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Forse non convieni troppo.

È recente la notizia che il PS Now stia ormai per arrivare in Italia e che con esso sarà possibile godere di tutta una serie di benefici prima non accessibili nel nostro Paese. Per chi non lo sapesse il PS Now è un servizio ad abbonamento mensile che permetterà ai suoi utenti di giocare su PC o su PS4 ad una libreria molto vasta di titoli usciti sulle varie edizioni della Playstation, tra i quali figurano numerose esclusive finora rimaste legate a doppio filo con la console su cui erano approdate. Si tratta sicuramente di una rivoluzione, simile, ma non identica, a quella fatta da Microsoft che ha permesso di giocare i titoli di Xbox One, e non solo, anche su PC attraverso il suo negozio, il quale comprendeva anche un abbonamento specifico per poter usufruire di determinati titoli senza necessariamente acquistarli.

Killzone: Shadow Fall

Killzone: Shadow Fall, una delle esclusive di lancio di PS4 è disponibile su PS Now.

Prima che vi avventuriate oltre nella lettura sappiate che questo articolo non vuole fare del confronto il suo argomento principe, ma quanto piuttosto cercare di spiegare quali siano le maggiori paure del PS Now e del fenomento che ruota attorno a questa tipologia di servizi sempre più diffusi non solo nel mondo video ludico.

Bloodborne

Bloodborne fa parte della lista di giochi PS Now, ma, come tutti i giochi del servizio, lo si può giocare solo tramite gamepad su PC.

Che bello giocar dove voglio

Sicuramente uno dei fattori positivi dell’arrivo del PS Now consiste nel permettere a molti giocatori di avere accesso a titoli eslcusivi Plyastation, come Killzone: Shadow Fall, permettendo loro di giocarseli in tranquillità senza dover necessariamente acquistare la console. Coloro i quali invece possiedono già una PS4, potranno giocare titoli per PS3 o PS2 senza dover montare le vecchie console o acquistarne di usate. Il prezzo dell’abbonamento inoltre, a fronte di oltre 500 videogiochi PS2, PS3 e PS4, sembra estremamente conveniente, come accade per servizi più o meno simili, tipo quelli offerti da Microsoft o EA. Non bisogna infine dimenticare il fatto che PS Now sia un servizio effettivamente di semplice fruizione che permette all’utente di avere accesso alla libreria in maniera immediata, a patto di avere una connessione ad internet piuttosto veloce.

Sea of Thieves

Sea of Thieves, un gioco attesissimo che è risultato in un “meh” dopo qualche giorno dall’uscita. Compreso nel Game Pass di Microsoft.

Quest’ultimo punto è sicuramente uno dei nodi che molti videogiocatori stanno cercando di sbrogliare. Sarà la mia connessione sufficientemente veloce da permettermi di giocare con il PS Now? Il servizio Sony infatti non installerà direttamente sul PC, o sulla PS4, il programma, cioè il videogioco, ma esso sarà riprodotto tramite streaming direttamente dai server dell’azienda, almeno secondo quanto riportato da Sony. Servirà dunque apparentemente una connessione piuttosto scattante e potente, con una buona banda a propria disposizione, per poter utilizzare il PS Now.

Star Wars Battlefront II

Star Wars Battlefront II fa parte dell’EA Access e si può scaricare senza possedere il gioco vero e proprio tramite Origin.

Poche critiche in giro, perché?

Una delle cose che più mi dà da pensare è che servizi come questo vengano effettivamente poco criticati non solo dalla stampa in generale, ma soprattutto dal pubblico. Normalmente le critiche sono le prime a fioccare e si trova sempre qualcuno che è pronto a sparare a zero anche se il progetto in sé sia piuttosto interessante e soprattutto valido, ma questa volta ho fatto molta fatica a trovare qualche voce “fuori dal coro”, escludendo i classici confronti fatti tra servizi simili, tipo tra PS Now ed il corrispondente Microsoft. Perché nessuno critica apertamente non solo il prodotto Sony, ma in generale tutta questa baracca?

Little Big Planet

L’intera saga di Little Big Planet è completamente assente sul PS Now.

Una delle risposte che mi sono dato è che, così come accade per Netflix, anche il PS Now getti “fumo negli occhi”. Ci sono oltre 500 giochi e devi pagare solo 15€, circa, al mese. Sembra quasi troppo bello per poterci credere no? Certo, devi avere una giusta connessione, essere nel Paese dove il servizio è disponibile e così via, ma di fatto hai accesso ad un’infinità di videogiochi che potrai fare a meno di comprare. A mio avviso la cosa è un po’ più complicata. Prima di tutto bisogna prendere in considerazione i titoli che saranno presenti nel PS Now e quanto effettivamente essi valgano, non solo monetariamente, ma anche qualitativamente. Killzone: Shadow Fall è stato uno dei prodotti di lancio di PS4 e il suo prezzo è ormai molto basso non solo se lo si cerca usato, ma anche se nuovo. Io stesso l’ho acquistato ormai anni fa proprio a 14,99€, poco di più di quanto dovrebbe costare il PS Now. Quindi sembra che valga la pena, no?

Yakuza 3

Yakuza 3 non è presente sul PS Now, ma il quarto e quinto capitolo sì.

Lo stesso discorso si potrebbe applicare alla concorrenza, infatti, per fare un esempio, l’EA Access dà accesso ad un certo numero di titoli tra cui figura il recente Star Wars Battelfront II, che tuttavia è stato venduto anche alla bellezza di 1€ durante il Games Week e che è ormai facilmente reperibile tramite offerte davvero clamorose. Sono solo due esempi ovviamente, irrisori di fronte alla mole di titoli proposti da questi servizi, ma, a conti fatti, quanti effettivamente dei giochi proposti ci interessano realmente? Quanti di essi acquisteremmo in negozio e soprattutto a che prezzo? Va anche considerato che non è chiaro quali prodotti entreranno nei vari servizi e quali invece non ne faranno mai parte, rendendo di fatto molto difficile per un consumatore medio fare previsioni adeguate. Uncharted 4, così come gran parte della serie Yakuza e alcuni capitoli di Resistance, non fanno attualmente parte del PS Now e non è chiaro se vi entreranno mai a far parte.

Wipeout

Tolta la parte relativa a quali videogiochi effettivamente siano presenti all’interno delle librerie, bisogna spendere a mio avviso qualche parola sulla tendenza in generale. Ok, pago questa cifra al mese, ma i giochi poi sono completamente miei? La risposta ovvia è no, una volta terminato l’abbonamento non potrai più giocarci, a meno che tu non li prenda a parte pagando il loro prezzo attuale, ma oltre a questo, l’abbonamento potrebbe nascondere tra non molto, a mio avviso, spiacevoli sorprese. Finora i giochi con micro-transazioni sono veramente pochi se comparati alla totalità di titoli disponibili (e molti di questi servizi compreso il PS Now danno accesso a giochi “vecchi”), ma quanto potrebbe passare prima che l’abbonamento a questi servizi nasconda videogiochi con transazioni al loro interno? Alcuni prodotti dell’EA Access (guarda caso non poteva che essere EA) sono già così per fare un esempio. Come accade altrove (vedi Netflix et similia) sarebbe utile frenare un po’ l’entusiasmo e cercare di ragionare bene su quello che si sta per acquistare, dato che nei grossi mucchi di terra ci sono poche pepite di oro di solito.