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Successo al botteghino o flop clamoroso?

Chiunque, dedicandosi ad un videogame, può appassionarsi alla sua trama, i suoi personaggi o le sue ambientazioni. Sembra quindi un sogno poter riprodurre quell’atmosfera virtuale in un lungometraggio cinematografico, un live action appunto: il risultato è spesso invece più simile ad un incubo, piuttosto.

Vediamo allora come titoli videoludici si siano tramutati in film, spaccando pubblico e critica in merito. Film così brutti da essere diventati nel tempo un vero cult, fino ai più recenti, dall’esito non per forza così scontato. Partiremo quindi dagli albori del genere, per poi approfondire i film dedicati man mano ad una tipologia specifica di videogame.

Super Mario Bros (1993)

Il successo clamoroso del videogame arcade con protagonisti i fratelli idraulici convinse Hollywood a crearne una pellicola, il primissimo live action dedicato ad un videogioco della storia. Fu lui il vero colpevole di una moda che si sarebbe espansa negli anni a macchia d’olio, in modo inevitabile perfino.

live action

Peccato che questo film (eccetto che per i nomi dei protagonisti) si discosti di gran lunga dalla trama principale del videogame, partendo anche solo dal concept dei personaggi, i cui colori identificativi sono stati rispettati solo per Mario e Luigi. Si rivelerà infatti un clamoroso flop: costato 48 milioni di dollari, ne riuscirà ad incassare appena 21. Nel pubblico che si recò in sala a vederlo serpeggia ancora l’incubo della figura dei Goomba: agghiacciante.

Street Fighter (1994)

Il filone coraggioso intrapreso dalla Nintendo non tardò ad arrivare: esattamente l’anno dopo uscì nelle sale il live action dedicato invece alla celeberrima serie di videogames tutta combattimenti Capcom Street Fighter. Anche qui, la lontananza con l’originale è praticamente abissale, e fu questo particolare che lo rese preda facile della critica, prontissima a massacrarlo sotto ogni aspetto.

live action

Ironia volle però che al botteghino fu invece un successo senza pari: 100 milioni di dollari totali di incassi su un investimento di 35. A differenza del precedente live action infatti, la grandissima fama di Jean-Claude Van Damme (nei panni di William F. Guile) compensò una trama totalmente non-sense e priva di connessioni concrete col gioco. Quando si dice che il cast può seriamente salvare un film.

Mortal Kombat (1995)

Come un fiume in piena, ecco allora sbucare subito dopo il film che avrebbe dovuto celebrare il secondo titolo picchiaduro più celebre della storia videoludica nonché quello più criticato: il leggendario Mortal Kombat. La regia fu affidata ad un giovanissimo Paul W.S. Anderson (tenete bene a mente questo nome), e la trama avrebbe dovuto ispirarsi a quella dei primi due capitoli della serie di videogames. Avrebbe, poiché il risultato finale è più simile ad un conglomerato di combattimenti (spesso e volentieri al limite del casuale) ed effetti speciali quasi ironici. Guadagnò comunque 122 milioni a fronte di 18 utilizzati, grazie ad un Christopher Lambert nei panni di Raiden che al tempo fu totalmente promosso dal pubblico, rendendolo una vera e propria icona del fandom del gioco. Al tempo.

Tekken (2010)

Arriviamo quindi al massacro per eccellenza nel mondo dei live action dei videogames: un progetto iniziato nel 2002 ma arrivato a compimento solo nel 2010, dopo svariati tira e molla della produzione e regia. Insomma, nessuno ha mai creduto davvero in questa pellicola, e il risultato fu pressocché inevitabile. Seppur ispirato ad un altro pilastro nel mondo dei videogames, questo film è passato alla storia come uno dei peggiori incassi in assoluto di Hollywood, con una perdita che si aggira al 95,15%.

DoA – Dead or Alive (2006)

Per concludere l’excursus di videogames noti con il genere di botte da orbi, arriviamo al lungometraggio dedicato al videogame Dead or Alive. Volendo sintetizzare il contenuto della pellicola in poche parole, parleremmo di un meraviglioso film di puro fanservice, che dopotutto, non è poi così grave.


Ma dopotutto si sa, al peggio non c’è mai fine. Passiamo allora ad un secondo filone degli adattamenti cinematografici di videogames: quello horror.