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“Worth a visit…worth a life”, questo è Prison Architect.

Michael, 27 anni, condannato a 18 anni di carcere per rapina a mano armata. Kevin, 32 anni, condannato a 50 anni di carcere per rapimento ed omicidio. Albert, 19 anni, condannato a 11 anni di carcere per truffa ed estorsione.

No, non si tratta di una serie TV poliziesca o di un esame di giurisprudenza. Sto semplicemente leggendo le fedine penali di alcuni dei detenuti che sono appena stati scaricati davanti alle porte della mia prigione. Delle guardie stanno già provvedendo a portarli dentro, perquisirli, schedarli e assegnarli una cella. Spero che finiscano prima dell’ora di pranzo o questi inizieranno ad avere fame e diventare riottosi.

Sono questi alcuni dei pensieri che mi passano per la testa quando gioco a Prison Architect, ciò che senza alcun dubbio potrei definire la mia droga. Gestionale firmato Introversion Software che di recente è passato in mano a Paradox Interactive, ha come scopo principale quello di costruire una prigione che possa ospitare decine, se non addirittura centinaia, di detenuti tra uomini e donne e trasformare criminali di tutti i calibri in cittadini migliori tramite percorsi formativi, lavori forzati e punizioni.

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Quella che segue non sarà una recensione del gioco, non mi interessa sviscerare ogni dettaglio del titolo, ma piuttosto spiegarvi perché Prison Architect sia la mia via di fuga nelle giornate vuote e uggiose. Inizio con la premessa che sono una di quelle persone che vede nel contesto carcerario qualcosa al di là del “sei un criminale, vai in prigione, sconti i tuoi anni ed esci”. A me affascina l’idea che da una situazione così degradante e al limite si possa in qualche modo trarre il meglio. Ovviamente tutto questo è possibile solamente grazie alla disciplina e alla rieducazione, accompagnata al concetto di punizione che lo stare per anni e anni dentro le stesse quattro mura porta con sé. Indubbiamente ogni persona che si ritrova in quella situazione ha alle spalle un percorso differente e non rappresenta di sicuro uno degli esempi migliori da seguire, ma non per questo è senza speranze.

Seppur Prison Architect di fondo non sia stato progettato per ragionamenti così elaborati, riporta in sé molto questa idea di reinserimento nella società. Come dice il nome, il fulcro del gioco sta nel progettare e costruire una prigione come meglio si vuole, quindi la si può rendere un centro ricreativo così come l’inferno in Terra. Celle grandi, piccole, di isolamento o di gruppo, con un solo letto e water per quindici persone o abbondantemente ammobiliata come una suite. Qualsiasi sia lo stampo che volete dare al vostro carcere, sappiate che ogni scelta ha le proprie conseguenze e dovete essere pronti ad affrontare la furia dei detenuti se non hanno abbastanza tempo per farsi la doccia o rimangono troppo tempo rinchiusi in cella senza libri da leggere o parenti da chiamare. Per essere sicuri di fare le cose per bene, potete seguire i programmi prestabiliti che vi fornisce il gioco, con tanti di obiettivi e sovvenzioni date dallo Stato per aiutarvi nel far crescere la struttura, ma partita dopo partita non vi serviranno neanche più.

Una delle sfide principali sono proprio i fondi: a meno che non scegliate di giocare con i soldi illimitati, ben presto capirete che espandere a vostro piacimento la prigione non è così facile ed immediato, specialmente contando tutte le spese da sostenere quotidianamente. Vi servono più guardie in pattuglia o cuochi in cucina? Potete assumerli, ma ricordatevi che vorranno anche essere retribuiti per il loro duro lavoro. E chi pagherà i pasti ai detenuti? E i materiali per la segheria? E il programma di disintossicazione? Per non parlare delle ricerche ancora da sbloccare. Ricordatevi che il direttore siete voi, quindi se qualcosa va male in poco vi ritroverete sulla porta. Per questo il mio consiglio è sempre quello di fare le cose con calma, in quanto gestionale richiede scelte ponderate e un po’ di fortuna.

