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Sucker Punch Productions.

Ci sono infinite case sviluppatrici di videogiochi lì fuori, ma quella di Ghost of Tsushima è, a mio parere, tra le più importanti in assoluto. Sucker Punch ha sfornato titoli come Infamous e Infamous: Second Son che rappresentano tappe videoludiche fondamentali non solo per me come giocatore, ma anche per la stessa Sony. Infatti, entrambi sono stati giochi reperibili al lancio di Ps3 e Ps4. E come dimenticare la saga di Sly Cooper? Il ladro procione e la sua banda sono tra i personaggi più iconici della Ps2. Sucker Punch, inoltre, è considerata un membro del trio di produttori di platformer di Sony assieme ad Insomniac Games e Naughty Dog. Dunque, è proprio la casa sviluppatrice di Ghost of Tsushima ad essere un motivo di attesa più che valido per il titolo che uscirà nel 2019.

Il fascino del Giappone feudale.

Ghost of Tsushima è ambientano nello stato del Sol Levante durante un forte periodo di transizione nel quale si insidia al governo un’oligarchia militare. La popolazione comincia a dividersi in caste e l’organizzazione sociale diviene simile a quella feudale. Addirittura questa gerarchia viene legittimata da 56 leggi che ne regolano il funzionamento. I samurai ricoprono un ruolo fondamentale nelle trame di palazzo e nella struttura statale stessa. Nel 1274 ci fu il primo tentativo di invasione da parte dell’impero creato da Gengis Khan. La nostra storia è ambientata proprio durante quest’anno, nel gruppo di isole di Tsushima.

La tentata invasione mongola.

Come abbiamo già detto, in Ghost of Tsushima ci troviamo sul finire del XIII secolo e l’impero mongolo è vicino alla sua massima espansione. Al comando del regno troviamo Kubilai Khan nipote del più noto Gengis Khan. Egli decise di annettere al suo impero anche l’arcipelago del Giappone di cui fa parte il complesso di isole d Tsushima. L’assalto si svolse in due riprese. Se la prima, che contava uno schieramento di circa 23000 soldati mongoli, fu fallimentare anche grazie ad un improvviso tifone, la seconda fu una disfatta totale: circa 140000 soldati di Khan, dopo i primi mesi di vittorie incontrastate, furono nuovamente colpiti da un tifone di dimensioni sovrannaturali. La flotta mongola fu distrutta e l’arcipelago giapponese fu libero dall’invasore. Per la prima volta divenne di uso comune la parola kamikaze che in giapponese significa “vento divino”.

I samurai…

In Ghost of Tsushima interpreteremo un samurai di nome Jin Sakai. Abbiamo già detto di come l’importanza di questi guerrieri acquisti valore in questo periodo, infatti essi rappresentavano la nobiltà guerriera. In quanto tali, erano una casta colta e pratica di diverse arti tra cui, come è ben noto, quelle marziali. Jin, eccellendo in queste discipline, rappresenta uno degli ultimi baluardi della resistenza all’invasione mongola.

… e il gameplay.

Chiaramente, interpretando un samurai, avremo un tipo di gameplay consono al personaggio. Nioh, nel febbraio 2017, ci ha catapultato in un mondo simile a quello di Ghost of Tsushima e sinceramente non vedo l’ora di impersonare uno di questi guerrieri nella speranza che anche questo titolo possa offrirmi un gameplay all’arma bianca di tutto rispetto. Insomma, attendo questo titolo principalmente per il combattimento corpo a corpo, sperando che sia davvero ben curato. Affetterò nemici senza pietà, ma porterò loro il dovuto rispetto, proprio in pieno stile giapponese.

Lo stealth.

Nel video vediamo anche che in Ghost of Tsushima potremo scegliere un approccio silenzioso per sconfiggere i nostri nemici. Dopo il primo assalto stealth, saremo in grado di colpire mortalmente più nemici bersagliandoli uno alla volta in una specie di slow motion che permette a Jin di compiere assassini multipli. Per facilitare gli attacchi dall’alto, avremo un rampino in grado di agevolare le nostre scalate.

La grafica mozzafiato.

Più volte durante il gameplay mostratoci all’E3 ci si sofferma sul paesaggio e sugli scorci che questo titolo offre. Quel campo di grano è vivo. Ogni singola pianta di quella collina è mossa dal vento e si anima anche al passaggio del samurai. La foresta dove avviene il primo scontro è ricca di dettagli e la profondità di campo è impressionante. Il duello poi è un tripudio di gradazioni di rosso: le foglie vestite d’autunno, il sole calante, le fiamme ardenti e il sangue sulle katane. Semplicemente straordinario. Spero di vedere la playstation sfruttata al massimo proprio come in God of War!

Sony e le sue esclusive.

Raramente come in questo 2018 appena passato, Sony ha rilasciato così tante esclusive di così alto livello: Detroit: Become Human, Shadow of the Colossus, Marvel’s Spider-Man e God of War sono quelle che spiccano di più, ma non sono le uniche. Che questo trend possa continuare anche nel 2019? Auguro, dunque, a Ghost of Tsushima di essere all’altezza di questi titoli, nell’attesa fiduciosa di un intrattenimento di sublime qualità.