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Una vera e propria organizzazione criminale…

Diversi pro player di FIFA 20 sono stati sospesi da EA per truffa, perdendo, di conseguenza, il resto delle qualificazioni per la FIFA Ultimate Team Champions’ Cup. Ciò è stato causato da un articolo di Eurogamer, che analizzava le modalità della frode, avvenuta con la partecipazione di quasi tutti i pro gamer americani del celebre videogioco calcistico.

In particolare, l’organizzazione sfruttava il sistema di ranking globale del gioco, con il quale si raggruppano giocatori di pari “skill level”. Ogni settimana, poi, EA, con l’Ultimate Team Weekend League, distribuisce diverse ricompense ai giocatori che hanno raggiunto il punteggio più alto. L’organizzazione, quindi, riusciva a controllare le competizioni di basso livello, in modo tale da raccogliere più premi.

I giocatori facevano tutti parte di un gruppo Discord, tramite il quale evitavano di scontrarsi l’uno contro l’altro e anzi, decidevano con chi giocare. Il gruppo è venuto alla luce grazie alle dichiarazioni dello youtuber Nick Bartels, che ha sconfessato la sua esistenza, andandone a descrivere le meccaniche.

Naturalmente, appena saputo ciò, EA è intervenuta nella vicenda, sospendendo il responsabile dell’accaduto, Christopher Holly, che si è scusato con la software house e tutta la community di FIFA.

È triste pensare che ormai, anche nel mondo videoludico, si stanno verificando, sempre con maggior frequenza, tentativi di frode, come anche la formazione di gruppi a scopo di lucro, segno che la corruzione si sta insinuando parimenti nel videogioco.

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