhu, inizia in modo classico, quasi banale per chi è già amante della serie. Impersoniamo Pierce, un detective privato vicino a perdere il suo lavoro e altrettanto vicino ad una bottiglia di alcolici. La nostra ultima possibilità ci viene offerta da un misterioso cliente che ci propone di investigare sulla morte della famiglia Hawkins, perita in un incendio che il nostro cliente sospetta essere doloso. Il resto della storia è un classico. Ci rechiamo nel solito paesino sperduto dove tutti hanno qualcosa da nascondere. Scopriamo che il paesino è abitato non solo da pescatori, ma da una serie ti tizi che amano fare rave party incapucciati, innegiando ad antiche divinità. Il nostro scopo, oltre a far luce sui misteri che pian piano si dipaneranno sotto i nostri occhi, sarà quello di portare a casa la pelle e mantenere la nostra lucidità mentale.

Secondo voi devo entrare là dentro solo armato di una lanterna?

Come si accende questa lanterna?

Call of Cthulhu si presenta come un’avventura in prima persona in stile Amnesia, arricchita di alcuni elementi da gioco di ruolo. Il gioco, infatti, alterna fase di esplorazione, con fasi stealth nel quale saremo costretti a scappare o nasconderci dai cultisti o dalle immonde entità che cercheranno di farci la pelle. Avanzando nella storia e raccogliendo particolari oggetti, guadagneremo dei punti da poter spendere in un albero di abilità. Investire, per esempio, punti nell’abilità di investigazione ci renderà più facile l’individuazione di oggetti nascosti, mentre spenderli in occultismo, ci farà comprendere più facilmente i complicati simboli esoterici o i simulacri che troveremo.

Altro fulcro centrale del gameplay sta nell’interazione con i personaggi che popolano la cittadina di Darkwater. Principalmente questa avverrà tramite dialoghi a scelta multipla le cui possibili scelte sono spesso sbloccate dalle nostre abilità o dal ritrovamento di particolari indizi.  Alcune volte avremo a che fare con piccoli puzzle ambientali, ma niente di particolarmente impegnativo.
Le fasi stealth ricalcano altri titoli già visti come il succitato Amnesia, o il più recente Outlast. Scappare per poi nascondersi in un armadio o in un altro nascondiglio sembra essere l’opzione più comune, ma anche in questo caso l’intelligenza artificiale dei nostri inseguitori ci darà una mano.

L’albero delle abilità. Sulla carta era ottima un’idea.

Tutto oro quello che luccica?

Dal punto di vista tecnico Call of Cthulhu non fa gridare al miracolo. L‘Unreal Engine che muove il gioco non è sfruttato a dovere e in generale restituisce una sensazione di datato. Pur apprezzando il lavoro artistico e la palette cromatica, tipica dei giochi di questa ambientazione, gli effetti e le texture sembrano di un gioco di cinque anni fa almeno. L’interazione con gli oggetti è ridotta all’osso tanto da farci comprendere che “se si può cliccare, lo si deve utilizzare”. Il comparto sonoro è gradevole, anche se manca di un guizzo di genialità. Le campionature sono buone e il doppiaggio, solo in inglese, è sufficiente. Anche l’intelligenza artificiale è alquanto vetusta, esponendosi a divertenti siparietti come il vedere un temibile mostro rincorrerci intorno ad un tavolo, come in una delle più comiche scenette del Benny Hill Show.

Salve signore…. ehm non vorrei allarmarla, ma ha un polipo attaccato al braccio…ah dice che è l’ultimo modello di Rolex?

Il ragazzo è intelligente…ma non si applica

Call of Cthulhu era un gioco che sulla carta aveva grossissime possibilità. Era il seguito spirituale di quel Dark corners of the Earth che mi aveva fatto passare notti insonni. La deriva GDR non poteva che migliorare le cose, dando uno spessore intelligente, avvicinando il videogioco alla controparte cartacea. L’ambientazione c’era, la storia, per quanto non originalissima, non era male, allora cosa è andato storto? Direi che il problema principale sta in una realizzazione che nel 2018 definire mediocre è essere buoni e in un’integrazione delle meccaniche mal studiata. Si ha sempre la sensazione che a prescindere dalle scelte che facciamo la storia vada avanti per conto proprio e noi siamo solo testimoni di essa. Spendere punti in una abilità, piuttosto che in un’altra, varierà pochissimo, se non nulla, gli eventi. L’intelligenza artificiale dà il colpo di grazia a questo titolo sul quale avevo riposto molte speranze.

Call of Cthulhu è un’occasione mancata. Poteva essere il gioco horror dell’anno vista l’ambientazione e la deriva GDR. Tutto è stato buttato alle ortiche da una realizzazione mediocre. La storia è per lo meno gradevole, ma gli enigmi ambientali e l’investigazione sembrano essere solo un intermezzo ad essa. Un gran peccato.

Call of Cthulhu

44.99
5.9

Trama

7.0/10

Gameplay

5.0/10

Comparto video

5.0/10

Comparto Audio

6.5/10

Pros

  • Ambientazione interessante
  • meccaniche sulla carte interessanti...

Cons

  • ... meccaniche mal sfruttate
  • comparto tecnico antiquato