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Partire prevenuti non fa mai bene

Immagino sia abbastanza strano leggere un titolo simile nel 2019, eppure è così. Che fosse a causa dello stile grafico o della mancanza di una vera e propria trama, il titolo di Mojang non era mai riuscito ad attirare la mia attenzione, neanche nel suo periodo d’oro. Nei giorni in cui Youtube era intasato da picconi di diamante che scavavano nella roccia e incredibili case fatte di cubi, io semplicemente pensavo ad altro. Se a ciò aggiungiamo il fatto che all’epoca non avevo un PC su cui giocarci in modo decente e continuo, l’equazione si completa. Io e Minecraft eravamo su due rette parallele, non ci saremmo mai incontrati e a me andava bene così.

E poi, all’improvviso…

Le cose cambiano quando, dopo anni, il gioco torna alle luci della ribalta, grazie ai video dei più svariati youtubers e ai fan che mai hanno smesso di tirare fuori idee che rasentano la follia. Così, mi ritrovo davanti la nuovissima serie su Minecraft di Synergo. Mi approccio al video con le dovute riserve derivanti da anni di freddezza verso il titolo. E ne rimango rapito. Decido di installare Minecraft il giorno stesso e di cominciare la mia avventura, non senza dubbi. Riuscirà davvero questo gioco a ribaltare tutte le idee che mi ero fatto su di lui?

L’inizio

Il mio viaggio su Minecraft non inizia certo nel migliore dei modi: è la prima volta che gioco su PC a qualcosa che non sia Spider o Solitario. A primo impatto mouse e tastiera non sembrano voler essere miei amici. Muovo solo pochi passi, sufficienti a malapena per capire come usare WASD per muovermi, e subito sopraggiunge la notte e con essa il terrore di essere attaccato da qualcosa di terribile. Tento disperatamente di scavarmi un buco nel terreno in cui ripararmi, ma vengo attaccato alle spalle da un piccolo zombie. Il mio cervello mi dice “Beh, se non altro è piccolo, sarà più facile farlo fuori”. Mi sbagliavo…

Dopo un totale di cinque morti, riesco ad abituarmi alle nuove periferiche di gioco e ad uccidere il maledetto. Mi sento soddisfatto come mi è successo solo poche altre volte. Decido dunque di mettere in pratica le poche cose che so: abbatto qualche albero, costruisco un piccone, un ascia e una barca e inizio a navigare in cerca di un posto in cui costruire casa mia.

Un aiuto divino

Il viaggio non dura a lungo, supero qualche isoletta e, appena intravedo quella che potrebbe essere la costa di una zona semi-continentale, sbarco. La mia casa sorgerà in una zona pianeggiante poco vicino, raccolgo un po’ di legna e costruisco le sue prime quattro mura. Niente di troppo pretenzioso: un quadrato di legna in cui piazzare un letto andrà benissimo per ora.

Passano i giorni e inizio la costruzione del mio impero. Non ho ancora la minima idea di come molte cose funzionino, ma ho un asso nella manica. Qualcosa che non avrei mai pensato di usare. Forgiata da mesi di Minecraft, tra Youtube e giochi simili per cellulare e tablet, è la massima esperta in materia che conosca. Prendo quindi di peso mia sorella, interrompendo qualsiasi cosa stia facendo, la lego su una sedia accanto a me e le do un ordine: “Istruiscimi”. Con la sua esperienza e la mia voglia di avventura, niente potrà fermarci.

A parte il mio non proprio ottimo gusto. Non sono un architetto, né un interior designer, né so come raffinare al meglio i materiali. Il risultato non è quindi dei migliori, ma alla fine posso ritenermi soddisfatto. Adesso ho una casa, una coltivazione di grano con tanto di irrigazione, un recinto per le pecore e uno per le galline e soprattutto, in cima alla collina vicino casa mia, una torre di guardia, che serva sia da punto d’appoggio per le mie esplorazioni, sia da torrione da cui scagliare frecce contro i nemici notturni.

