“Cinepanettone” è un epiteto dispregiativo con cui si definiscono le commedie italiane in uscita nel periodo natalizio, note per la loro comicità facile, volgare e ripetitiva. Ma esistono cinepanettoni all’estero? Quali sono le caratteristiche per le quali un film si può definire tale e perché, nonostante le numerose critiche, tale genere continua a riscuotere un enorme successo?

Vacanze di Natale: la genesi del cinepanettone. Un titolo emblematico, rappresentativo di tutta la schiera di film natalizi (e non) che da ormai quasi 35 anni riscuotono ineguagliabili successi al botteghino. Era il 1983 quando la commedia di Carlo Vanzina, che già vedeva fra gli interpreti Christian De Sica, approdò al cinema.

Il film era strettamente collegato alla commedia di Vanzina dello stesso anno, Sapore di mare, della quale riprendeva la sceneggiatura (le vicende di un gruppo di famiglie che si ritrova in vacanza nello stesso luogo), spostandola in una località sciistica, d’inverno. Tuttavia, fu negli anni ’90 che il filone comico italiano del cinepanettone riuscì a imporsi e a definirsi meglio, grazie anche alla formazione dello storico duo Massimo Boldi e Christian De Sica, con Vacanze di Natale ’90.

Etimologia e caratteristiche del genere

Come facilmente intuibile, il termine ha origine dal periodo in cui tali film arrivano nelle sale, o meglio dal nostro tipico dolce natalizio. Fu creato dai critici cinematografici con disprezzo, per fare riferimento sia alla scarsa qualità del prodotto che al grande successo economico che anno dopo anno si ripeteva durante le feste. Accanto al cinepanettone si trovano i cinecocomeri, gli equivalenti estivi, e addirittura le cinecolombe, in uscita durante le vacanze pasquali.

cinepanettone

Che cosa fanno gli italiani durante le feste?  Vanno al cinema, ed è preciso dovere dei cinepanettoni – e affini – garantire un intrattenimento leggero e disimpegnato. De Sica stesso definisce il filone come una sorta di “discount del cinema“: questi film, dice il figlio del regista Vittorio, possono essere smontati con facilità e rimontati, grazie alla loro formula ripetitiva e poco complessa. Si rivelano semplici, ma onesti nella loro prevedibilità.

Caratteristica indiscussa del genere è infatti una sorta di formula fissa da ripetere in ogni film: tutti i personaggi si ritrovano, quasi sempre per trascorrere le vacanze, nello stesso luogo (un albergo, una nave, un qualsiasi luogo di villeggiatura) ed è qui che iniziano equivoci, gag, e intrecci. Inoltre, la comicità del cinepanettone si caratterizza per la somiglianza – oggigiorno piuttosto ridicola – con le slapstick comedies, tipiche commedie statunitensi del cinema muto che puntavano sulla fisicità degli attori per suscitare la risata dello spettatore (uno schiaffo, uno scivolone, una smorfia). Oltre alla comicità greve, il cinepanettone è noto per gli stereotipi italiani messi in scena, dalla coppia sposata incline al tradimento alle belle donne che attirano le attenzione dei personaggi maschili (tant’è che spesso non vengono ingaggiate attrici di professione, bensì modelle o showgirl).

Esistono cinepanettoni…non italiani?

Se togliamo l’accezione negativa del termine e tutte quelle caratteristiche che la rendono tale, ogni paese ha un suo “cinepanettone”, inteso come film pensato per il periodo natalizio e destinato a un pubblico che desidera leggerezza e positività durante le vacanze. Al contrario dei nostrani cinepanettoni, i contenuti di quelli statunitensi si rivelano ben più adatti ai bambini e alle famiglie (i due target principali delle festività d’inverno).

Un esempio di cinepanettone USA è la saga Home Alone (Mamma ho perso l’aereo). I primi due film con protagonista un giovane Macaulay Culckin che per varie circostanze si ritrova a vedersela da solo con due ladruncoli furono un successo, e ancora oggi continuano a presenziare il palinsesto televisivo natalizio italiano. Dalla formula “bambino in casa da solo” nacquero film che replicavano la situazione presentata negli originali, da Mamma ho allagato la casa a Mamma, ho preso il morbillo…riscossero tuttavia molto meno apprezzamento, anche a causa di una qualità decisamente più bassa rispetto ai primi due. In generale, tutti i film natalizi americani sono caratterizzati dalla positività dei sentimenti e dal lieto fine, caratteristiche ben lontane dai nostri cinepanettoni, ma comunque speculari nella ripetitività di sceneggiatura e stile, per fornire al pubblico qualcosa di familiare e poco impegnativo.

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Amore e odio

Staccare il cervello. Solitamente, la scusante per la mancanza di qualità e d’impegno nella realizzazione di un cinepanettone sembra essere quella della leggerezza “richiesta” dal pubblico in sala. Nessuno spettatore ha voglia di seguire vicende intricate e complicate, a nessuno vanno drammi umani e thriller politici durante le feste (o almeno, questa sembra essere la logica dei produttori).

Tuttavia, il disimpegno nei contenuti di un prodotto artistico non dev’essere scambiato per mancanza di attenzione e cura per il lavoro svolto. Molti film riescono a essere leggeri e ben realizzati. Allo stesso modo, trame cervellotiche non garantiscono la buona riuscita di un lungometraggio. Le più aspre critiche rivolte ai cinepanettoni sono legate alla voluta e comoda ripetitività, caratteristica tanto apprezzata dal pubblico medio del genere – e per questo “squadra che vince non si cambia”. Nonostante ciò, la ripetizione di scene e situazioni non può essere considerata l’unica fonte di disprezzo nei confronti del cinepanettone. I comici fratelli Marx (Groucho, Harpo e Chico) erano soliti usare uno schema fisso nei loro film, così come moltissimi altri attori della commedia che si “cuciono” addosso un personaggio e tendono a ripetere dinamiche e scene in ogni loro ogni film.

Ciò che non viene apprezzato da una buona fetta di pubblico è il concetto stesso di comicità che, in film simili, viene snaturato e quasi insultato con volgarità, battute a doppi sensi e situazioni a metà fra il realistico e l’assurdo – che, non stando da nessuna delle due parti, risultano semplicemente inutili.

Se qualcuno si sente giustamente insultato, va fatto notare che i cinepanettoni non sarebbero sopravvissuti a lungo senza un pubblico fedele, che ha attraversato e superato anche un ricambio generazionale. Nell’ultimo decennio sono anche emerse varianti di cinepanettone un po’ meno pesanti e volgari (si pensi all’esplosione del comico Checco Zalone), ma il sottogenere di commedia italiana natalizia più apprezzato e odiato allo stesso tempo resta un inspiegabile fenomeno…tanto che il critico britannico Alan O’Leary ne ha esaminato il successo in Fenomenologia del cinepanettone!