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Quando poesia e arte si intrecciano.

Chi tra noi non ha mai sognato di fuggire dall’ansia e dai problemi della vita reale rifugiandosi in un mondo incantato? Tutti ci abbiamo pensato almeno una volta, per i motivi più diversi e, spesso, anche per i più sciocchi. Ma se la tua realtà quotidiana è fatta di guerra e bombe, rifugiarti nella fantasia è tutto ciò che ti rimane.

Queste le premesse da cui parte Silence: The Whispered World 2, avventura punta-e-clicca pubblicata nel 2016 da Daedalic Entertainment, casa di sviluppo tedesca già nota per la saga di Deponia (2012-2016) e per The Whispered World (2009), di cui questo gioco è il sequel.

Trama

Noah, già protagonista del primo capitolo della serie, e sua sorella minore Renie vivono in un paese tormentato dalla guerra. Durante un bombardamento, i due bambini si nascondono in un rifugio di fortuna. Cercando di distrarre la sorellina da ciò che avviene all’esterno, Noah le narra di Sadwick il clown depresso e di Silence, il fantastico mondo in cui egli vive. E proprio qui i due vengono catapultati quando il loro rifugio viene colpito dalle bombe, tra un gruppo di ribelli che lotta per la libertà e la Falsa Regina, che tiene in pugno il mondo grazie ai Seekers, temibili creature mostruose. Renie è entusiasta di trovarsi in questo mondo fatato, ma Noah ha già visitato Silence e sa quale segreto è celato in questo sogno. Riusciranno i due a tornare alla realtà? Ma soprattutto, vogliono davvero tornare?

Gameplay

Come ogni avventura di questo genere, il gameplay di Silence è fatto di esplorazione e analisi di ogni elemento presente sullo schermo per riuscire a superare enigmi e avanzare nella storia. La monotonia di queste azioni è ben spezzata dall’inserimento di alcune meccaniche particolari. Ecco quindi che bisognerà aiutare Noah e Renie a tirare pesanti oggetti trascinandoli col mouse o impedire che caschino durante l’azione mantenendoli in equilibrio su barili galleggianti.

A rendere più “frizzante” il tutto contribuisce anche il piccolo bruco muta-forma Spot, che aiuterà i due protagonisti cambiando aspetto a seconda della situazione. Aspetto negativo del gameplay è l’assenza di un inventario, che limita le azioni del giocatore a cliccare semplicemente su ciò che è presente nell’area di gioco in quel momento. Ciò comporta che gli enigmi sono tutti piuttosto semplici, nessuno mette davvero alla prova il giocatore. Con l’avanzare della storia al giocatore saranno lasciate varie scelte. Tuttavia, esse risultano ininfluenti ai fini di trama, ma servono soltanto ad ascoltare un dialogo piuttosto che un altro. Fa eccezione, naturalmente, l’ultima scelta, che apre a due finali alternativi.

Spot, il bruco muta-forma

Comparto tecnico

Dal punto di vista puramente visivo, è difficile non rimanere incantati da Silence e dalle sue ambientazioni. I modelli 3D dei personaggi sono molto ben realizzati, ma soprattutto non cozzano con gli sfondi in 2D come spesso succede. Questo è dovuto principalmente al fatto che gli sfondi stessi sono costruiti su più livelli, i quali si muovono a velocità diverse man mano che il punto di vista cambia, aumentando la sensazione di profondità. I movimenti dei personaggi sono piuttosto fluidi e le animazioni sono quasi tutte ben curate (tuttavia ce ne sono alcune abbastanza legnose).

Un Seeker, creatura al servizio della Falsa Regina

Le ambientazioni sono veri e propri lavori artistici. Non importa che si tratti di maestose città cadute in rovina, di un tetro bosco, di una nave in mezzo al mare o di un faro su un’isola rocciosa. Tanto piacere per gli occhi, però, ha un prezzo. Ad ogni cambio di location, infatti, corrisponde un caricamento di qualche secondo, circa 5 la maggior parte delle volte.

La colonna sonora non è da meno, incalzante nelle scene di azione e calma laddove deve esserlo, non lascia mai il giocatore, specchio sonoro perfetto della poeticità che pervade l’intero titolo. Tra le lingue disponibili manca purtroppo l’italiano. Il doppiaggio (perlomeno quello inglese) è l’unica grande pecca dal punto di vista tecnico. Spesso troppo piatto e inespressivo, in alcuni momenti finisce per ammazzare la tensione o rovinare il pathos creato dalla situazione.

Pur con i suoi difetti, tuttavia, Silence: The Whispered World 2 resta un gioco validissimo. Daedalic ha voluto alzare l’asticella con questo titolo, conferendogli, oltre ad un’ottima facciata, anche una profondità espressiva e un messaggio di fondo piuttosto importante. I protagonisti sono ben caratterizzati e presentano un’interessante evoluzione (seppur lieve) col proseguire della trama. Due fratelli legati da un legame che non si può spezzare. Come dicono loro, “due nuvole in un giorno di vento: non importa quanto il vento ci separi, ci incontreremo all’oceano”.

Silence: The Whispered World 2 è un must-have per gli amanti dei punta-e-clicca e per chi non sa fare a meno di belle storie. Un titolo che fa della poeticità e dell’artisticità il suo punto di forza, sacrificando la difficoltà degli enigmi e del gameplay per una narrazione più semplice e lineare. Una favola che stupirà chi sarà disposto a calarsi nei panni dei personaggi, ma anche una storia triste per chi saprà guardare al di là del sogno che Noah e Renie stanno vivendo e riuscirà a comprendere cosa tornare alla realtà significhi davvero.

Silence: The Whispered World 2

8.7

Trama

9.0/10

Gameplay

8.0/10

Comparto Tecnico

9.0/10

Pros

  • Trama coinvolgente
  • Modelli 3D ben curati
  • Ambientazione mozzafiato
  • Personaggi ben caratterizzati
  • Difficoltà non elevata

Cons

  • Doppiaggio spesso troppo inespressivo
  • Assenza della lingua italiana
  • Livello di sfida praticamente assente