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Anche parlare dei testicoli dei cavalli ha un suo perché.

Perché quando aspettiamo un gioco ci interessa qualsiasi informazione a riguardo, compresa la reattività o meno di elementi accessori come i testicoli equini?

Fondamentalmente perché siamo esseri curiosi ma, come diceva Oscar Wilde, il pubblico ha un’insaziabile curiosità di conoscere tutto, tranne ciò che vale la pena conoscere. Ed è forse questo il principio che ha messo Rockstar in condizione di darci una marea di informazioni, facendoci arrivare al contempo quasi a bocca asciutta fino al momento in cui iniziavano a piovere le prime gocce di recensioni e a comparire sul web i primi veri gameplay.

La software house di GTA, Max Payne 3 e Red Dead Redemption, come al solito è riuscita a far filtrare esattamente le informazioni giuste per far sentire i giocatori appagati senza di fatto dire loro granché, al punto che siamo arrivati al day-one con più voglia di prendere i pad alla mano che di riempirci la testa con le recensioni di altri.

E non importa se alcune di queste informazioni riguardano elementi marginali come i testicoli dei cavalli di cui si è tanto parlato nei giorni scorsi, oppure sulla mole di lavoro di quei poveri dipendenti che ora immaginiamo essere tornati dalle proprie famiglie come ostaggi appena rilasciati. Perché di fatto ci sembra di essere già entrati nello spirito del gioco, pur avendone visto poco e niente.

La magia di Rockstar però è stata quella di veicolare talmente tanto bene le informazioni da ridurre al minimo le critiche che potevano essere mosse prima del lancio. E anche questo – signore e signori – è servito per far sì che per quanto mi riguarda, il titolo fosse un successo già prima del lancio.

Ora scusate ma devo studiare come evitare di far morire il mio cavallo.