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Il ritorno di un grande classico dell’horror.

Sono passati quasi 21 anni dall’uscita di Resident Evil 2, titolo che ha segnato un vero e proprio spartiacque per l’industria videoludica grazie alle oltre 5 milioni di copie vendute solo su Playstation. Proprio per questo grande successo di pubblico e di critica, Capcom ha deciso di riproporci un remake del titolo. Sarà stata all’altezza delle aspettative?

Storia

La storia di Resident Evil 2 penso che sia ormai nota a tutti. Non mi dilungherò oltre nel raccontarla, ma sappiate che questo remake altera alcuni particolari importanti. Saranno introdotte alcune locazioni inedite, come il distributore di benzina che funge da tutorial proprio all’inizio dell’avventura e viene inoltre approfondita la personalità e il ruolo di alcuni personaggi secondari come il tenente Marvin o il venditore d’armi di Raccoon City, che verranno ulteriormente approfonditi nei DLC in previsione per questo febbraio.

Leon a Claire

I nostri due protagonisti si apprestano a vivere la notte più impegnativa della loro vita. Ne usciranno vivi?

Gameplay

Il Gameplay del gioco è sicuramente la parte che più ha subito un restyling. Essendo una reinterpretazione del secondo capitolo della saga non avremo una copia 1 a 1 del gioco, ma la collocazione e il numero dei nemici e degli oggetti varieranno dall’originale. Anche molti enigmi saranno stravolti, sostituiti o addirittura assenti rispetto alla versione del ’98. Una delle prime cose che saltano all’occhio è il cambio di impostazione della telecamera, da fissa con fondali prerenderizzati, a mobile dietro le spalle del protagonista. La sensazione che restituisce la nuova inquadratura è molto da “sparatutto in terza persona”, ma, superato il primo impatto, questa scelta contribuisce notevolmente nell’immersione dell’esplorazione. Ovviamente anche il puntamento dell’arma è stato rivisto: abbandonato il sistema a tre vie (puntamento alto, medio e basso), si è passati al classico mirino con il quale è possibile puntare parti specifiche del corpo, indispensabile a livelli più difficili. I salvataggi saranno gestiti in due modi: il gioco salverà automaticamente al raggiungimento di alcuni checkpoint, ma saranno sempre presenti le macchine da scrivere disseminate nella mappa con il quale salvare manualmente. Solo a livello di difficoltà più elevato necessiteranno dei nastri di inchiostro per essere utilizzate. Sono inoltre state eliminate anche le schermate di caricamento tra una stanza e l’altra che nell’originale venivano nascoste dall’animazione dell’apertura della porta. In questo remake l’azione sarà più fluida e non verrà interrotta da tali schermate. Per il resto il feeling che restituisce questo remake è il medesimo che permeava l’originale, accentuato dal numero e dalla fluidità di movimento degli zombie che questa volta rendono molto l’idea di orda incontrollabile. La difficoltà è ben calibrata restituendo un livello di sfida mai banale o poco interessante, in particolare a livello più elevato, dove i salvataggi automatici saranno disattivati, si dovranno trovare i nastri per la macchina da scrivere e gli zombie necessiteranno di interi caricatori per essere abbattuti. Il remake può essere completato comodamente in meno di 10 ore, ma l’esperienza di gioco è arricchita dalla presenza delle due campagne (Leon e Claire), dalla possibilità di giocare una strada alternativa una volta terminato il gioco che ci darà l’opportunità di affrontare un boss segreto e di vedere un finale alternativo. A questo si aggiungono sfide che vengono rilasciate periodicamente e i DLC gratuiti già in arrivo. Direi un piatto più che soddisfacente.

La campagna di Leon riserva alcune sorprese rispetto alla versione originale del titolo. L’impatto grafico è pazzesco.

Tecnica

Resident Evil 2 Remake è mosso dallo stesso motore grafico del settimo capitolo della saga, il RE Engine, che già allora ci aveva positivamente colpito. In questa nuova opera, però, gonfia i muscoli e, complice l’impietoso confronto con l’originale del ’98, restituisce una grafica sbalorditiva. Effetti di luce, particellari e effetti volumetrici sono una gioia per gli occhi e sembrano non pesare minimamente sul rendimento della fluidità. La quantità poligonale è non trascurabile e tutti i modelli sono molto convincenti. Il sistema dei danni degli zombie è realizzato in maniera magistrale: ad ogni colpo vediamo il cadavere ambulante di turno perdere i pezzi e ferirsi credibilmente in base all’arma e al colpo subito. L’audio è ottimo con suoni ottimamente campionati e credibili. Le musiche sono ben realizzate e crescono nel concitarsi dell’azione, mai risultando invasive, ma amalgamandosi perfettamente alla scena. D’impatto anche la canzone finale. La recitazione è buona, con espressioni credibili e mai sproporzionate, corredata da un doppiaggio italiano ottimo.

Anche la campagna di Claire ha interessanti aggiunte nella trama e nel gameplay.

Conclusioni

Siamo difronte al miglior remake che io ricordi. Il perfetto equilibrio tra rispetto dell’opera originale e bisogno di innovazione e cambiamento. Le meccaniche che hanno reso Resident Evil 2 un grande gioco, come la necessità di centellinare le munizioni, gestione sapiente dell’inventario e esplorazione al cardiopalma, ci sono tutte e sono state approfondite. Tutte quelle meccaniche pesanti , come il movimento “a carro armato”, la “schivabilità” degli zombie e la mancanza di recitazione sono state riviste, tagliate o migliorate. Forse la maggiore dinamicità del gioco restituisce la sensazione che l’avventura  sia più breve rispetto all’originale, ma le diverse campagne , le route alternative e le sfide aggiungono ulteriore carne al fuoco.

Residente Evil 2 Remake

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9.3

Gameplay

9.0/10

Comparto Video

9.5/10

Comparto Audio

9.5/10

Pros

  • È Resident Evil 2 in tutto e per tutto...
  • ...Ma con molte innovazioni.
  • Tecnicamente eccellente
  • Compare in una finestra temporale in cui si sentiva il bisogno di questo genere di prodotti

Cons

  • La nuova impostazione può darci la percezione di un gioco breve
  • Alcune scelte di game design, come la non obbligatorietà dei nastri d'inchiostro, potrebbero essere discutibili