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Gioie e dolori dal 2007 al Lucca Comics

 

Kingdom Hearts III è uno dei giochi forse più attesi della mia vita, e scommetterei il mio PSN Plus che è quello di tantissime altre persone. Annunciato nell’ormai lontanissimo 2007, rincorre le vite dei gamer tra leaks, trailer,
notizie e gameplay. Una delle ultimissime news è l’ennesimo trailer presentato al Lucca Comics and Games di
quest’anno, mostrando qualche altra immagine del mondo di Rapunzel. Ma a questo punto della storia, perché
non fare un riassunto e parlarne un po’, vista la sua uscita –abbastanza– prossima?

La data infatti è il 29 gennaio del 2019, giusto ad una festività di distanza (con annesse tasche vuote), e in giro si
può sentire l’hype salire e scendere come le montagne russe di un parco a tema Disney. Eppure, il mio animo
critico non riesce a silenziare alcuni dei dubbi che mi frullano nel cervello, pensieri accresciuti dall’attesa di ben 11
anni (che sarebbero di più, se contiamo anche gli anni di attesa dopo Kingdom Hearts 2). Ripercorriamo quindi
insieme questo –fin troppo– lungo percorso d’attesa, discutendo anche delle aspettative che un titolo così famoso
ha creato.

 

Una passeggiata indietro nel tempo

Abbiamo accennato prima al trailer presentato al Lucca Comics che, assieme alla presenza di Shinji Hashimoto
(produttore esecutivo e brand manager), ha riacceso l’attenzione sul titolo dopo alcuni mesi di semi-silenzio e
dopo i trailer incentrati sul mondo di Toy Story. Il cortissimo assaggino, presentato all’importante fiera, non è
altro che l’ennesima dimostrazione di quel che sembra un (forse troppo) frizzante stile di combattimento, insieme a
qualche scena riguardante la storia del mondo di Rapunzel.

Facciamo adesso un passo indietro: del gioco molti ricorderete che non se ne era parlato fino al 2007, nonostante
nell’aria ci fosse il sentore di un sequel. Con la fine di KHII Final Mix, il progetto cominciò a prendere forma iniziando la sua ufficiosa produzione. Poi silenzio. Silenzio per ben sei anni, fino all’E3 del 2013, dove una certezza vera e propria venne regalata ai fan, ufficializzando su tutti i canali l’effettivo sviluppo. Tra il 2013 e il 2017 vari eventi hanno tenuto sulle spine gli amanti della serie, tra cui un “trailer” poi dichiarato falso dallo stesso Nomura, vari tweet dai doppiatori del gioco e dalla cantante Yoko Shimomura, e affermazioni contrastanti da parte di Nomura.

Inutile negarlo che quasi con sadico (dis)piacere il nostro Tetsuya durante questi anni ha oscillato fra il voler
mostrare più del gioco, e il ritenere che le informazioni rilasciate fossero state, a conti fatti, troppo premature. Il
passaggio all’Unreal Engine 4 dettò poi un’altra causa che ha rallentato i lavori, ma dal 2015 in poi s’ebbe più
chiarezza grazie a filmati, che finalmente mostravano più azione e meno parole, con la presentazione di alcune
meccaniche di combattimento. Il 2017 è stato poi l’anno della rivoluzione, dove è stato rilasciato tutto il conoscibile nel periodo fino ad ora.

Proprio all’inizio di quell’anno venne finalmente data la finestra temporale di tre anni per la sua uscita, e
dal 2018 tutti poterono ammirare i trailer che conosciamo. I mondi di Toy Story, Monsters & Co., Rapunzel, Frozen e Big Hero 6 sono stati presentati alle varie fiere, il Japan Expo e l’E3 del 2018, diventando virali e riaccendendo -stavolta in modo inestinguibile- la fiamma nei cuori dei giocatori. La data venne infine fissata per il 29 di gennaio, e a detta della Square Enix: “L’ultima data di pubblicazione”, questo significa che o la va o la spacca. Anche se, a due passi dall’uscita…lasciamo perdere, meglio non terminare questa frase.

 

Combattimenti, attrazioni, nuovi mondi

Lo sviluppo di una delle punte di diamante di casa Square è confusionario, oltre a perdersi in tempi fin troppo
lunghi tra un trailer e l’altro. Partendo dal primo filmatino di un Sora in combattimento contro un’onda semovente di Heartless, tra rimandi, voci di corridoio e arrabbiature, molti si potrebbero perdere. Ricapitolando, cosa sappiamo di questo Kingdom Hearts III?