Inoltre, non si sa mai chi scenderà dal bus la mattina, potrebbe giungere un prigioniero leggendario che presenta ogni abilità al livello massimo e che non farà altro che creare problemi se non lo tenete sotto controllo costante. Ricordatevi però di non distogliere l’attenzione dagli altri detenuti che escogitano sempre nuovi modi per contrabbandare armi, droga o altro. Forse qualche guardia cinofila in più e l’installazione di nuovi metal detector saranno d’aiuto.

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Dopo aver costruito almeno la base del vostro carcere e aver fatto arrivare i primi detenuti, qualcosa dovrete pur fare. In attesa che aumentino i fondi a vostra disposizione tramite nuovi ingressi, rilasci anticipati e sovvenzioni, potete cominciare a pensare come organizzare le giornate, quando far uscire in cortile i prigionieri di sicurezza minima e far mangiare la sezione di massima sicurezza, così come tenere separati coloro che si trovano sotto custodia ed interrogare qualche informatore interno per sapere se c’è aria di cambiamento. La vita dentro le fredde mura del vostro istituto è frenetica e succede sempre qualcosa, per questo è importante sapere dove si trovano determinati prigionieri ad una certa ora. Se un detenuto si allontana per un attimo e poi ritorna col il suo gruppo, meglio perquisirlo: potrebbe aver preso da terra qualcosa lasciato da un altro prigioniero. Se trovato colpevole, sarà punito come avete stabilito voi, dove e per quanto.

Oltre alla routine “dormi, mangia, stai rinchiuso, dormi”, c’è la possibilità di avviare diversi programmi di rieducazione e recupero, così come assumere ai lavori forzati i detenuti. Nella versione base del gioco possiamo trovare attività come il percorso spirituale, la falegnameria, le pulizie, lo spaccio della prigione e altro, tutte attività che forniscono ai prigionieri la possibilità di essere rilasciati in anticipo e a noi di ottenere un qualche guadagno extra, oltre che buona reputazione. Esistono poi tantissime mod che inseriscono nuovi lavori, come il barbiere, il giardinaggio e altro. Seppur siano tutti potenziali canali di contrabbando, è un modo per tenere occupati “gli ospiti” della prigione. Purtroppo però non tutti possono seguire questi percorsi e sperare di uscire prima per buona condotta. Infatti, è possibile ospitare anche i prigionieri del braccio della morte, i quali dopo diversi appelli potranno essere reinseriti nella popolazione carceraria normale o essere definitivamente condannati a morte. In quanto direttori, l’esecuzione spetta a noi attraverso un procedimento guidato che mette in momentaneo stand by ogni altra attività del carcere. Non nego che la musica in sottofondo è abbastanza inquietante e non è proprio uno dei miei momenti preferiti, ma fa parte ugualmente del gioco. E in ogni caso basta non accettare tali detenuti nella propria struttura.

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Dopo questa lunga chiacchierata, qual è il punto del discorso? A me Prison Architect intrattiene per ore e ore in quanto mi permette di costruire strutture di ogni tipologia e dimensione e personalizzare quasi tutti gli aspetti delle partire, rendendo ogni sessione ricca di novità. Seppur di base le meccaniche siano sempre le stesse, posso creare una prigione stabile ed in continua crescita che mi frutti enormi fondi, così come appositamente ricreare un carcere duro dove so benissimo che avrò più ribellioni che prigionieri, ma in cui ogni giorno potrebbe succedere qualsiasi cosa. Inoltre, se voglio testare la sicurezza della mia struttura posso passare in modalità fuga e mettermi nei panni di un detenuto il cui unico obiettivo è quello di fuggire ancora prima dell’ora di cena. Quindi, se siete amanti del genere gestionale e volete cimentarvi nella costruzione di una vostra prigione ve lo consiglio caldamente. Non lasciatevi scoraggiare dalle immense ed elaborate strutture che trovate già costruire nel workshop, buttatevi a capofitto nella progettazione e vedrete che partita dopo partita imparerete trucchi e metodi di lavoro sempre nuovi.