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Chi non ha mai sognato di essere Spider-Man?

Esistono giochi che sembrano fatti apposta per te, come se riuscissero a soddisfare un desiderio che quasi non sapevi di avere. Per me Marvel’s Spider-Man è questo: la soddisfazione di un desiderio, quasi un bisogno, che non immaginavo di avere prima di vedere il primissimo trailer.

Nell’anno di Detroit: Become Human, God of War e Red Dead Redemption 2, io ho avuto occhi solo per l’Uomo Ragno. Prima di dirvi tutto quello che ho amato di questo gioco però, è importante che io dichiari la mia affezione di vecchia data per questo personaggio, per onestà intellettuale. Credo comunque che questo gioco sia oggettivamente favoloso, ma qui parliamo delle mie sensazioni e del mio gioco dell’anno, quindi è giusto che sappiate.

Ho amato il gioco sin dai primi minuti: Peter che si sveglia di soprassalto con la radio della polizia, mangia dei toast mentre mette il costume e vola via dalla finestra scappando da un avviso di sfratto appena passato sotto la soglia della porta. La freschezza e la rapidità di questo inizio mi hanno catturato e credo che pochi resterebbero indifferenti.

Metteteci poi che, pronti via, siamo già in strada ad oscillare tra i grattacieli. Come potete non innamorarvene? Ok, sono di parte. Come potevo non innamorarmene? Il sistema di movimento è oggettivamente responsivo e divertente e dà soddisfazione come pochi action nella storia. In una parola: piacevole.

Piacevole è anche il sistema di combattimento, concettualmente simile al free flow di Batman ma con una serie di mosse aeree che aggiungono non poco divertimento. Il sistema di controllo in toto è fatto per darci la sensazione di essere Spider-Man e, in questo senso, funziona a meraviglia.

La storia mi ha rapito e da fan posso dire che, sebbene l’incipit non sia originalissimo, non è troppo scontata. Resta il problema che, conosciuto il Dr. Octavius al minuto 45, sappiamo già che al minuto X diventerà il cattivone, ma non è colpa di nessuno se questo personaggio esiste da cinquant’anni. La storia riesce ad essere coinvolgente e, soprattutto nel finale, è impossibile non commuoversi.

Trovo che proprio il finale (che evito di spoilerarvi) colga l’essenza del personaggio, costretto dalla propria coscienza ad anteporre il bene degli altri al proprio. Davvero, se non versate nemmeno una lacrima siete senza cuore. Sotto questo punto di vista Marvel’s Spider-Man è migliore di quasi tutti i film dell’Uomo Ragno, solo la trilogia di Raimi è riuscita a restituire così fedelmente i contrasti interiori che affliggono il personaggio.

Devo dare merito ai ragazzi di Insomniac: hanno creato un nuovo universo narrativo senza snaturare il personaggio e sono riusciti a confezionare una storia emozionante incorniciata in una città riprodotta magistralmente e accompagnata da una colonna sonora orchestrale che farebbe invidia a più di qualche blockbuster holliwoodiano. Decisamente il miglior gioco di sempre dedicato a Spider-Man.