Tempo di lettura: 3 minuti

Un “se” grande quanto una casa… di carte!

Cosa fare quando il tuo protagonista viene licenziato rischiando di trascinare nel suo tracollo il lavoro di ben cinque stagioni di dramma politico? Prima risposta in arrivo dal cast e la crew di House of Cards è la seguente: menomale che avete fatto Robin Wright presidente!

La decisione di Netflix e MCR dello scorso autunno di licenziare Kevin Spacey aveva fatto non poco parlare di sé. Specialmente con la stagione finale in pre-produzione e un’intera serie tv da chiudere, i fan di tutto il mondo si chiedevano quali sarebbero state le mosse successivi degli autori. Del resto the show must go on”, nonostante tutto…

House of Cards

Gli showrunner Frank Pugliese e Melissa James Gibson sono innanzitutto riusciti a mettere la Claire  Underwood di Robin Wright nello studio ovale (finale della quinta stagione). Questo ha di certo aiutato i grattacapi da affrontare in seguito. Dopo un periodo di stallo nella produzione, la prospettiva che andava per la maggiore era infatti quella di troncare di netto lo show.

“Ho avuto momenti di incredibile ansia e nervosismo, temevo che non saremmo riusciti a concludere la storia”, ha dichiarato Constance Zimmer (che interpreta la giornalista Janine). “E la cosa mi ha molto rattristato. Questa serie è andata avanti grazie al cast e a tutti quelli che ci hanno lavorato, una vera e propria famiglia.”

E la Zimmer non era stata l’unica a rimanere sconvolta dai repentini cambiamenti. In questo senso Robin Wright si è rivelata un’ancora di salvezza.

Michael Kelly (Doug Stamper) ha detto: “Robin è stata la prima che ho chiamato quando ho saputo la notizia. Per noi era una questione di come tornare a far lavorare queste persone, come dare alla storia e ai fan la degna chiusura. È stata lei a prendere in mano la situazione, ha partecipato a tutte le discussioni… l’ha fatto accadere”.

House of Cards

Claire è da subito stato un personaggio cardine, la sua un’evoluzione incredibile da “moglie trofeo” a eco machiavellico e geniale del marito Francis (Kevin Spacey). Nella quinta stagione aveva poi emulato una delle tradizioni care al marito, firma peculiare della narrazione di House of Cards: lo sfondamento della quarta parete e un quasi inquietante My turn detto direttamente allo spettatore (stagione cinque, season finale).  I presupposti per un ruolo da protagonista c’erano già tutti. Le varie scelte degli autori si possono, a questo punto, definire dei sapienti salvataggi dell’ultimo minuto.

Quella che la showrunner Gibson aveva definito come “una minaccia per il personaggio di Francis, l’inizio di una vera e propria lotta interna alla narrativa”, si è dunque rivelato una sorta di profezia che ha permesso alla serie di incassare il colpo del licenziamento di Spacey.

Pugliese parlava di Claire come narratrice degli eventi successivi la sua ascesa al potere. Il personaggio avrebbe raccontato la sua storia, oscurando quasi il marito. Gli autori già avevano questo piano e il suo mantenimento in mente.

House of Cards

Durante un’intervista per IndieWire sono quindi arrivate le considerazioni sulla piega che avrebbe preso House of Cards se Spacey fosse rimasto. Il centro narrativo sarebbe stato un duello di potere e “intra-coniugale” per il controllo della Casa Bianca.

“Alla fine della quinta stagione, c’è una fondamentale promessa fatta da Francis: dice che avrebbe rivendicato la Casa Bianca sfruttando Claire” ha aggiunto Pugliese. “Nella sesta stagione sapevamo che varie forze avrebbero cercato di controllarla, abbiamo sempre voluto esplorare la narrativa di House of Cards in questo senso”.

La mossa successiva, post-licenziamento di Spacey, è stata quella di rivelare la morte di Francis Underwood off-screen e in un periodo di tempo tra quinta e sesta stagione.

Gli altri membri del cast hanno dichiarato che gli autori sono riusciti a trovare un modo per non sconvolgere la linea narrativa dei loro personaggi, nonostante tale evento. Claire diventerà il nuovo centro gravitazionale di tutto. Frank, la sua scomparsa, saranno comunque una presenza costante e un significativo dato d’impatto per il resto della storia.

House of Cards

Anche se può sembrare strano, visto che questa scelta è dovuta agli scandali intorno al passato dell’attore e non a esigenze di trama, Pugliese ha aggiunto che non sarebbe stato giusto eliminare del tutto il personaggio o ignorare la sua passata esistenza e centralità per la serie.

“Claire arriverà a poter mettere una pietra sopra Francis e il loro rapporto, la storia sarebbe comunque andata in quella direzione” ha infine concluso Pugliese, “eppure non può essere così semplice, abbiamo preferito gradualità e realismo. Se fosse stato così semplice cinque anni interi di lavoro sarebbero risultati vani”.

Ricordiamo che House of Cards torna il 2 Novembre con la season premiere della sesta stagione.