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Il free to play che vorrei!

Tempo fa avevo recensito in anteprima Empires Apart, uno strategico in tempo reale di stampo piuttosto classico, che aveva destato la mia curiosità poiché espressamente ispirato alla serie di Age of Empires. Sono stato sempre un amante della creazione di Ensemble Studios e Microsoft e dopo la chiusura della prima e la crisi del genere degli ultimi anni mi sono ritrovato con un vuoto incolmabile. Questa recensione tuttavia non è fatta per Empires Apart, dal momento che già tempo fa ne avevo parlato approfonditamente, quanto piuttosto per discutere del nuovo assetto che il gioco ha adesso.

Empires Apart

I Coreani sono solo l’ultima delle fazioni aggiunte a quelle di Empires Apart.

La nuova versione

Empires Apart era infatti stato rilasciato su Steam come titolo completo e pronto all’uso per essere giocato in rete assieme ad amici e non. A differenza di un Age of Empires II, con il quale condivide il periodo storico in cui il titolo è ambientato, vi è una più marcata attenzione al gioco online piuttosto che al singolo giocatore. Come al tempo della sua uscita è possibile fare qualche schermaglia contro l’intelligenza artificiale oppure cimentarsi una battaglia di sopravvivenza in cui saremo attaccati ogni notte da ondate continue di nemici che cercheranno di distruggere la nostra civiltà. A queste è stata recentemente aggiunta la modalità sfida, in cui dovremo spremere al massimo le nostre conoscenze della fazione sotto il nostro controllo per poter raggiungere la vittoria.

Empires Apart

La modalità sopravvivenza può essere un ottimo modo per mettere alla prova le vostre capacità difensive di fronte ad orde continue di nemici. Peccato che manchino nelle forze d’assalto delle unità d’assedio.

Queste ultime sono ispirate dalla controparte presente nella trilogia di Starcraft II e come in quelle cercano di far familiarizzare il giocatore non solo con le varie fazioni, ma anche con alcune meccaniche tipiche da strategico in tempo reale. È stato aggiunto inoltre un tutorial per far prendere dimestichezza con il titolo agli utenti che non si sono mai approcciati al genere e ho potuto constatare dei sostanziali miglioramenti dalla primissima versione, primo su tutti una IA migliorata e che è sempre presente e combattiva.

Empires Apart

Ogni civiltà ha un’insieme di sfide che servono esclusivamente a migliorare le nostre capacità in gioco. In questo caso si tratta di imparare ad utilizzare le tattiche mordi e fuggi della cavalleria speciale coreana.

I Coreani

Un’aggiunta recentissima sono i Coreani, civiltà che ho potuto giocare approfonditamente nell’ultimo periodo grazie ad una key arrivatami direttamente dagli addetti ai lavori. Si tratta di una delle ultime aggiunte che, con la deriva free-to-play assunta da Empires Apart da poco tempo, è  da comprare a parte. Infatti il titolo di DESTINYbit ha deciso di optare per un modello free-to-play. Nell’edizione base del gioco, disponibile gratuitamente, saranno presenti solo i bizantini, mentre le altre fazioni andranno acquistate a parte (il prezzo di ogni fazione è di 3,99 €). A questa spesa si aggiunge quella legata ai cambiamenti estetici, che permettono per esempio di variare l’aspetto delle unità sostituendo per esempio scudi e spade.

Empires Apart

Le modifiche estetiche sono fatte con cura, nel perfetto stile “low-poly” del gioco. In questo caso si può vedere un variago armato di gladio e scudo classico romano.

Se da un lato non mi è mai piaciuta la deriva verso i videogiochi da pagare a rate, devo ammettere che la scelta free-to-play non ha impatto sulla capacità del giocatore di poter vincere o perdere, dato che ogni fazione è ben bilanciata e i bizantini, quelli disponibili per tutti, sono piuttosto forti e facili da utilizzare. L’acquisto di nuovi oggetti per poter cambiare l’aspetto della nostra fazione è invece una mossa più che legittima per autofinanziarsi, cosa vitale per un’azienda indipendente come questa, sebbene vi sia dietro comunque Slitherine Ltd. Inoltre il motore di gioco è risultato inoltre molto più stabile rispetto all’alfa e ogni civiltà aggiunta sembra essere stata perfettamente bilanciata.

Empires Apart

La notte assume in Empires Apart un ruolo significativo dal momento che il campo visivo delle unità sarà diminuito notevolmente.

I Coreani, ad esempio, possono contare su un’arma d’assedio devastante che lancia numerosi dardi in una volta, ma che necessita tuttavia di essere azionata manualmente dal giocatore. Quello che si guadagna quindi in potenza di fuoco si perde in micro-gestione. Contemporaneamente anche le altre fazioni mostrano dei lati positivi e negativi e sono abbastanza sicuro che, quando ne arriveranno di nuove, esse saranno studiate per bene di modo da non risultare squilibrate. Le dinamiche relative inoltre ai nobili aggiungono notevoli risvolti strategici e danno un carattere proprio alla civiltà.

Empires Apart

Il titolo è molto simile ad un “Age of”, ma con il tempo è riuscito a ritagliarsi la sua personalità.

Empires Apart ha deciso di virare verso il free-to-play, cambiando le carte in tavola e cercando di offrire qualcosa di più in maniera più diluita nel tempo. Ogni civiltà, esclusa quella dei bizantini, andrà acquistata a parte, ad una cifra comunque molto bassa, specie se confrontata a quella che molti altri concorrenti mettono sui loro DLC. A questi contenuti in più si affiancano quelli relativi all’estetica delle unità, che in quanto tali sono estremamente secondari. È stata aggiunta la modalità sfida che permette di prendere familiarità con le meccaniche del gioco e con le varie civiltà grazie a situazioni create ad hoc. Con i miglioramenti notevoli in fatto di stabilità e con un’offerta più varia posso dire con sicurezza che il titolo sta andando nella giusta direzione, anche per favorire la crescita dell’azienda in sé. Con il primo torneo dedicato già organizzato qualche tempo fa, Empires Apart potrebbe diventare una piccola perla degli strategici in tempo reale in rete.

Empires Apart

8.2

Gameplay

8.5/10

Comparto video

8.0/10

Comparto Audio

8.0/10

Pros

  • Il motore di gioco è adesso solido
  • La deriva free-to-play è onesta
  • La modalità sfida permette di prendere familiarità con il gioco in maniera rapida
  • I requisiti richiesti sono piuttosto bassi, ma il colpo d'occhio è comunque ottimo
  • L'IA è migliorata notevolmente rispetto agli albori
  • I Coreani sono una buona civiltà e soprattutto riescono ad essere bilanciati con quelle esistenti.

Cons

  • Qualche indecisione dell'IA nel pathfinding
  • C'è qualche errore di traduzione e qualche fumetto che è rimasto in inglese