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Una modesta riflessione sull’accaduto

Rieccoci a un appuntamento ormai consueto: le polemiche che ruotano intorno ai videogiochi. Con sfumature più o meno diverse, l’immancabile star del red carpet dell indignazione è sempre lei: la violenza…Tuttavia, così come flebili e dalle argomentazioni praticamente assenti sembrano essere le opinioni dei detrattori del videogioco, purtroppo anche gli appassionati difensori del medium videoludico non sembrano dimostrare tanta più competenza nell’argomentare le proprie affermazioni, che non si discostano dal semplice, solito e buon vecchio “è solo un videogioco”, seguito a ruota dall’amatissimo “la gente se la prende troppo”. Cerchiamo quindi di non prendere posizioni estreme – per quanto anche la sottoscritta sia videogiocatrice incallita – ma di esaminare la situazione e trarre conclusioni (personali: inevitabilmente!) basandoci su più materiale possibile, dai fatti alle domande e ai dubbi che possono sorgere a seguito dell’accaduto.

I fatti

Lo YouTuber Shirrako carica una serie di video gameplay del titolo appena uscito sul mercato Red Dead Redemption 2, fra cui una manciata che riportano nel titolo la parola “feminist”. Nel gioco, infatti, fra i personaggi non giocanti è presente una signora che manifesta per i diritti al voto delle donne in mezzo a una piazza. Il giocatore in questione commette una serie di violenze sulla manifestante: la lega al lazzo trascinandola in giro, la getta in pasto a un coccodrillo e a dei maiali, la picchia e la fa cadere da uno strapiombo all’interno di una grotta. Questo scatena le ire di alcuni e alcune utenti, con la conseguente rimozione del video da parte della stessa piattaforma YouTube. Pochi giorni fa, però, i video sono riapparsi sul canale di Shirrako, poiché non sembrano aver violato alcuna delle direttive imposte dalla piattaforma.

Stile, personaggio, comicità: il politically incorrect

Dando una rapida occhiata agli altri video caricati da Shirrako, specialmente quelli a tema Red Dead Redemption 2, si notano titoli molto simili a quelli con protagonista la manifestante femminista: “Beating Up Gay Vampire”, “Deporting A Mexican”, “Beating Up Chinese Man”, “Man Married Sheep & Slept With it”. Sembra che lo YouTuber abbia deciso di portare avanti questa tipologia di azioni e comportamenti, evidenziando non tanto nel video quanto nei loro titoli un aspetto della natura di questi personaggi maltrattati, dal loro orientamento sessuale alla loro nazionalità. Come mai? Forse perché la semplice violenza su personaggi privi di tratti ben definiti non avrebbe attirato abbastanza pubblico? Può darsi. In fondo, un lavoro simile richiede anche una certa abilità da parte dello YouTuber di attirare quanta più audience, possibilmente cercando di restare fedele al titolo nel contenuto del video. Shikkaro sembra aver voluto intraprendere la strada del politically incorrect, percorsa spesso – per esempio – dalla figura dello stand-up comedian, attore o attrice di cabaret che tratta volutamente temi scomodi e delicati per intrattenimento. I suoi titoli di dubbio gusto sembrano quindi chiaramente studiati per il tipo di impronta comica che il creatore di contenuti ha deciso di dare al suo canale.

Se però Shikkaro si può ritenere abbastanza facilmente “scagionabile”, c’è un altro aspetto da considerare prima di tornare a gridare alla troppa suscettibilità dei non-giocatori…

Dare una femminista in pasto ai maiali è praticamente cannibalismo per questi ultimi” (tra le risposte: “Amico, mettere a confronto una femminista e un maiale è offensivo. I maiali non se lo meritano!“); “Stai facendo il lavoro che avrebbe dovuto fare Dio – questi sono alcuni dei commenti che si possono leggere sotto ai video riguardanti la violenza sull’NPC femminista.

