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Dopo l’ottima recensione musicale di Mr. Zambero è arrivato il momento di una bella recensione a freddo di questo titolo. Preparatevi a versare un fiume di lacrime entrando nella foresta che ospita i nostri amici Ori e Naru:

Ori and the blind forest – la recensione!


Un pò metroid, un pò di castlevania, un po di Miyazaki… mescolati per bene

Ori and the blind forest è un platform 2D indie, prodotto dai Moon Studios e pubblicato da Microsoft, con forti elementi di metroidvania nel quale dovremo impersonare uno spirito della foresta di nome Ori nel suo viaggio per salvare la foresta. I livelli sono strutturati in modo da essere ripercorsi più volte allo sbloccare di nuove abilità che renderanno accessibili aree in precedenza irraggiungibili. Fondamentale, tra un balzo e l’altro, sarà il collezzionare le chiavi che apriranno i pesanti cancelli posti a limite delle aree facendo attenzione, oltre che a non precipitare, anche ai numerosi nemici che ci spareranno contro proiettili di fuoco. Fortunatamente sin dalle prime fasi di gioco saremo in grado a rispondere alla scortesia nemica con altrettanti proiettili di luce, grazie a una graziosa fatina di nome Sein. L’ambiente non è statico e più di una volta dovremo interagire con esso per risolvere i piccoli puzzle che ci si pareranno difronte.

Una foglia in balia della tempesta

Ori and the Blind forest

Come un’opera dello studio Ghibli, Ori atBF nasconde nella sua semplicità fiabesca una profondità e una delicatezza quasi poetica. Ori, una foglia dell’albero della vita, in seguito a una tempesta, viene portata all’interno di una foresta dove prende la forma di un animale a metà tra un gatto e una volpe. Nella foresta fa la conoscienza di Naru, una sorta di via di mezzo tra un’orso e un “senza faccia” della città incantata di Miyazaki, che raccoglie e accudisce Ori come se fosse sua figlia. Passa il tempo e i due stringono un legame fortissimo che ci viene raccontato in una sorta di tutorial-prologo di pochi minuti. Purtroppo non tutto va avanti liscio a causa di una terribile carestia provocata da un’enorme essere dalla forma di rapace di nome Kuro, che causerà quella che sembra essere la morte della foresta. I nostri beniamini sono così costretti a separarsi e Ori, in compagnia dello spiritello Sein, dovrà cercare di risvegliare gli spiriti della foresta nelle 4 macro aree che compongono l’avventura.

Grafica e comparto artistico

Ori and the Blind forest

Il titolo è mosso interamente dal Unity engine che, mai come in questo titolo, ha dato prova di se. Tecnicamente parlando il gioco non vanta una quantità di poligoni da far sbiancare, perchè, semplicemente, non ne ha bisogno. Nella sua semplicità infatti la grafica rimane perfetta con colorazioni pastello docili durante le fase diurne e cupe in quelle interne e notturne. I particellari (fuoco e vento) son resi magnificamente rimanendo coerenti allo stile grafico del gioco e anche l’acqua è resa in maniera sublime, come raramente, se non mai, mi era capitato di vedere in un prodotto di questo genere. Parlo di stile grafico perchè è impossibile parlare della grafica del gioco senza citare il comparto artistico che è, senza mezze misure, perfetto. Dalla scelta della colorazione, alle animazioni, alla coerenza dell’ambiente, tutto è studiato nel minimo dettaglio per suscitare emozione. Non ho visto un solo pixel stonare nella vorticosa, stupefacente sinfonia che la grafica di Ori atBF rappresenta.  Una gioia per gli occhi per tutte le ore che il gioco ci terrà incollati allo schermo.

Sonoro

La colonna sonora non sfigura difronte alla magnificenza della grafica. Il tema principale, molto orecchiabile e armonioso, riesce perfettamente nell’intento di cullarci all’interno dell’avventura. Ci viene poi riproposto in diverse sfumature durante le scene di gioco, soprattutto quelle più incalzanti come colonna sonora dei nostri sforzi. Gli effetti sonori sono molto carini, anche se non spiccano rispetto a tutto il resto, ma questo lo considero un punto a favore. Se fossero stati troppo presenti avrebbero soffocato l’intera aria poetica che pervade tutto il titolo. Le voci dei personaggi sono buone , ma a causa della natura del sono solo elemento di contorno.

Gameplay

Ori and the Blind forest

Preparaevi a impegnarvi al massimo, perchè Ori atBF non può certo considerarsi un titolo facile da completare. Il personaggio è molto reattivo e risponde benissimo ai nostri comandi. La curva di apprendimento è accentuata dalle molte abilità che Ori acquisterà lungo la sua avventura e, se all’inizio del nostro viaggio dovremo limitarci a saltare di piattaforma in piattaforma, verso la fine di esso potremmo trovarci in situazioni nel quale dovremo tentare un doppio salto, prendendo lo slancio su un proiettile nemico , al fine di planare sopra una zona mortale. Insomma c’è pane per veri gamer! La sfida, per quanto impegnativa, non risulta mai frustrante, grazie anche alla velocità con il quale si susseguono le azioni e le ripetizioni in seguito a una prematura dipartita. Per alcuni versi mi ha ricordato il buon vecchio Sonic. Per completare il gioco saranno necessarie dalle 5 alle 10 ore, che , considerando il prezzo e la difficoltà, sono più che abbondanti. Ad aggiungere longevità troviamo una miriade di zone da scoprire una volta acquisite nuove abilità e achievement (sia steam che xboxlive) molto carini e mai frustranti.

Conclusioni

Che fate ancora qui? Andate a comprarlo!