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I testicoli più realistici che si siano mai visti in un videogioco.

Il genere degli Open World è quello che da una decina di anni ha la supremazia su tutti gli altri. Ne abbiamo visti a centinaia e nella maggior parte dei casi le meccaniche risultano tendenzialmente tutte uguali e l’originalità si vede ormai soltanto con il binocolo. Per questo a lungo andare il genere ha cominciato a stufare a molti e sempre di più il pubblico a cominciato a richiedere titoli di maggiore impatto e che si distinguessero dalla massa. A dimostrazione di ciò si erge il successo di The Legend of Zelda: Breath of the Wild che l’anno scorso rivoluzionò completamente il genere e scosse profondamente l’intero settore. E nella stessa scia si pone Red Dead Redemption 2 ma in una maniera completamente diversa da quella fatta da Zelda; Rockstar Games non rivoluzione le classiche meccaniche del genere ma le affina e le impreziosisce. La ripetitività diventa un pregio, il realismo è divertimento e i tempi morti sono un tocco di classe.

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Trama

Red Dead Redemption 2 è a tutti gli effetti un prequel del primo capitolo. La banda di fuorilegge di Dutch Van Der Linde si ritrova a dover affrontare il tramonto dell’epoca del selvaggio West e a cercare di sopravvivere nel nuovo mondo fatto di leggi i controlli ferrei.

È indubbio che Rockstar si sia ispirata ai film di Tarantino per scrivere l’intreccio. La trama si sviluppa molto lentamente con tempi morti che portano ad un climax che ribalta la situazione. Tutti i personaggi della banda sono ben caratterizzati e nonostante si tratti di fuorilegge difficilmente non ci si affeziona al gruppo e soprattutto ad Arthur Morgan, il nostro protagonista. Da ciò si evince però che non è una storia per tutti: I tempi morti nella narrazione sono indubbiamente un’importante scelta stilistica che può essere sia apprezzata che disprezzata aspramente. Inoltre l’ultimo capitolo risulta eccessivamente lungo e smorza eccessivamente il ritmo che si era sviluppato. Nonostante tutto però lo sviluppo del personaggio di Arthur è semplicemente stupendo e si amalgama alla perfezione con l’avanzamento della storia.

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Gameplay

La lentezza della narrazione è riportata in egual misura all’intera struttura di gioco e forse è questo elemento che porta Red Dead Redemption 2 a raggiungere il picco qualitativo. Ogni singola azione richiede molto tempo al giocatore: le missioni della storia presentano lunghe sessioni a cavallo dove si ascoltano i dialoghi tra Arthur e i suoi compagni, il viaggio rapido viene perennemente scoraggiato (nonostante sia presente) per favorire l’esplorazione, le armi vanno perennemente pulite per evitare che si deteriorino e Arthur e il cavallo hanno bisogno di nutrirsi per evitare di incorrere nella morte. Tutti questi elementi si contrappongo alla visione estremamente veloce e frenetica dei videogiochi moderni, tuttavia queste meccaniche incredibilmente non stufano. Questo è dovuto probabilmente alla qualità e alla cura per i dettagli riposta da Rockstar per ogni singolo elemento, cura che oggettivamente non si era mai vista in nessun gioco in precedenza. Il mondo di gioco e vivo e pulsante, vagando per la mappa vi sono una serie di eventi casuali che vi porteranno lontano dal sentiero e ciò che stupisce è che questi eventi mantengono un elevato livello qualitativo ed ognuno è diverso dall’altro. Lo shooting è indubbiamente macchinoso, ma rende l’idea dei mezzi di cui le persone erano a disposizione alla fine del diciannovesimo secolo.

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Comparto Tecnico

Ed è qui che RockStar ha probabilmente fatto il miracolo. Come accennato la cura maniacale per i dettagli è ciò che rende Red Dead Redemption 2 un capolavoro indiscusso. La qualità delle animazioni è semplicemente da spacca-mascella: i muscoli (o i testicoli) del cavallo che si muovono a ritmo della cavalcata, il cappello che vola se viene colpito da un proiettile o semplicemente se si cade per terra, il sangue di un animale cacciato che cola sulla spalla di Arthur mentre si trasporta. Queste sono solo una piccolissima parte delle incredibili cose che vi potrebbero capitare di notare durante le vostre sessioni di gioco e per un’amante di videogiochi sono gli elementi che fanno la differenza.

La grafica poi ha dello stupefacente. Gli effetti di luce riescono a creare scenari fotorealistici e la qualità generale di texture e modelli poligonali è probabilmente il massimo che possano raggiungere le console di attuale generazione. In tutto ciò quindi stonano i modelli dei visi che non raggiungono i picchi qualitativi di altri giochi contemporanei anche se rimangono comunque godibili.

In questo contesto quindi si possono comprendere e tollerare la presenza di vari bug e glitch che comunque non inficiano (quasi) mai nello svolgimento della missione.

Infine il comparto sonoro è semplicemente perfetto. I suoni della foresta, della città o di qualsiasi elemento presente nel gioco è stato sottoposto ad una cura maniacale per renderlo il più fedele possibile ai suoni reali. L’enorme varietà di tracce musicali è completamente in linea con il vecchio West anche se forse non risultano essere particolarmente memorabili.

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Red Dead Redemption 2 non rivoluziona il genere degli Open World, ma lo porta probabilmente al suo massimo picco qualitativo. La cura maniacale per i dettagli è ciò che stupisce di più ma anche trama e gameplay sono indubbiamente confezionati alla perfezione.

Nonostante ciò non lo consiglierei mai a tutti: la scelta di stile lenta e macchinosa può essere sia amata che odiata, sta a voi decidere se il gioco vale la candela.

Red Dead Redemption 2

9.8

Trama

9.8/10

Gameplay

9.5/10

Comparto video

10.0/10

Comparto Audio

10.0/10

Pros

  • Animazioni semplicemente sublimi
  • Storia ben scritta e profonda
  • Mondo di gioco immenso e variegato
  • Si contrappone ai ritmi eccessivamente veloci dei giochi odierni...

Cons

  • ... ma ciò potrebbe non essere apprezzato da tutti
  • Qualche bug di troppo