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La fuga dei Siriani dal loro paese per raggiungere l’Unione Europea è, da qualche tempo, un importante tema di discussione su tutti i “mass media”. Lungi da me il voler esprimere qualsivoglia tipo di giudizio su tale questione, vorrei descrivere la particolare iniziativa del ventinovenne Samir Al-Mufti (pseudonimo utilizzato per motivi di sicurezza), profugo siriano rifugiatosi in Turchia dopo la morte dei suoi due fratelli nella guerra civile che infuria nel suo Paese.

Mario Il Rifugiato

Samir, per descrivere l’odissea dei migranti verso “la terra promessa” europea, ha scelto un linguaggio internazionale, ossia quello dei videogame. Nasce così “Mario il Rifugiato”, parodia dell’icona videoludica Super Mario Bros. La grafica e lo stile del gioco sono del tutto identici a quelli del titolo Nintendo; tuttavia Mario il Rifugiato non dovrà salvare principesse o prendere stelline, ma evitare la polizia di frontiera, recuperare valigie e superare contrabbandieri fino a raggiungere la tanto agognata bandiera dell’Unione Europea.

Su Youtube stanno spopolando i video relativi al gioco e quindi Samir, fuggito dalla Siria per essersi schierato apertamente contro il regime di Bashar al-Assad, ha deciso di utilizzare il proprio talento digitale per promuovere i suoi ideali di libertà, sempre con l’intenzione di strappare un sorriso allo spettatore. In questo modo le peripezie del protagonista di un semplice videogioco diventano spunto di riflessione sul dramma dei rifugiati che, ogni giorno, rischiano la loro vita per la libertà.