Tempo di lettura: 2 minuti

Un ban un tantino esagerato?

DayZ, gioco sparatutto online firmato Bohemian Interactive, è disponibile worldwide su PC, Xbox One e PS4 fin dal marzo scorso, ma, a quanto sembra, non più in Australia. Il gioco è stato infatti ritirato dal mercato australiano per un (presunto) implemento che ha fatto parecchio discutere.

La Rating Board avrebbe “scovato” un riferimento alla cannabis nei files di gioco, nonostante nel titolo non venisse mai esplicitamente utilizzata. Stando infatti a Kotaku AU, DayZ avrebbe così favorito l’uso e consumo di droghe illecite correlandolo ad incentivi o premi, rendendo quindi il ban assolutamente necessario.

DayZ

La risposta del team di sviluppo è stata immediata su Twitter, dove un portavoce di Bohemian Interactive ha spiegato che la base di giocatori australiani è una parte molto importante della community, e che per questa ragione stavano cercando la migliore soluzione per mantenere il gioco nel mercato australiano e superare la classificazione nel rispetto di tutti i regolamenti.

L’Australia però ha dalla sua una ricca storia di ban e censure varie al proprio seguito. Degna di nota in particolare è la vicenda legata a Fallout 3, estremamente simile a questa ma risalente a circa 10 anni fa. Il gioco di Bethesda (stando sempre ad una dichiarazione della Rating Board) avrebbe infatti reso possibile recuperare punti vita attraverso l’uso di marijuana. Azione in effetti mai riscontrata nell’esperienza di gioco.

Vero è che, al momento, tutti i videogiocatori australiani in possesso di una copia fisica del gioco non avranno alcun problema, se non quando il ban verrà (si spera di no) esteso anche ai relativi IP, costringendo i giocatori ad utilizzare un servizio VPN. Il danno attuale si è purtroppo riversato esclusivamente nel mercato digitale, causando perdite di certo non effimere per DayZ.

Si spera quindi che Bohemian Interactive riesca presto a correggere tutti i punti contestati dai regolamenti australiani, o quantomeno, a far cadere facilmente le accuse piuttosto infondate. 

Fonte