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Se la vostra professoressa dovesse chiedervi di fare una gita in 5 persone (il resto della classe non se lo meritava?), in una località sconosciuta e per di più sbaglia ripetutamente strada, buona fortuna! E’ arrivato il momento di fare tante foto!

Dreadout

la storia

Salve sono Linda e sono una studentessa indonesiana. La mia professoressa mi ha proposto di passare le vacanze insieme a lei e ad alcuni compagni e, visto che tutti i professori vogliono passare le vacanze con i propri studenti, ho subito accolto la cosa con lo stesso entusiasmo con cui si accoglie una colonscopia. D’altro canto i miei voti non mi permettevano di rifiutare perciò acconsentii.
Dovete sapere che la nostra professoressa guida come un’ottantenne su un trattore, perciò presto mi addormentai, il che mi permise di fare un incubo orrendo, popolato di fantasmi che volevano attentare alla mia virtù e alla mia vita. Una persona assennata al risveglio avrebbe preso il sogno come premunizione o avvertimento, ma siccome dovevo ancora riparare un 3 in matematica feci finta di niente.  Fortunatamente non ero l’unica stordita in quell’auto, con me oltre ad altre cime dell’istruzione indonesiana, c’era la succitata professoressa che compensava la succitata abilità automobilistica con lo stesso senso dell’orientamento di un non vedente sull’ottovolante. Risultato? Sbagliammo strada. Ma non una volta… sbagliammo cosi tante volte la strada che per la legge dei grandi numeri, se avessimo provato ancora un po’, saremmo finiti anche a casa vostra!
Ma “fortunatamente” ci fermammo prima… o meglio ci fermammo poco prima di cadere da un ponte crollato.
Delle persone normali avrebbero fatto dietro front e avrebbero cercato la strada giusta, ma noi nooooo. Il nostro gruppo, che ricordo essere formato dalle menti più “eccelse” della nostra scuola e guidati da una persona che con quelle geniali menti vuole passarci le vacanze, decise che un ponte crollato collocato prima di una cittadina fantasma fosse sicuramente un’occasione da non perdere! Fu così che ci adoprammo per riuscire ad entrare in quel paese in cui, sorpresa sorpresa , non trovammo anima viva.
In compenso trovammo molte anime morte… soprattutto all’interno della scuola del paese nel quale praticamente ci facevano di tutto tranne lezione: ci impiccavano gente, ci facevano messe nere, bruciavano le cose. Certo che questi studenti scioperavano in modo stano!
Come ho detto prima , gli unici abitanti del paese sono passati a miglior vita, ma non per questo non vogliono interagire con noi. Ora, se voi vedeste un fantasma, sono sicura che avreste una variegata gamma di reazioni: qualcuno cercherà di scacciarli a badilate, qualcuno scapperà, qualcuno urlerà, qualcuno sgommerà la mutanda. Noi? E noi no… noi menti eccelse e geniali ai fantasmi , per scacciarli, facciamo le foto! Ma la cosa idiota è che funziona! I fantasmi infatti, intimiditi dalla prossima pubblicazione nel sito di qdss, vanno subito a firmare la clausola di privacy lasciandoci così liberi di gironzolare. E così, tra mostri che fanno “bu” e scene che sembrano uscite dalla mente di chi ha bevuto l’acqua dei termosifoni, cercheremo di uscire dal villaggio dal quale, non lo sottolinerò mai abbastanza, siamo voluti entrare noi. Ci riusciremo? boh… ricordo che siamo guidati da una professoressa in grado di perdersi nelle sue mutande. Se sentite bussare alla porta di casa vostra, potremmo essere noi: sorridete e dite “cheese”.

Dreadout

Gameplay

Dreadout è un survival horror programmato da Digital Happiness: già nel nome direi che c’è un problema. Una casa che si chiama “felicità digitale” e che cerca di spaventare, potrebbe suonare strano, ma vi assicuro questo è niente rispetto a quello che ci aspetta nel gioco. Il sistema è molto semplice e ricalca quello di project zero/fatal frame e uno qualsiasi dei silent hill. Dreadout riesce a rielaborare questo schema nel modo più noioso e illogico. Noi dovremo girare per gli ambienti proposti e cercare gli indizi per la risoluzione della storia, se non fosse che gli indizi “appaiono” letteralmente solo dopo determinati eventi. Faccio un esempio:
Entrate in una stanza. Fatto? Bene!
Nella stanza c’è una scrivania. La esaminate. Fatto? Bene!
Nella scrivania non c’è nulla.
Uscite dalla stanza fate un paio di foto e rientrate nella stanza. Fatto? Bene!
Magicamente nella scrivania saranno apparse delle chiavi.
PERCHE????
Insomma dovrete andare avanti cercando di risolvere enigmi che poco hanno di logico e facendo foto ai fantasmi per spaventarli e scacciarli. Di tanto in tanto troverete anche degli oggetti di cui onestamente, dopo aver completato l’avventura, non ho capito ancora a cosa servano.

Tecnica

Dal punto di vista tecnico Dreadout è un pianto. Faccio notare che il gioco è uscito nel 2014 e seppur ha l’attenuante di essere un indie, rimane scandalosamente brutto. Ambienti spogli e assolutamente non interagibili; animazioni che già negli anni ’90 c’erano giochi meglio realizzati; texture che istigano a cavarsi gli occhi. Anche la protagonista che dovrebbe essere il modello realizzato meglio, soffre di una realizzazione scarsa e superficiale. Questo ovviamente senza contare i numerosi bug. Il sonoro nonostante tutto riesce a salvarsi con suoni campionati decentemente e una colonna sonora orecchiabile.
Per completare l’avventura ci vorranno non più di 4-5 ore a patto di riuscire a capire l’illogicità delle situazioni proposte. Se proprio ci si vuole male, si può rigiocare una seconda volta per sbloccare il finale alternativo.