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Le origini dell’orrore, 20 anni dopo.

Non mi ritengo una veterana della serie di Biohazard, ma Resident Evil 2 Remake è uno dei videogiochi del 2019 che attendo con più trepidazione. Devo confessarvi un segreto: non ho mai toccato la maggior parte degli episodi della saga e Resident Evil 5 è stato il primo a cui ho giocato. Ora capite perché non sono una fan di vecchia data della famosa serie firmata Capcom. Immagino che vi sorga spontanea una domanda: ma allora perché attendi con ansia Resident Evil 2 Remake se, praticamente, non sei mai venuta a contatto con i giochi storici della saga?

Già, purtroppo non ho mai avuto l’occasione di giocare i primi titoli di Resident Evil, quelli che hanno fatto davvero la storia e messo delle solide basi per il continuo della saga. Dopo aver giocato Resident Evil 5, tutto in cooperativa a schermo condiviso con mio fratello, ho iniziato a provare un forte interesse per questa tanto misteriosa quanto oscura saga. Dopo aver impersonato Sheva per un bel po’ di tempo ho dunque deciso di scavare nelle origini, iniziando ad informarmi sulla trama di Resident Evil dal principio. Con l’aiuto di libri (perché sì, esistono anche dei libri che raccontano più o meno fedelmente la trama dei primi giochi della serie), recensioni, speciali e soprattutto gameplay e video su YouTube sono riuscita a mettere insieme tutti i pezzi e ricostruire la trama completa dei Resident Evil, giocando poi il 6 e il 7 alla loro uscita.

Ovviamente ricostruendo la storia in questo modo essa non sarà mai dettagliata e precisissima come invece accade se si vive in prima persona, ma le informazioni che ho raccolto mi sono bastate per farmi incuriosire soprattutto sul secondo capitolo. Esatto, Resident Evil 2, il gioco che senza ombra di dubbio è il preferito della maggior parte dei fan della saga.

Cosa mi attira di questo gioco? In primo luogo l’ambientazione. Trovo che la stazione di polizia di Raccoon City sia perfetta per un gioco di questo genere. Pensando ad un luogo dove vive e opera la polizia mi verrebbe da pensare ad un porto sicuro e inespugnabile, che invece è caduto in ginocchio sotto un virus pericoloso e sconosciuto, schiacciato dall’ira degli zombie. In poche parole nemmeno le forze dell’ordine sono state in grado di fermare l’invasione e ciò suggerisce che la situazione è davvero critica. Riuscirò io, piccola e neofita giocatrice, a impersonarmi in Leon e Claire e uscirne vittoriosa? O meglio, sopravvissuta?

La seconda cosa che apprezzo della trama di Resident Evil 2 sono i personaggi, la loro storia e i rapporti che instaurano nel corso dell’avventura. Claire Redfield parte alla volta di Raccoon City alla ricerca del fratello, da sola. Fin dal principio si capisce che Claire possiede una personalità forte, è coraggiosa e se si prefissa un obiettivo nulla la può fermare. E poi c’è Leon Scott Kennedy, un poliziotto al suo primo giorno di lavoro che ha avuto la sfortuna di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Provate a pensarci: è il vostro primo giorno di lavoro come poliziotto, il lavoro che avete sognato da una vita, che avete sudato e faticato per ottenerlo e che ora finalmente è vostro. Ma poi, che succede? Il primo giorno tutto il vostro entusiasmo e buoni propositi vengono travolti da un’apocalisse zombie. Di certo non il migliore degli inizi.

Abbiamo dunque Claire Redfield e Leon Kennedy, due perfetti sconosciuti che si trovano costretti a collaborare per cercare di non finire a miglior vita o, ancora peggio, trasformati in uno di quei esseri ripugnanti. Si incontreranno e cercheranno di trovare una soluzione insieme, ma il destino ha già scelto altro per loro. Infatti, poco dopo il loro incontro, saranno costretti a separarsi e prendere strade diverse, da soli. A questo punto le loro storie si incroceranno a loro volta con altri personaggi e sia Claire che Leon avranno i loro bei grattacapi da risolvere.

Secondo il mio modesto parere la situazione di Claire è molto più difficoltosa rispetto a quella di Leon, senza nulla togliere al poliziotto. La giovane Redfield, oltre che cercare di sopravvivere al terribile mutante T-103, la cui missione consiste nel recuperare il virus-G, e all’infettato e di conseguenza mutato William Birkin (parecchio arrabbiato!), dovrà anche prendersi cura della piccola Sherry Birkin. Claire non dovrà solo proteggere Sherry, ma dovrà anche cercare di tenerla il più possibile lontano dalle atrocità che si consumano nei sotterranei della stazione di polizia di Raccoon City. Leon invece, tra zombie e mutanti che faranno di tutto per farlo diventare il loro pasto, avrà un altro bel problemino da affrontare, ovvero Ada Wong. Il poliziotto scoprirà ben presto che l’affascinante e misteriosa donna è una dei cattivoni della situazione, ma ovviamente se non ci si mettono anche i sentimenti non siamo contenti! Ada si innamorerà ben presto dell’affascinante poliziotto, complicando così la vita al povero Leon. Non gli bastavano un virus, mutanti e un numero non identificato di zombie? A quanto pare no, ma forse non è del tutto colpa sua.

Ed ecco svelato l’arcano: perché attendo con trepidazione questo Resident Evil 2 Remake? Perché finalmente ho la possibilità di vivere in prima persona quello che fin ora ho vissuto solo sulla carta o attraverso dei gameplay su YouTube, immaginando come avrebbe potuto essere all’epoca giocare un gioco di tale portata. Ora l’immaginazione lascerà ben presto spazio alla realtà, dove potrò immergermi in un’ambientazione pericolosa ed oscura, immedesimandomi in due personaggi chiave della saga e vivendo le origini della loro storia.

Appuntamento al 25 gennaio 2019 con Resident Evil 2 Remake!