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Fammi collegare al Wi-Fi!

La rivista Nature ha pubblicato recentemente sulle sue pagine i dettagli di un dispositivo flessibile sviluppato da una squadra di ricercatori del MIT, Massachussetts Institute of Technology, in grado di convertire i segnali Wi-Fi in corrente continua. Fin qua nulla di nuovo direte voi, visto che la capacità di ricavare energia da delle onde elettromagnetiche è cosa già nota da parecchio tempo. Tuttavia il dispositivo sviluppato al MIT ha proprio nella sua flessibilità l’innovazione più grande.

Il nuovo tipo di rectenna sviluppata e progettata al MIT.

Gli impieghi in tal senso infatti sarebbero infatti numerosissimi: da semplici metodi per ricaricare la batteria dei futuri smartphone pieghevoli (messo che essi vedano la luce non solo presso una piccola nicchia), fino ad arrivare a strumenti per la medicina con scopi diagnostici, che possano essre anche ingeriti.  Il suo solo utilizzo al posto delle batteria, anche solo per accendere delle luci, potrebbe essere una piccola rivoluzione dato che ormai il Wi-Fi è più o meno ovunque. Questi dispositivi, in grado di convertire le microonde in corrente continua, sono denominati “rectenne” e sono particolarmente efficaci dal momento che riescono ad avere un’efficienza del 90%. Come dice il nome, proveniente direttamente dall’inglese, esse sono composte da un’antenna, che cattura le microonde, e da un diodo Schottky che si occupa di raddrizzare il segnale, per questa ragione denominato “raddrizzatore”.

Lo schema di una rectenna classica.

Visto il recente dilagare di dispositivi pieghevoli, l’utilità di un congegno di questa tipologia è praticamente ovvia. Esso potrà essere prodotto a rotoli e potrebbe essere applicato in praticamente qualsiasi situazione, anche quelle attuali in cui le rectenne vengono utilizzate. Il materiale che garantisce la flessibilità è il disolfuro di molibdeno (MoS2), che, se esposto a precise sostanche chimiche, reagisce riorganizzando i propri atomi da proprietà tipiche di un semiconduttore a quelle di un metallo. È proprio questo elemento a svolgere la funzione che nelle rectenne viene svolta dal diodo Schottky infatti. Tale tecnologia innovativa permetterà di minimizzare sia la resistenza in serie sia la capacità parassita, prodotti delle onde elettromagnetiche sul circuito che tolgono efficienza al dispositivo in sé. Per dirla in parole brevi il nuovo raddrizzatore così costruito risulta più veloce e riesce a funzionare anche a frequenze più elevate, fino a dieci GHz.

Rectenna

Vi sono tuttavia ancora degli effetti negativi, dato che l’efficienza di questa “nuova” rectenna è inferiore a quelle attuali, riuscendo solo in pratica ad accendere un LED. Nonostante questo il fatto che il dispositivo funzioni fa ben sperare per il futuro e la squadra che ha lavorato al progetto si sta già occupando di migliorarne le prestazioni.

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