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Dopo un’estenuante seduta di BEN un’ora e mezza ,richiesta per sviscerare il titolo , sono pronto a raccontarvi quel (poco) che c’è da dire su Enki.

Enki

Avete mai sognato di essere i protagonisti di Saw: l’enigmista? Peccato, siete le vittime. Un pericolosissimo serial killer vi ha rapito e vi trovate nella cantina della sua casa a dover cercare una via di fuga prima che lui finisca di fare colazione all’autogrill e venga a finire il lavoro. Il nostro serial killer , che per empatia chiameremo “El Pollo Diablo” (vi prego di immaginare una chitarra spagnola ogni volta che viene nominato), ha infatti deciso che noi siamo le sue prossime vittime, ma essendo un vero golosone ci ha concesso mezz’ora di vita. Girando per la sua cantina (ampia come l’appartamento di Paris Hilton), scopriremo che non siamo le sue prime vittime e che il nostro El Pollo Diablo (chitarra) si diletta di Occultismo e ricamo.
La sua cantina è chiusa da una porta di legno facilmente sfondabile, ma noi , che amiamo le sfide, mica ci armiamo di qualsiasi ammenicolo trovato in giro per aprirla in 30 secondi e scappare… nooo… noi iniziamo un gioco ad enigmi. Per aprire le varie porte, infatti, dovremo risolvere dei puzzle ambientali che per lo più si possono riassumere in : “guarda ovunque finche non trovi un oggetto sul quale c’è scritta la combinazione per aprire la porta”. Riuscirete a scappare in tempo?

Enki

Gameplay

Come accennato Enki è un’avventura in prima persona in stile Amnesia in cui ogni partita durerà al massimo mezz’ora. In questo tempo dovremmo raccogliere tutti gli indizi necessari per scoprire quello che sta succedendo e scappare. Se non ci dovessimo riuscire El Pollo Diablo ci ucciderà e dovremo iniziare nuovamente la partita. Il gioco ha una struttura procedurale, perciò ogni volta gli indizi saranno posti in luoghi diversi, e qui sta la prima magagna del gioco. Pur essendo infatti carina l’idea della proceduralità, è sfruttata piuttosto male. La disposizione casuale degli indizi è assolutamente insufficiente a tenere la tensione alta e dopo la prima run, tutto si ridurrà  una corsa per la ricerca di pochi indizi per aprire la sucessiva porta.

Tecnica

Il gioco tecnicamente non è male. La grafica è funzionale e piacevole e riesce nel suo intento per la prima run. L’audio pur non facendo gridare al miracolo è ben fatto anche se utilizza l’artificio di mandare casualmente riproduzione alcuni rumori, nella speranza di spaventare il giocatore. Inutile dire che gia alla seconda partita non ci si fa più nemmeno caso.

Enki è un’imbarazzante occasione mancata. L’idea di base traspare: un survival game che grazie alla sua proceduralità sarebbe stato sempre diverso e sempre rigiocabile. Purtroppo l’utilizzo di clichè e la banalità con il quale la proceduralità è stata implementata rendono tutto piatto e troppo semplice. Sfido anche il meno avvezzo a questo tipo di giochi a rimanere bloccato in uno dei semplici enigmi di questo titolo. El Pollo Diablo ha fatto cilecca