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La fine di un orribile attesa…forse

29 gennaio 2019. Una data in cui probabilmente si spaccherà il continuum spazio temporale e causerà una reazione a catena distruggendo il nostro intero universo. Circa 13 (se non di più) anni di attesa finalmente, si spera, ricompensata. Prodotto da quei gran b … bellimbusti della Square Enix, Kingdom Hearts III vedrà la luce negli ultimi giorni di questo freddo gennaio. Esattamente a 17 anni dal primo capitolo pubblicato, l’ultimo pezzo della famosa saga di Sora, Paperino e Pippo vedrà la fine. O almeno della saga di Xehanort.

Abbiamo già parlato della sua storia, di tutte le vicende che ne hanno segnato l’incredibile ritardo, e ci siamo sfogati su questo titolo. C’è da dire, però, che questo titolo rimane per me il più atteso in assoluto. KH è uno dei capisaldi più importanti quando si parla di saghe videoludiche, oltre al fatto che il trambusto dal quale è sempre attorniato, ne hanno fatto una legenda comparabile solo ad Half Life 3. Negli ultimi giorni sempre più notizie si sovrappongono, mostrando dettagli succulenti su quello che dovrebbe comprendere questo titolo.

La grafica sembra all’avanguardia e migliorata, com’è giusto che sia, con uno stile di combattimento più frizzante ed interattivo che mai. Eppure, il mio cervello, critico come sempre, non smette di pensare a qualche fattore che un’uscita del genere possa significare per noi e casa Enix. Sicuramente c’è da aspettarsi un 10/10 immediato dalle grandi pubblicazioni, ma la domanda è: KHIII farà davvero la differenza come magari l’ha fatta Red Dead Redemption 2, o sarà soltanto la degna fine di una storia? Da quello che possiamo intravedere dai filmati, tranne lo stile di combattimento (contraddistinto da molte più azioni) non ci sono particolari innovazioni. A meno che queste non ci siano state nascoste e verranno rivelate più avanti.

Pensiamoci: bene o male questo gioco, benché vasto e dalle innumerevoli possibilità, ha sempre avuto una determinata struttura. Un RPG con meccaniche simil-hack and slash, che dal lontano 2002 ha fatto di questa fusione tra colpi di Keyblade e magie un marchio di fabbrica, tranne per un titolo che inseriva come metodo di combattimento le carte. Le summon? Check. Le fusioni con Paperino e Pippo? Check. Quindi quello su cui si punterà maggiormente è l’intreccio narrativo, e magari la creatività nel reinterpretare i mondi che il trio attraverserà. Ma potrà bastare questo a farlo salire sul Monte Olimpo?

 

 

Un piccolo assaggio di quanto sarà importante la trama, ci è stato dato qualche giorno fa. Infatti, la notizia di un furto di alcune copie del gioco ha fatto tremare gli sviluppatori che, per ovviare a questo, hanno deciso di includere il finale di KHIII in un aggiornamento che sarà rilasciato il giorno dopo, assieme alla funzionalità “Archivio della Memoria”, che ci consentirà di rivedere tutto quello che è accaduto nei titoli pregressi. Talmente top-secret che James Bond rabbrividirebbe. Una succulenta fine, che dovrebbe chiudere l’arco narrativo di Xehanort, lasciando spazio magari ad altri progetti.

Square Enix, lungi dal giocarsi il tutto per tutto, ha comunque messo molto sul banco, specialmente dopo aver fatto salire le aspettative per così tanto tempo. E questo mi manda in hype, confondendomi al tempo stesso e facendomi rabbrividire. Perché se da una parte potrebbe essere un Capolavoro con la c maiuscola, dall’altra parte potrebbe rivelarsi un totale flop, con conseguente vergogna e onta sempiterna della Square. Anche se a quanto pare la casa di sviluppo (almeno da come si vede dai video) sta giocando un’ottima mano, e sono quasi sicuro il mostrato fino ad è solo la metà di un iceberg.

A mio parere, finora sembra un ottimo mix tra confortante familiarità, con le famose battaglie delle gummiship o le sopracitate summon, e meccaniche di combattimento fresche che comprendono le molteplici forme dei keyblade e la possibilità di inter-cambiarli anche durante la battaglia. Che magari venga introdotto anche un roster? Possibile, ma quello che probabilmente attrae maggiormente tutti è la trama, da cui può già trapelare il possibile abbandono per sempre di alcuni personaggi e altre ultime pesanti rivelazioni.

Non ci resta che attendere. Attendere e sperare che Nomura non ci abbia fatto soltanto perdere tempo. Dopotutto almeno abbiamo la -quasi- completa certezza che questo capitolo faccia chiarezza su alcuni punti oscuri della storia, e che quindi ci terrà incollati allo schermo fino alla fine, accompagnati da quello che sembra un gioco veramente ben fatto e divertente, e che ha saputo far fruttare i 13 anni di lavorazione. Anche se questo al caro Nomura non lo perdonerò mai.