Lo Scudo dell’Invulnerabilità: “è solo un videogioco”

Viviamo in un mondo fatto di simboli, segni e icone. Una placca con l’immagine stilizzata di una donna appesa alla porta della tua toilette pubblica non è “solo un pezzo di plastica con alcune figure geometriche stampate sopra”. Siamo noi esseri umani a dare un significato ben preciso a quel disegno, lasciando che ci indichi il luogo corretto in cui recarci, così come lasciamo che un semaforo – o meglio, una triade di colori – detti le nostre azioni quando siamo alla guida. Perché manifestanti e rivoltosi imbrattano statue e sculture delle città principali in cui si trovano? Seguendo la stessa logica di alcuni utenti, se un giorno il mondo si svegliasse con la Statua della Libertà coperta di vernice rossa, non ci sarebbe da preoccuparsi: è solo un grande pezzo di acciaio e rame che qualcuno ha colorato.

Il videogioco è un prodotto artistico di intrattenimento composto da immagini in movimento, colori, suoni e interattività, e come tale porta con sé una serie di simboli, segni, icone e significati che non sempre vengono recepiti e letti dai suoi utenti nello stesso modo. Lo stile dello YouTuber può piacere o non piacere, lo si può ritenere geniale o semplicemente di cattivo gusto, proprio come uno stand-up comedian: ogni utente possiede un livello di sensibilità più o meno alto quando vengono tirati in ballo temi scottanti e discussi in prodotti di intrattenimento, un po’ come una soglia del dolore che varia da persona a persona. Ciò che invece potrebbe spaventare, o lasciare confusi e confuse, è proprio la reazione di molti spettatori dei video incriminati: oltre a dimostrare ancora una volta quanto sia facile appropriarsi di un concetto e di un movimento importante come quello femminista per distorcerne il significato e l’accezione, gli autori di tali commenti provano una cosa. Che spesso, lo spazio riservato ai commenti di questo genere di video (che di nuovo: può piacere o meno) si trasforma in un’area libera da censure dove poter esprimere opinioni…reali? Cosa porta un individuo a scrivere commenti così carichi di violenza e odio? Io che arrivo a leggere un commento simile, dovrei prendere le tue parole poco sul serio, dal momento che stiamo sempre parlando “soltanto di finzione”…o dovrei preoccuparmi?

Se il videogioco è solo un videogioco, come mai proprio gli stessi incalliti sostenitori della “finzione!” del prodotto, sono coloro che indirizzano gli insulti verso il reale movimento femminista, quello presente nel nostro mondo? Perché anche loro, come tutti noi inconsciamente facciamo, hanno letto questa serie di simboli e significati al di là del semplice videogioco, finendo per prendersela con ciò che il personaggio simboleggia…nel nostro mondo.

Per concludere

La serie di video incriminati erano chiaramente parte di uno stile ben preciso che il creatore di contenuti Shikkaro sta portando avanti sul suo canale – ovvero, maltrattare qualsiasi personaggio gli capiti a tiro evidenziandone nel titolo orientamento sessuale, pensiero politico, nazionalità, allo scopo di seguire un filone d’intrattenimento, quello della scorrettezza politica. Non dovremmo però meravigliarci se la sensibilità di qualcuno viene urtata: la realtà non è oggettiva, e la lettura di un significato così controverso come il maltrattamento di un personaggio femminista per il solo fatto di essere tale causerà le reazioni più disparate – perché non si tratta “solo di un videogioco!”, bensì di un insieme di simboli e significati. Ciò che scegliamo di fare della lettura che diamo loro, è un’altra storia: c’è chi solleva un polverone, c’è chi lo trova comico.

Una conclusione sulla mia personale visione della faccenda: è stata una mossa corretta quella di ripristinare la visibilità dei video dello YouTuber, a cui auguro di poter continuare indisturbato a giocare come preferisce, ma ogni volta che si verifica un fatto simile la community di giocatori manifesta un’aggressività tale e una capacità di ragionamento così scarsa per cui riesco a spiegarmi, a malincuore, come mai il mondo del gioco digitale e soprattutto chi lo bazzica siano ancora presi così poco sul serio.