Cominciamo dai mondi. Quelli nuovi di cui è sicura l’esistenza sono: Monsters & Co., Big Hero 6, Toy Story,
Frozen, Rapunzel e il capitolo di “Ai confini del mondo” di Pirati dei Caraibi. Uno scorcio appare anche su vecchie ambientazioni riconoscibili, quali: il Regno dell’Oscurità, il Monte Olimpo e la Città di Mezzo. Possibile anche la suddivisione in più capitoli di determinati mondi, dato che viene mostrato, ad esempio, fra le ambientazioni il negozio dei giocattoli di Al, da Toy Story 2.

Quello che viene mostrato invece per la maggior parte nei video è il combattimento, comprensivo di nuove
meccaniche per quanto riguarda il parco mosse di Sora. Una delle prime novità è stato “L’Attraction Flow”, un
nuovo tipo di attacco combinato, che evoca alcune delle attrazioni più famose dei parchi a tema Disney, come il
Mad Tea Party e la Pirate Ship. Non meno appariscenti e luminose sono le Fusioni, meccanica resa celebre nel
secondo capitolo, questa volta fuse (scusate il gioco di parole) con una nuovissima meccanica della
trasformazione dei Keyblade. Infatti, le armi a forma di chiavi possono tramutarsi in più modi ed essere
intercambiate durante il combattimento, donando possibili rinnovate strategie. In ultimo abbiamo il ritorno delle
Evocazioni, seppure simili più al secondo capitolo che al primo, dove prenderemo in prestito il potere della nostra
Summon, piuttosto che combattere al suo fianco.

Il motore di questa “macchina” sarà l’Unreal Engine 4 e, misto ad un metodo di combattimento molto appariscente e a nuovi modi di muoversi all’interno dell’area di gioco, dovrebbe impacchettare un’esperienza videoludica fluida, seppure piuttosto “frenetica”, a detta di Nomura. Non si può infatti non restare strabiliati, e al tempo stesso un po’ infastiditi, dai combattimenti mostrati: parecchi mini quick-time events, che anticipano una mossa spettacolare, piena di colori e luci tali da ricordare quasi una discoteca. Ma di questo ne parleremo a breve.

 

Aspettative e critiche

Partiamo dal presupposto che la prima critica che muoverei a Mr. Nomura sarebbe proprio per le tempistiche
molto dilazionate dal 2002 ad oggi. Questo perché? Per vari motivi, ma in primo luogo per l’obsolescenza di certi storie e specialmente di certi mondi. Siamo nel 2019 e da Big Hero 6 (il mondo più nuovo) sono già passati cinque anni. E a meno che non ci siano novità all’interno di questo particolare cilindro non ancora mostrate, non mi sembrano delle esche abbastanza succulente per un pubblico che, passati circa quindici anni, scommetto saranno parecchio esigenti.

La Disney durante questo -quasi- ultimo ventennio ha sfornato parecchie chicche e acquistato molti prodotti da
poter utilizzare in un videogioco, scelte come Rapunzel o il nuovo capitolo di Pirati dei Caraibi, sono vie forse
troppo deboli per poter sperare in un successone. Inoltre, nonostante la sua fama, non credo che nessuno voglia
sentire ancora Let it Go. L’Unreal Engine 4 e il ritorno ad un tono più pastellato come i primi capitoli, mi ha lasciato sorridente, ma la vera c’è qualcosa che mi sfugge per quel che è stato visto con  lo stile di combattimento.

Ho come la sensazione che KHIII voglia per forza stupire a tutti i costi, utilizzando scintillanti effetti visivi, un parco mosse pieno di azioni che ti rendono invulnerabile (andando a minare così la difficoltà di combattimento), e un aumento della fluidità neanche troppo necessaria, sforando così in situazioni frenetiche e velocissime e lasciando alla fine interdetti, più che divertiti. La giocabilità dei primi capitoli precedenti era qualcosa di più classico,
probabilmente meno intuitivo, ma che mirava ad affinare quelle semplici mosse in modo da perfezionarle e
renderle infallibili. È possibile che tutti questi attacchi combinati, speciali e le “super-mosse”, possano rendere
KHIII troppo facile?

Ed un’altra paura che presento voi è: che si possa incappare nell’effetto Infinity War? La storia di KHIII è molto
complicata, per apprenderne tutte le vicende si potrebbe incappare in lunghissime spiegazioni all’interno del
gameplay, come ad esempio il tutorial della Città di Mezzo del secondo capitolo, odiato da molti. Così come tanti,
non so cosa aspettarmi da KHIII. Le promesse mostrano un gioco che guarda ad un’intuitività fin troppo elevata,
puntando a piacere a tutti invece di essere soltanto quello che semplicemente è, ed è sempre stato. Sperando in
novità che stuzzichino davvero il nostro interesse, teniamo le antenne dritte per tutti voi. Quindi cosa ne pensate?
Scrivete qui sotto nei commenti!