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E se non fossimo in grado di salvarci?

Il film di cui vorrei parlare mi riporta indietro di diversi anni, la prima volta che lo vidi frequentavo la scuola elementare e non ci volle molto perché diventasse uno dei miei preferiti. Non si tratta di un film d’animazione, un musical o un prodotto per adolescenti. Quella fase nella mia crescita venne arrivò qualche anno dopo e fortunatamente si è conclusa in fretta riportandomi sulla retta via. Tornando a noi, oggi vorrei presentarvi quello che non viene considerato un brutto film, ma che è stato dimenticato dai più e che vorrei avere l’onore di far scoprire a qualcuno.

Sto parlando de “La guerra dei mondi”, pellicola uscita nel 2005 che riprende la storia narrata nell’omonimo romanzo del 1897 di H. G. Wells, oltre a essere il remake del film di Byron Askin del 1953. Regista di questa versione è Steven Spielberg, che ha scelto come protagonista niente di meno che Tom Cruise. Non basterebbe già solo questo per renderlo un grande film?

Cercando il più possibile di evitare spoiler, riassumo in breve la trama per i neofiti: invasione aliena, l’esercito non riesce a contrastarla. Tra morti, distruzione totale e tripodi giganteschi, il protagonista tenta disperatamente di mettere in salvo i propri figli facendoli ricongiungere con la madre che si trova in un’altra città. La trama è delle più banali del genere, tra drammi familiari e momenti di estrema tensione. Particolarità del film sono gli alieni stessi, mostrati tramite giganteschi robot che spuntano dal terreno, emettono suoni acuti e inquietanti e passo dopo passo distruggono tutto ciò che li circonda.

Detto questo, se non avete visto il film probabilmente vi starete immaginando esseri simili ai Transformers, ma sappiate che con “robot” intendo semplicemente esseri metallici più alti di un grattacielo che grazie al loro unico occhio e alle numerose braccia “tentacolose” seminano il panico. A vederli oggi si potrebbe quasi dire che tecnologicamente non sono a tal punto avanzati da essere considerati extraterrestri, se non per l’impenetrabile barriera invisibile che li circonda e che li rende immuni ad ogni attacco da parte dell’esercito. Che siano colpi di fucile o missili lanciati in serie, nulla li scalfisce. O quasi nulla, ma come detto prima non voglio anticipare nulla riguardo lo svolgimento e la fine del film.

Riguardo l’aspetto recitazione, non ho le competenze per esprimermi, specialmente considerando che Tom Cruise rientra nella rosa dei miei attori preferiti, quindi rischierei di essere abbastanza di parte. Posso però dire che dal mio canto La guerra dei mondi è davvero godibile e alterna bene momenti di estrema tensione che ti lasciano con il fiato sospeso ad altri più leggeri e classici del genere. A proposito di drammi familiari, si può dire che il finale in questo senso è un po’ scontato, ma fortunatamente fa da ottima controparte il modo in cui il lato “alieni” viene gestito nelle sequenze conclusive. Ciò che mi ha sempre affascinata è stato proprio il messaggio che il film vuole dare. La prima volta che lo vidi riuscii solo in parte a capire davvero il significato del finale e non perché sia particolarmente complicato, bensì perché va ben oltre quello che viene detto e mostrato. Quello che invece mi fu subito chiaro è che se in un film c’è un padre divorziato con due figli, uno di questi è sicuramente un adolescente ribelle.

Un aspetto che ho molto apprezzato è che questo film non rappresenta la solita “americanata” in cui persone anche comuni diventano tutto d’un tratto eroi nazionali con straordinarie capacità militari di combattimento e sopravvivenza. Scene di vero combattimento ce ne sono davvero poche, se non due o tre di scontro diretto in cui a soccombere molto spesso è il lato umano. Ed è anche giusto così in quanto in fin dei conti si tratta di una razza aliena che invade il pianeta Terra, se bastassero due bombe per contrastarli sicuramente non si sarebbero mai presentati alla nostra porta. Per farvi un esempio, esiste una serie TV chiamata Falling Skies che ha di base un’idea simile, poi evoluta nel corso delle stagioni.

La differenza è però sostanziale: tralasciando il fatto che una serie TV viene scritta passo passo e può intraprendere qualunque strada possibile, in Falling Skies viene molto sviluppato il lato combattimento, sopravvivenza e rinascita, cosa che ne La guerra dei mondi viene lasciato ad un ipotetico futuro post film. Quello che si vuole mostrare non è la crescita e la capacità di adattamento dei personaggi che pur di riprendere il controllo del proprio pianeta si lanciano sugli invasori imbracciando un fucile, bensì come noi esseri umani, che ci crediamo i padroni della Terra, possiamo essere spazzati via in pochissimo senza avere modo di difenderci. Alla fine non siano noi a salvarci, non arriva l’eroe di turno che sale sulla nave madre e fa saltare tutto in aria. Ed è questa la cosa che maggiormente amo de La guerra dei mondi.

In conclusione, voi avete mai visto La guerra dei mondi e/o letto il romanzo originale? Fatemi sapere cosa ne pensate e se, nel caso, vi ho talmente incuriositi da farvi venir voglia di andare a recuperarlo. Io ve lo consiglio assolutamente e assicuro che non è un film trash, la regia è ottima e in generale merita parecchio. Solo, come detto sopra, si discosta molto dai film d’azione a cui siamo abituati oggi dove dentro ogni personaggio si nasconde il guerriero più forte.