Buon viaggio

Dopo aver preso abbastanza confidenza sia con i comandi che con me stesso e aver fatto il pieno di risorse e minerali (non senza esser prima morto una decina di volte nella lava), decido di partire. Stare nello stesso luogo inizia a stancarmi, ma finora ho dovuto trattenermi per paura di perdermi nella vastità di questo mondo. Di ciò che si trova al di là delle collinette che circondano casa mia ho visto soltanto un enorme deserto e in fondo, lungo la linea dell’orizzonte, alcune case.

Inizio quindi il mio viaggio. Dopo solo pochi passi nel deserto scopro un buco profondissimo nella sabbia: lo appunto sul mio taccuino mentale, sarà una bella miniera. Cammino ancora un po’ e scopro che le case intraviste in lontananza appartengono in realtà ad un villaggio. Sono parecchio emozionato, quindi inizio subito ad esplorare e parlare con gli abitanti.

Già abbastanza soddisfatto di come il mio viaggio stia andando, decido di proseguire. Il deserto è un luogo pericoloso, ma dopo essere riuscito a buttar giù qualche Creeper e una discreta quantità di zombie e scheletri, raggiungo un nuovo bioma. Funghi dappertutto. Che posto interessante. Esploro il nuovo luogo in cui sono arrivato, raccolgo un po’ di carne di mucca e, alla fine, raggiungo la costa. Realizzo quindi che il luogo in cui sono sbarcato e mi sono stabilito non è altro che un’enorme isola. Rimango un po’ deluso, avrei voluto scalare montagne innevate, ma a quanto pare dovrò navigare ancora e spostarmi in un’altra zona per farlo.

Voglio una vita spericolata

Torno a casa con un chiodo fisso. Devo ripartire, esplorare nuove isole e nuovi luoghi, lontano dalla calma e tranquillità di questo piccolo angolo di mare in cui mi sono stabilito. Per farlo però ho bisogno di due cose. Innanzitutto, ho bisogno di uno strumento per orientarmi e opto per una semplice bussola. Realizzo subito che non sarà così semplice: la bussola non punta verso casa mia. Una rapida ricerca in rete mi rivela che sta puntando verso il primo punto in cui sono spawnato, a centinaia di cubi di distanza. Risolvere il problema non è semplice, ma dovrò provarci.

In secondo luogo, mi servirà una solida base d’appoggio a cui tornare dopo ogni esplorazione. Decido dunque di costruirmi una nuova casa (magari che abbia anche un aspetto decente), in cui raccogliere tutte le mie risorse e da cui poter facilmente salpare in qualsiasi momento. Il risultato mi soddisfa abbastanza, sarà un peccato usarla soltanto per riposarmi al ritorno dai miei viaggi. Ma l’avventura chiama e io non so resisterle.

Ribaltare completamente il risultato

La domanda che ci siamo posti all’inizio torna ora prepotentemente alla ribalta. È riuscito Minecraft a ribaltare le idee che mi ero fatto su di lui? C’è da dire che il mio atteggiamento non è stato dei migliori. Avevo giudicato il gioco senza mai giocarci, avevo deciso che non mi piacesse prima ancora di capire come funzionasse davvero. Un po’ come quando a cena ti ritrovi a guardare le serie Disney che guarda la tua sorellina e pensi subito che ti aspetta un’ora di noia assoluta, ma poi ti appassioni e finisci su un forum online cercando di convincere una vittima innocente che Soy Luna è meglio di Violetta.

Minecraft mi ha rapito. Perché dietro quei cubettoni in bassa risoluzione che tanto disperatamente abbiamo provato a migliorare con texture-packs e shader modes varie, si nasconde un mondo pieno di possibilità e imprevedibile, capace di stupirti ad ogni passo. E se non ti piace viaggiare poco male, costruire palazzi dalle forme improbabili e allevare animali è altrettanto divertente. In un gioco che fa della libertà assoluta la sua forza, puoi essere ciò che più ti aggrada.

Ora vado, mia sorella mi ha parlato di portali di ossidiana, draghi e altri mondi.