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Il classico non passa mai di moda

Ci sono certe aziende che riescono a distinguersi all’interno del panorama video ludico, per le proprie capacità o per i titoli che sforna, ed una di queste quella che ha sviluppato Forged Battalion. Sto parlando di Petroglyph Games, azienda che ha sviluppato nel 2006 L’Impero in Guerra, strategico in tempo reale ambientato nella galassia di Guerre Stellari. Il titolo in questione stupì critica e pubblico, tant’è che tutt’oggi ci si attende un videogioco di simile taratura, nonostante all’interno di Petroglyph Games fossero presenti numerosi sviluppatori che avevano già lavorato a capisaldi come i primi Command & Conquer.

Forged Battalion

Una partenza alla Command & Conquer.

Esperienza e classicità

Pretroglyph è stata sempre molto attiva nel campo degli strategici in tempo reale dal momento che i suoi prodotti sono tutti appartenenti a quel genere, dal primo ambientato in una galassia lontana lontana fino a Grey Goo e alla trilogia di 8-bit (8-bit Armies, 8-bit Hordes, 8-bit Invaders). Nonostante questa grande esperienza sul campo, che si può facilmente notare vedendo la stabilità del motore di gioco sin dai primi istanti, il prodotto è tutto sommato un RTS di stampo molto classico. Forged Battalion poggia le sue basi sulla più classica tipologia di strategico in tempo reale, cioè quella alla Command & Conquer, o alla Dune 2 se si vuole essere pignoli.

Forged Battalion

Come nei Command & Conquer, distruggere le centrali elettriche è uno dei metodi migliori per bloccare il nemico.

Nell’ultima fatica di Petroglyph bisogna quindi raccogliere delle risorse utilizzando i classici raccoglitori che faranno la spola tra le miniere e le raffinerie in maniera autonoma. Molte altre meccaniche sono copiate precisamente da un tipico capitolo di Command & Conquer, dalla produzione delle unità alla costruzione degli edifici, dalla gestione dell’energia fino dinamiche di base legate al combattimento. Sono presenti due sole risorse, denaro ed energia, e come nei classici di Westwood Studios, mentre si costruisce o si produce qualche unità, le risorse scalano progressivamente (e non di colpo come in Starcraft od in Age of Empires).

Forged Battalion

L’illuminazione è diversa da partita a partita e, sebbene sia una cosa inutile ai fini delle dinamiche di gioco, rende il titolo più vario a livello visivo.

La personalizzazione da spendere

Purtroppo, nonostante Forged Battalion si poggi su un comparto tecnico solido, con ben poco da ridire in quanto ad impatto visivo, vi sono non pochi problemi. Innanzitutto il primo che si nota è legato all’albero delle tecnologie. Come ben esplica il titolo del videogioco, la caratteristica peculiare dovrebbe essere quella di poter personalizzare la propria armata nel modo che più preferiamo, tenendo conto che, la nostra fazione, sarà limitata a produrre un certo numero massimo di unità (quattro) per fabbrica in modo da garantire un gioco online quanto più bilanciato possibile. Di fatto tuttavia la cosa è ben diversa. Sarà necessario affrontare la campagna per sbloccare per bene l’intero albero delle tecnologie, cosa che richiederà molteplici scontri dal momento che per farlo serviranno numerosi punti da spendere nell’albero. I punti saranno assegnati in base alla nostra abilità in battaglia e potrebbe servire ripetere qualche scenario per ottenerne di altri in modo da riuscire a completare l’albero delle tecnologie.

Forged Battalion

Si possono personalizzare le unità per avere diversi metodi di movimento, armi o corazzature.

So cosa fai, so dove sei

Tuttavia la campagna sarà sempre impari; l’IA infatti possiederà già dall’inizio tutte le tecnologie e vi attaccherà con mezzi ed equipaggiamenti che non possiederete, cosa che a dirla tutta dovrebbe essere in linea con la trama (per quanto essa sia blanda), ma che sarà oggetto di frustrazione perché vi ritroverete quasi sempre con mezzi inadeguati di fronte ad un nemico meglio equipaggiato e meglio armato. L’intelligenza artificiale inoltre non fa alcuna operazione di esplorazione, sapendo a priori ogni cosa che accade sulla mappa di gioco, come ben evidenzia il fatto che riesca a bombardare con missili strategici le vostre forze, anche se queste si trovano lontano dalla sua visuale o in luoghi mai visitati.

