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Siamo sicuri che sia solo un’espansione?

Dopo un anno è mezzo dall’uscita di Monster Hunter: World, Iceborne arriva nei negozi con lo scopo di arricchire ancora di più l’esperienza del già ottimo gioco base, e cercare di coprire quelle pecche che rendevano frustranti alcune dinamiche di gameplay, ci sarà riuscito?

Trama

Come nel gioco base, la trama di Iceborne risulta un semplice pretesto per mandarci a trucidare centinaia di mostri vittime di questo brutale sistema di caccia (dai, non vi sentite un po’ in colpa mentre li massacrate?). A questo giro il drago anziano Velkhana, con il suo avvento, porta lo scompiglio totale nell’ecosistema del Nuovo Mondo, trasformando le vecchie specie e facendone spuntare di nuove.

Nonostante sia nel gioco base che nell’espansione la trama risulta abbastanza debole, nell’ultimo caso essa si dimostra particolarmente forzata e priva di mordente. Il gioco cerca superficialmente di farci empatizzare con i protagonisti e la situazione di pericolo in cui si trovano, ma non ci riesce in alcun modo. La narrazione risulta priva di colpi di scena e di momenti memorabili che, nonostante fossero abbastanza banali, erano presenti nel gioco base.

Sicuramente non ci si aspettava una trama da oscar per Iceborne ma sarebbe risultato piacevole se magari si fossero mantenuti gli standard di World.

Il Velkhana in tutta la sua gloria.

Gameplay

Dal punto di vista del gameplay Iceborne è tutto ciò che un’ottima espansione deve essere. Aggiunge una quantità enorme di nuovi contenuti e sistema quei piccoli difetti che il gioco base presentava: il nuovo Rampino Artiglio all’apparenza sembra essere un’aggiunta di poco conto ma in realtà rivoluziona in maniera drastica l’approccio allo scontro contro i mostri. Tramite esso saremo in grado ad attaccarci ad una parte del corpo del mostro per sferrare un poderoso attacco in grado di indebolire la coracea pelle della povera bestia e di far cadere colpi per la fioda; quest’ultima nel gioco base risultava essere abbastanza inutile e veniva usata molto di rado ma su Iceborne tramite l’uso del Rampino Artiglio sarà possibile sparare tutti i colpi della fionda nella testa del povero mostro in modo che, rimanendo stordito, esso vada a sbattere contro un muro per subire ingenti danni. La meccanica dona un’enorme varietà agli scontri poiché risulta fondamentale per sconfiggere il mostro il più rapidamente possibile. Allo stesso tempo la meccanica non si rivela essere eccessivamente sbilanciata poiché non sarà possibile attaccarsi al mostro in qualsiasi momento.

Iceborne, oltre ad aggiungere una nuova mappa, inserisce un’enorme quantità di nuovi mostri che, purtroppo, risultano essere per la maggior parte nuove versioni delle creature del gioco base e vecchie glorie dei capitoli precedenti.

Vi sono inoltre una serie di piccole aggiunte, come le cavalcature per muoversi più velocemente o una macchina a vapore per ottenere consumabili, che rendono vistosamente meno frustrante l’esperienza complessiva. La stessa nuova Hub, Seliana, è più piccola di Astera in modo da rendere molto meno dispersivi i punti di interesse.

Tra le critiche più forti fatte a World era la presenza di un endgame quasi privo di contenuti. Gli sviluppatori  hanno imparato dai loro errori creando su Iceborne un’area di gioco dedicata unicamente al farming dell’endgame. Quest’area, divisa in biomi, si basa sul far salire di livello quest’ultimi (cacciando mostri e trovando traccie) in modo da trovare mostri sempre più rari e presenti unicamente in quest’area di gioco. È ben chiaro che sia altamente consigliato affrontare quest’area in multigiocatore (ancora meglio con amici) poiché una volta raggiunto il grado massimo di un bioma esso torna al livello 1 costringendo il giocatore a dover riaffrontare tutto il lungo processo per affrontare i mostri più forti. Tutto questo porta ad un grinding immenso che sicuramente allunga di molto l’esperienza di gioco ma che se affrontato da soli può portare facilmente alla noia.

Nel complesso Iceborne riesce a rendere il gioco praticamente perfetto nel suo genere ma di contro enfatizza i difetti intrinsechi dello stesso. Il grinding, unito ai mostri che in questa espansione risultano particolarmente difficili da battere (non tanto per i danni che fanno ma per la quantità di vita che presentano), mantiene Monster Hunter un gioco di nicchia per chi ama passare ore e ore a fare le stesse cose.

Comparto Tecnico

Tecnicamente Iceborne mantiene la stessa ottima qualità del gioco base, indubbiamente il colpo d’occhio 2 anni fa era molto più sbalorditivo, ma ad oggi risulta comunque molto piacevole da guardare. I modelli dei nuovi mostri sono curati a livello maniacale in ogni piccolo dettaglio e la nuova mappa: Le Distese Brinose è incredibilmente bella e variegata nonostante il tema preponderante della neve e del ghiaccio.

La struttura di gioco sembra risultare più pesante per la console: i tempi di caricamento sono abbastanza lunghi quando si entra in gioco e quando ci si sposta dalla Hub al terreno di caccia. Si notano inoltre piccoli ma costanti cali di frame durante lo scontro con mostri particolarmente grandi.

Musicalmente Iceborne risulta anche più ricco di World: molti dei nuovi mostri presentano dei temi unici particolarmente ispirati e il tema di Seliana è azzeccatissimo con l’atmosfera che si respira.

Se avete adorato Monster Hunter: World l’acquisto di Iceborne è obbligatorio. L’espansione perfeziona in ogni sua forma la già solida struttura di gioco e regala altre centinaia di ore di gioco con nuovi mostri e vecchie glorie. Di contro i problemi intriseci del genere permangono quindi se World non vi è piaciuto di sicuro Iceborne non vi farà cambiare idea.

8.2

Trama

6.5/10

Gameplay

9.5/10

Comparto Tecnico

8.7/10

Pros

  • Centinaia di ore di gioco
  • Limato molti dei problemi del gioco base
  • Endgame perfezionato
  • Enorme quantità di nuovi mostri...

Cons

  • ... Ma molte volte riciclati
  • Trama eccessivamente superflua
  • Struttura di gioco non per tutti i giocatori