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Lontani dal digitale, almeno fino ad ora.

“Sono un uomo del ventesimo secolo, non voglio avere a che fare con il ventunesimo”. Così diceva Hayao Miyazaki ne Il Regno dei Sogni e della Follia, il documentario che mostra le ultime fasi di lavorazione di Si Alza il Vento (2013). Una visione che aiuta a capire come mai fino ad ora le opere dello Studio Ghibli non fossero approdate in digitale o su piattaforme streaming.

Da qualche giorno è noto come i film d’animazione prodotti dallo Studio Ghibli e da Miyazaki stesso saranno presenti in esclusiva sulla piattaforma HBO Max. Il nuovo accordo ha sorpreso in molti, soprattutto se si considera che fino ad ora i fan che avessero voluto vedere o rivedere capolavori del calibro de Il mio vicino Totoro o La principessa Mononoke (solo per citarne alcuni) avrebbero potuto farlo soltanto acquistando i titoli in copia fisica o partecipando a particolari eventi.

La volontà dello studio giapponese di rimanere lontani dal mondo digitale può sembrare parecchio anacronistica e fuori da ogni logica di marketing. Tuttavia, è perfettamente in linea con lo spirito e le idee dell’uomo che per trent’anni ne è stato il pilastro.

Un lavoro lento per vivere ed emozionare

Il processo creativo di Miyazaki parte dall’ideazione di una storia che possa funzionare al meglio e trasmettere qualcosa a chi la guarda (e la vive), fino ad arrivare ad un lungo lavoro di illustrazione a mano e animazione, un lungo percorso che può durare anche molti anni. Tutto ciò permette alle sue idee di affermarsi come capolavori fuori dal tempo, capaci di emozionare anche ad anni di distanza. Troppo spesso capita infatti di vedere al cinema film che puntano solo sull’aspetto tecnologico, diventando obsoleti dopo poco tempo.

Un altro aspetto da non sottovalutare per lo Studio Ghibli è l’esperienza della visione. Qualcosa che ad occhi inesperti può sembrare banale, ma su cui la casa giapponese punta con forza. Ecco perché ogni anno GKids, che attualmente detiene i diritti di distribuzione in Nord America di questi film d’animazione, organizza lo Studio Ghibli Fest, portando nelle sale che aderiscono all’iniziativa alcuni dei più grandi capolavori partoriti dalla mente di Miyazaki.

È finita la magia?

Una domanda che a questo punto sorge spontanea. Nonostante tutto il meticoloso lavoro di produzione che ha dato alla luce questi film non venga messo in discussione, su una piattaforma streaming l’esperienza della visione può essere gravemente compromessa. Se finora erano lo Studio Ghibli stesso e le altre case di distribuzione ad assicurarsi che lo spettatore vivesse la visione come questi capolavori meritano, adesso sta solo a lui capire che Ponyo sulla scogliera non è stato creato per essere guardato su un cellulare mentre si aspetta la metro. Un aspetto negativo proprio dei siti streaming che di certo non vale solo per questi film ma anche per tanti altri.

In ogni caso, HBO Max sarà disponibile al lancio solo in Nord America. Che questo accordo sia l’inizio per lo Studio Ghibli di una diffusione digitale a livello mondiale? O forse HBO si è dimostrata l’unica capace di preservare i lavori di Miyazaki anche su un mezzo così “da ventunesimo secolo”?