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Odi et amo: parlando di PC, provare odio e amore è del tutto normale.

Quando ci regalano momenti di svago, ci permettono di sfogare lo stress quotidiano o coltivare una storia d’amore, li amiamo. Le cose si complicano notevolmente, invece, quando ci troviamo costretti a trascorrere la domenica pomeriggio ad individuare e rimuovere un virus o a risolvere un problema hardware. In questo caso l’odio è garantito (a maggior ragione se non possiamo porre rimedio da soli e ci troviamo costretti ad aspettare un orario umano per poterci rivolgere ad un professionista – in ogni caso, grazie di esistere, tecnici informatici!).

Se vi basta il mio punto di vista, invece, continuate con la lettura.

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Un PC è composto da hardware (parti che possono essere colpite con un martello, sebbene lo sconsigliamo) e software, i codici di programmi che passiamo la vita a maledire. Sebbene il 99% dei problemi di un computer sia dato dall’elemento presente tra la tastiera e la sedia, in pochi minuti un PC può fare un errore così grande che ci vorrebbero molti uomini e molti mesi per eguagliarlo.

…tra tastiera e sedia, o tra tastiera e divano?

Gli utenti si dividono in due categorie: quelli che pensano che la vita sia troppo corta per rimuovere la chiavetta USB in modo sicuro e gli entusiasti, come Doug Heffernan che, pur senza capirne molto, ha dichiarato:

“Computer, eh? Ho sentito che tutto si riduce solo a un mucchio di Zeri e di Uno. Non so come questo mi permetta di vedere le donne nude, ma funziona! Dio vi benedica ragazzi”.

In realtà ci sarebbe una terza categoria ma si sta ancora chiedendo come mai il PC richieda di connettersi ad Internet per risolvere un problema di connessione.

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Oddio! E adesso??

Per risolvere problemi come questo ci sono i programmatori che, come dice Rick Cook, si sforzano di creare programmi migliori a prova di idiota sebbene l’Universo cerchi di produrre idioti migliori. A quanto pare – dice Cook – per ora, sta vincendo l’Universo. Speriamo, per lo meno, che gli idioti di cui sopra non utilizzino il Vinavil per fare copia e incolla come un amico (immaginario, si spera) di Maurizio Tecli, il quale possedeva un computer molto datato.

Se volete conoscere veramente una persona, però, basterà guardare il suo hard disk: potete solo immaginare quante cose potrebbero saltare fuori (anche in senso letterale ma non fate i maliziosi, intendevamo riferirci agli occhi che saltano, figurativamente, fuori dalle orbite).

Tornando alla domanda iniziale, per capire come operi un PC, possiamo prendere come riferimento le parole di Katie Hafner:

“Come funzionerebbe un’automobile se fosse progettata come un computer? Ogni tanto un’operazione la farebbe fermare e guastarsi, ti toccherebbe reinstallare il motore e prima di spegnersi, l’airbag ti chiederebbe se ne sei sicuro”.

La rivoluzione informatica, in ogni caso, ha fatto guadagnare un sacco di tempo libero agli uomini (che essi, poi, preferiscano trascorrerlo al PC, è un altro paio di maniche). Passare al computer le proprie ore di libertà è fantastico: bisogna solo ricordarsi di non fargli capire se avete fretta o meno.

Un’ulteriore precauzione da prendere, consiste nel dare retta al monito di Lawrence Block:

“I computer sono fantastici, però ti viziano. Il guaio è che nella vita non esiste il tasto annulla”.

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Ora che abbiamo capito come funzionano i PC, possiamo porci una domanda leggermente più filosofica: sono più simili agli uomini o ad una divinità? Joseph Campbell ci viene in aiuto dicendo:

“Se il computer è un dio, è un dio del Vecchio Testamento con un sacco di leggi e alcuna pietà”.

Nel film Spiderman, invece, viene presa in considerazione una natura più che umana:

“Beh, diamo un’occhiata al giornale. Ecco gli annunci di lavoro. Vediamo cosa c’è: computer… Venditore di computer, tecnico di computer, analista di computer. Oddio, perfino i computer hanno bisogno dell’analista, oggigiorno!”.

Chi si è rivolto spesso all’analista, invece, è Woody Allen. Pensate che in uno dei suoi monologhi ha addirittura dichiarato che il padre, dopo aver lavorato per dodici anni in un’azienda, è stato licenziato e sostituito con un PC, in quanto esso era in grado di migliorare notevolmente le prestazioni di cui l’uomo era capace. A quanto pare, però, anche sua moglie avrebbe preso spunto dall’accaduto, abbandonando la casa coniugale e comprandone uno lei stessa. Povero Woody!

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Lo ammetto, non siamo riusciti a capire se il PC sia una divinità o meno. Proviamo almeno, allora, a capire se sia uomo o donna. Per non offendere nessuno, vi consiglio di leggere solo la tabella riferita al vostro sesso di appartenenza.

Uomini

I computer devono essere di sesso femminile. Nessuno a parte il creatore capisce la loro logica interna. La lingua che usano per comunicare con altri computer è incomprensibile a chiunque. Il messaggio “Bad Comand o file name” ci dà la stessa informativa che “Se non sai perché sono arrabbiata con te, non ho nessuna intenzione di spiegartelo”. Anche i tuoi più piccoli errori sono memorizzati nella memoria a lungo termine per il successivo recupero. Non appena ne prendi uno, ti ritrovi a spendere metà del tuo stipendio per i suoi accessori.

Donne

I computer devono essere di sesso maschile. Non appena ne prendi uno ti rende conto che se avessi aspettato un po’ di più, avresti potuto ottenere un modello migliore. Contengono molti dati, ma sono privi di intelligenza propria. Per avere la loro attenzione, devi accenderli. Dovrebbero essere lì per risolvere i tuoi problemi, ma per metà del tempo sono loro il problema.

Vi congedo con una delle mie frasi preferite, pubblicata su Twitter da un certo Zziagenio78:

“Come si fa a stare al computer quando c’è un sole così che entra dalla finestra? Coraggio, alziamoci e andiamo a chiudere la tapparella”.