Forged Battalion

Gli avamposti vanno conquistati per permettere la costruzione in zone lontane dalla base.

La cosa non sarebbe più di tanto problematica, visto che si tratta pur sempre di un’intelligenza artificiale e che quindi è necessario darle qualche handicap per permetterle di mantenere un certo livello di sfida. Tuttavia, dopo le prime partite, ci si accorgerà come questo “sapere ogni cosa che accada sulla mappa” unito al vantaggio tecnologico, non faccia altro che allungare inevitabilmente quella che sarebbe una sconfitta certa per l’IA. Quanto meno sarebbe stato intelligente dare delle indicazioni all’IA per indurla ad arrendersi quando ormai la partita è senza speranza, cioè quando si ritrova assediata, senza quartier generale e senza capacità difensive. Anche l’intelligenza artificiale delle unità è deficitaria sotto certi aspetti, dal momento che spesso si faranno attaccare da un nemico con gittata maggiore senza avvicinarsi ad esso per rispondere al fuoco.

Forged Battalion

Quanto sei brutto Dallas… una presentazione un po’ bruttina, anche perché una foto (o un disegno semi-realistico) stona un po’ con il resto che si vede a schermo.

Per quanto riguarda il comparto video vi è ben poco da dire e si evidenziano degli effetti niente male. Lo stile grafico è un po’ più scanzonato e a tratti da cartone animato, specialmente le esplosioni, ma non stona e soprattutto calza piuttosto bene. Non il massimo le sequenze di dialogo o i volti presentati e neanche la storia brilla particolarmente. Di contro va notata una crescente sfida nelle missioni della campagna che sicuramente faranno piacere agli appassionati del genere che vogliono mettere alla prova le proprie abilità. La colonna sonora non è male, ma si poteva fare di meglio, da dimenticare il brano del menù principale, un po’ ripetitivo e che vi spingerà al terzo avvio di Forged Battalion a mutare la musica.

Forged Battalion

Forged Battalion è uno strategico in tempo reale sviluppato da Petroglyph Games e prodotto da Team 17, che prende a piene mani le meccaniche di un classico Command & Conquer e le semplifica sotto certi aspetti. È sempre presente la raccolta delle risorse, la costruzione della base, la produzione delle unità e la gestione delle stesse durante i combattimenti, ma mancano il livello di esperienza delle truppe e si nota una semplificazione generale di molte dinamiche durante gli scontri, che spesso si riducono a “chi ha l’armata più grande”. La personalizzazione, che dovrebbe essere il fiore all’occhiello, è in realtà un po’ macchinosa e va decisa a priori, prima di ogni scontro (cosa che rischia di mostrare problemi simili a quelli dei deck nei giochi di carte), ricordandosi di aver prima sbloccato il giusto equipaggiamento nell’albero delle ricerche. L’intelligenza artificiale non brilla e risulta iniqua verso il giocatore, poiché sa ogni cosa che avviene sulla mappa senza esplorare nulla. Nonostante tutto Forged Battalion, visto anche il costo a cui è venduto, è un prodotto di qualità, con alcuni problemi certamente, ma solidissimo dal punto tecnico e sicuramente divertente ed immediato. La colonna sonora non è nulla di che e la trama è giusto un pretesto per dare il via agli scontri fra imponenti armate. La personalizzazione inoltre è una caratteristica non da buttare e che aggiunge in ogni caso un po’ di novità, nonostante non sia la prima volta che venga fatto qualcosa del genere.

Forged Battalion

19,99 €
7.3

Gameplay

8.0/10

Comparto Video

8.0/10

Comparto Audio

7.5/10

Multiplayer

7.0/10

Storia

6.0/10

Pros

  • È uno strategico in tempo reale della forma più classica, ma con qualche caratteristica peculiare
  • Graficamente non eccelso, ma d'impatto
  • È divertente ed immediato
  • L'idea di personalizzare la propria armata è ottima...

Cons

  • ... ma andrebbe un po' rivista e limata
  • L'IA non è equa
  • Il brano del menù di gioco
  • Nella sua classicità è anche ripetitivo