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Gloria a Roma!

Field of Glory: Empires è uno strategico a turni sviluppato da Ageod e pubblicato da Slitherine Ltd. che ci riporta direttamente nel mondo antico per mettere alla prova le nostre abilità come condottieri. Tempo fa avevo io stesso parlato di Field of Glory II, il secondo capitolo della saga, che fino a quel momento era stato recluso a “semplice” strategico a turni in cui il grosso delle meccaniche di gioco erano legate alla guida delle unità sul campo di battaglia. Potete recuparare la recensione che avevo fatto direttamente qui per avere un’idea migliore di quanto avevo detto di quel titolo, dal momento che Field of Glory II riveste un ruolo importante anche in Empires.

Field of Glory: Empires

Sconfiggere finalmente i propri nemici per vedere un usurpatore prendere le armi contro di noi… non ha prezzo.

Comparto Tecnico

Tecnicamente Field of Glory: Empires ha qualche punto su quale sicuramente può migliorare sul lato tecnico. Se infatti la colonna sonora è gradevole e gli effetti audio sono più che soddisfacenti, dall’altra il comparto grafico in sé lascia un po’ a desiderare sotto alcuni aspetti. Il primo riguarda sicuramente i modelli e la mappa di gioco in sé, avida di dettagli e più in linea con la passata generazione. Va detto che la “qualità” grafica non è fondamentale in uno strategico, ma comunque anche l’occhio vuole la sua parte e Field of Glory: Empires non è sempre soddisfacente. Apprezzabili gli eventi metereologici, ma per il resto la mappa sembra un po’ troppo statica e piena di segnalini.

Field of Glory: Empires

L’interfaccia di gioco è piuttosto chiara e non lascia spazio ad interpretazioni.

Per quanto riguarda l’interfaccia invece vi è poco da discutere. L’interfaccia è ricca di dettagli e ogni sezione è corredata da una spiegazione più che esaustiva. Questo aiuta a rendere il gioco più chiaro, ma non più semplice. Alcune schermate saranno un attimo un po’ più criptiche, ma con un po’ di pazienza diventeranno più semplici ed immediate.

Field of Glory: Empires

A distanza l’impatto è comunque buono, ma avvicinandosi si perde un po’ di qualità.

Gameplay

Field of Glory: Empires si mantiene uno strategico a turni come i predecessori, ma, invece di focalizzarsi solo sugli scontri campali, preferisce passare ad una visione più ampia mettendoci alla guida non più di una sola armata, ma di tutta una civiltà. Numerose sembrano finora le nazioni presenti in Field of Glory: Empires e, sebbene solo una decina siano state mostrate all’interno di questa prima sfida, siamo sicuri che saranno numerosissime nell’edizione finale. Come di consueto ogni nazione ha unità ben precise ed altre che saranno più o meno simili a quelle rivali.

Field of Glory: Empires

La nostra civiltà sta regredendo… oh nooooo!

La gestione e l’amministrazione del proprio stato è piuttosto complessa e differenziata. È presente un ampio tutorial scritto che spiega il funzionamento di ogni cosa non appena vi interagiremo per la prima volta, cosa che quanto meno evita l’essere bombardati da lunghissime ed inutili finestre di testo in un colpo solo. Apprendere le meccaniche tuttavia non sarà così semplice e servirà un po’ di pazienza per comprendere ogni cosa ed evitare di vedere il proprio Paese sfaldarsi sotto i nostri occhi nel giro di un paio di turni.

Field of Glory: Empires

L’Italia finalmente nelle mie mani… a parte la Sardegna.

Oltre alla gestione dell’esercito, che comprende il reclutamento, l’assegnamento dei generali, gli spostamenti e molto altro, dovremo gestire la lealtà dei nostri territori, gli edifici, la popolazione e la “decadenza”. Quest’ultima svolge un ruolo importantissimo, poiché potrebbe essere lei stessa uno dei motivi per cui il nostro stato potrebbe crollare dopo pochissimo. Una nazione decadente è poco propensa allo sviluppo e più facilmente preda di ribellioni popolari o di rivolte armate di gente interessata ad ottenere il potere.

Field of Glory: Empires

La mappa di gioco dispone di numerosissimi filtri per evidenziare differenti aspetti di gioco: politica, risorse, armate e così via.

È importante quindi gestire la popolazione per evitare ribellioni, mantenere un potere forte al comando degli organi più importanti della nazione e avere un buon accesso alle risorse. Attualmente le battaglie non possono essere ancora svolte attraverso Field of Glory II, cosa che le rende tutte da svolgere automaticamente, ma quando il titolo raggiungerà gli scaffali digitali sarà già compresa. L’IA infine non è male, anche se sembra poco incline alla gestione economica ed amministrativa del proprio stato soprattutto se nel mentre è in corso una guerra. In generale non sembra inoltre particolarmente aggressiva, ma potrebbe essere solo un caso legato a questa versione “anticipata”.

Field of Glory: Empires

Le battaglie si svolgono automaticamente, ma se siete possessori di Field of Glory II allora potrete giocarle importandole lì.

Field of Glory: Empires è un titolo strategico a turni parecchio interessante e rappresenta un’interessante alternativa allo strapotere dei “grandi-strategici” prodotti da Paradox. Il videogioco propone delle meccaniche a turni, con la possibilità di giocare personalmente gli scontri tra armate attraverso Field of Glory II. Le dinamiche sono numerosissime e variegate, cosa che dona maggiore dinamicità alle partite che affronterete. Ad una fase di mero combattimento ora vi è l’amministrazione e gestione dello stato, che comprende ottime intuizioni come il concetto di “decadenza”. Attualmente, dopo aver provato la sfida per la conquista dell’Italia, posso dire che ho passato poco più di una decina di ore divertendomi e che presto sono finito nel dire “ancora un altro turno e poi chiudo”. Ovviamente è un titolo indicato solo agli amanti della strategia, dato che, nonostante una difficoltà largamente scalabile, è in lingua inglese e richiede del tempo per prenderci la mano.

Field of Glory: Empires

7.7

Gameplay

8.5/10

Grafica

6.5/10

Colonna Sonora ed Audio

8.0/10

Pros

  • Meccaniche varie e complesse
  • Colonna sonora adeguata e piacevole
  • Effetti sonori buoni
  • Difficoltà largamente calibrabile

Cons

  • Graficamente si poteva fare qualcosa di più
  • L'IA sembra un po' sulla difensiva