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St’asteroide po esse piuma o po esse fero.

Esistono giocatori e giocatori, dunque GOTY e GOTY (anche banalmente detto Gioco dell’anno per i non anglofoni). I titoli tripla A hanno dominato l’intero 2018, con grandissime uscite come Red Dead Redemption, Detroit: Become Human e God of War. Gli Indie, al contrario, hanno subito un arresto in termini di varietà e diffusione tra i videogiocatori. Allora perchè scegliere proprio Oxygen Not Included, titolo profondamente Indie e per di più in Early Access?

Prima di tutto è giusto introdurvi a ciò che Oxygen Not Included rappresenta e quindi a quello che per me è l’universo videoludico maggiormente valido in questo 2018. Siamo su un asteroide ricco di “replicanti”, omini tutta testa che scorrazzano indaffarati per i cunicoli bui del planetoide alla ricerca di mezzi, materiali e soprattutto ossigeno per la loro sopravvivenza. E se siamo così bravi da farli sopravvivere? Allora creeremo un ecosistema indipendente in un terreno estremamente ostile.

Il gioco rientra nella categoria dei gestionali hardcore e strizza l’occhio al popolarissimo Don’t Starve (infatti parliamo per entrambi dello sviluppatore Klei); è caratterizzato da una grafica gradevole ma al tempo stesso essenziale ed è guidato da sole meccaniche di gameplay, estremamente complesso e sfaccettato. C’è una risposta anche all’obiezione “eh ma il gioco è uscito nel 2017!”: si deve considerare che nell’ultimo anno sono usciti gli aggiornamenti più importanti che hanno reso l’esperienza di gioco molto più ricca e varia

L’organizzazione è tutto e si deve partire dalle basi: la fondamentale ricerca di una fonte di acqua potabile e del cibo commestibile sono solo le prime sfide che si incotreranno. Si dovrà superare la produzione massiva di energia elettrica con l’utilizzo di macchinari e la distribuzione dell’agognato ossigeno fonte di profondi respiri di sollievo. Nell’ultimo aggiornamento che ha introdotto nuovi importanti contenuti, possiamo persino andare nello spazio alla ricerca di una via d’uscita dall’incubo asteroidale.

I difetti ovviamente non mancano essendo un gioco ad accesso anticipato su Steam: modifiche sostanziali al gameplay sono frequenti a cui si associano non poche irritazioni e fastidi; bilanciamenti tra i macchinari talvolta assenti non lasciano quasi alcun dubbio su quale soluzione adottare (ovviamente la più OP) e naturalmente bug che sì, fanno strappare una risata, ma tolgono quell’aria di profonda coerenza con l’universo creato. Tuttavia il gioco è sempre ben supportato dalla community e costantemente aggiornato ogni mese e mezzo circa.

Oxygen Not Included è un gioco dove l’ingegneria ne fa da padrona in cui dimenticare anche una sola variabile di gioco porterà la colonia extraterrestre a morte certa. Le soluzioni per una sopravvivenza duratura sono pressocchè infinite, grazie anche alla generazione casuale di mappe, ma bisognerà trovare la giusta quadratura del cerchio per riuscire nell’impresa. Ogni singolo dettaglio è fondamentale per la ricerca della via per tornare a casa.

E proprio qui che Oxygen Not Included mi ha rapito: controllare un’intera colonia di replicanti razionalmente gestiti, con ognuno un proprio compito esemplare e di rilievo, dove tutti sono maledettamente importanti, ha generato in me qualcosa di pienamente assuefante e soddisfacente. La logica della creazione della base dovrebbe rasentare la perfezione nell’organizzazione e nella sinergia tra le singole parti per raggiungere l’obiettivo.

Quindi se siete dei profondi malati compulsivi dell’ordine, della gestione capillare delle risorse, dell’amministrazione di decine di omini al vostro comando e della logica spinta ad un livello quasi totalizzante dell’esperienza, comprate immediatamente Oxygen Not Included. Qualche anno fa si costruivano le case a The Sims, ora si costruiscono basi su asteroidi.