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Pronti per una gat-avventura?

Era l’agosto 2017 quando usciva Cat Quest, un simpatico action-RPG a visuale isometrica, sviluppato dallo studio singaporiano The Gentlebros. Dopo due anni dalla pubblicazione, lo scorso 24 ottobre, è stato rilasciato per Xbox One, Playstation 4, Nintendo Switch, PC e IOS, l’attesissimo sequel, Cat Quest II, che aveva il compito di ampliare le interessanti basi narrative e di gameplay, poste nel primo capitolo.

Andiamo a vedere, quindi, se questo seguito è all’altezza del predecessore, oppure se non è riuscito a rispettare le elevate aspettative, diventando l’ennesimo tentativo di ricalcare il successo inaspettatamente ottenuto.

Trama

Ambientato presumibilmente migliaia di anni dopo il precedente capitolo, Cat Quest II ci riporta nel simpaticissimo Regno di Felingard, questa volta, però, alla guida di due nuovi protagonisti, un gatto e un cane, re esiliati dai loro troni, che hanno il compito di fermare una rovinosa quanto perenne guerra tra cani e gatti, nonché riconquistare i rispettivi regni: il già citato Felingard e l’Impero Lupus. A mettere i bastioni tra le ruote, tuttavia, vi saranno i due corrispettivi antieroi, Lioner e Wolfen, schiavi e servitori di un antico male, che abbiamo potuto brevemente incontrare nel primo capitolo.

La trama, quindi, risulta maggiormente complessa e superiormente articolata rispetto a quella di Cat Quest, la cui unica pecca, forse, era proprio una narrazione eccessivamente blanda e lineare. Tuttavia, l’ormai tradizionale fine parodistico, impedisce un maggior approfondimento degli intrecci narrativi, che invece avrebbe giovato ad una produzione così originale e che soprattutto sta cercando di acquistare una propria identità, non limitandosi ad un’esile caricatura degli stilemi classici del genere RPG.

C’è anche da dire, inoltre, che la presenza di un secondo protagonista, oltre che a dare ulteriore vitalità al gameplay, come poi vedremo, si rende utile anche per la narrazione, che questa volta, infatti, dovrà fronteggiare anche le “reazioni” di un secondo protagonista.

Insomma, tra personaggi vecchi e nuove venute, dei ben inseriti richiami ad altri titoli, nonché una buona dose di colpi di scena, la trama di Cat Quest II è sicuramente capace di strappare, nel corso delle sue 12-15 ore di gioco, tra storia e side quest, molte risate e spiazzanti sorprese.

Gameplay

In realtà, il gameplay di Cat Quest II è decisamente simile a quello già visto nel primo capitolo. Ma non per questo è da considerarsi come sterilmente uguale: con l’aggiunta di diverse armature e armi (tra quali anche quelle a distanza), nonché una buona dose di magie, riesce ad ampliare e “ingrandire” gli ottimi presupposti di Cat Quest.

La novità principale, però, sta proprio nella scelta degli sviluppatori di dare ai giocatori la possibilità di guidare due protagonisti, per l’appunto un gatto e un cane, che naturalmente potranno disporre di equipaggiamenti e magie diverse. Un scelta assai rischiosa (la gestione dei due personaggi, infatti, si sarebbe potuta impantanare in menù eccessivamente labirintici), che però si è rivelata particolarmente fruttuosa, andando a rinfrescare un gameplay, già di per sé veloce e dinamico, che invece sarebbe risultato oltremodo identico al predecessore. Ciò, non comporta solo un rinnovamento relativo al singleplayer, ma ha anche aperto nuovi orizzonti per una divertentissima modalità cooperativa, che fa di Cat Quest II un titolo da provare assolutamente con un amico.

Altra miglioria, sopracitata, è la presenza di un numero più sostanzioso di magie e armamentari, che questa volta si diversificano in tre categorie, di cui due completamente nuove: sono state infatti aggiunte le armi pesanti, che richiedono un maggior tempo di esecuzione in cambio di un danno maggiore, e le armi a distanza, come bastoni e strumenti musicali, che invece permettono di colpire da lontano i bersagli. Le magie, seppur alcune estrapolate direttamente da Cat Quest, sono in numero maggiore e anch’esse di diverse classi: oltre a quelle già viste di attacco, i buff e le magie curative, infatti, ve ne sono anche alcune prettamente di difesa oppure altre che hanno particolari effetti sui nemici.

Per concludere, possiamo nominare anche la rivoluzione apportata ai dungeon, che non si compongono di soli nemici, tra l’altro alcuni completamente nuovi, ma anche di trappole e di nuovi tipi di forzieri, che sicuramente rendono la sfida più ardua e la ricompensa più ghiotta. Oltre a ciò, non possiamo non sottolineare la presenza di una nuova categoria di rovine, che si basa sull’affrontare diverse ondate di mostri.

Comparto Tecnico

Per quanto riguarda il lato tecnico e artistico, possiamo dire che il team dei The Gentlebros ha compiuto un ottimo lavoro, anche considerando che molto del materiale di Cat Quest è stato ripresentato con qualche variazione grafica. Se dobbiamo contare la non troppa breve distanza tra l’uscita dei due capitoli, però, c’è anche da dire che ci si aspettava un lavoro maggiore per quanto riguarda la composizione musicale, che è per la maggior parte identica a quella del predecessore.

Al contrario il lato artistico è notevolmente migliorato, anche grazie alla presenza di un intero nuovo territorio, l’Impero Lupus, che ha permesso agli sviluppatori di dare spazio alla loro creatività. Altra geniale intuizione, è stata l’idea di ricreare il regno di Felingard sulla base di quello già visto nel primo capitolo, dando la possibilità di lasciare diversi easter egg relativi alle avventure affrontate in Cat Quest.

In sotanza, Cat Quest II è uno dei pochi esempi di sequel che rasentano la perfezione, andando a migliorare notevolmente ciò che c’era di buono nel primo capitolo, tralasciando, invece, i difetti che lo affliggevano. Con l’implemento di una divertentissima modalità cooperativa, che però non è risultata deleteria per il singleplayer, il titolo assume una forma di gameplay maggiormente dinamica e intuitiva, anche migliorata dall’aggiunta di nuove tipologie di armi e magie. Peccato una musica non troppo originale, che avrebbe accompagnato magnificamente una trama densa di colpi di scena e momenti parodistici, che amplia notevolmente una lore sempre più interessante, che speriamo di vedere ancora più espansa in un futuro terzo capitolo.

7.5

Trama

8.0/10

Gameplay

7.5/10

Comparto Tecnico

7.0/10

Pros

  • Trama avvincente e divertente
  • Gameplay migliorato rispetto al predecessore
  • Divertentissima modalità cooperativa
  • Otima evoluzione grafica dell'ambientazione

Cons

  • Poche musiche nuove
  • Superficiale nell'approfondimento degli intrecci narrativi
  • Dungeon e quest ripetitivi