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Hi-tech, what else?

Aspettativa o hype: un concetto seriamente difficile da mettere a fuoco nel contesto tecnologico odierno e nel mondo ultraveloce e cangiante in cui tutti viviamo. Stare al passo ma al tempo stesso non rimanere delusi dalle coccole delle promesse dell’industria hi-tech (e non) è diventato difficile come leccarsi un gomito – senza romperselo ovviamente -. Qualsiasi azienda vuole rimanere sulla cresta dell’onda e fin troppo spesso punta a questo obiettivo promettendo l’impossibile. In altri casi invece non si ha neanche la necessità di innovare o proporre alcunchè di nuovo – qualcuno ha sentito parlare di una certa Intel? – poichè l’utenza è fin troppo assuefatta alla solita minestra da non volere altro che quella.
A fronte di questo incipit, stilare le aspettative più succulente del 2019 rimanendo con i piedi per terra non è stato affatto semplice, anche solo per non divagare in singoli prodotti lanciati sul mercato.

La connettività 5G

Tutti la conosciamo, tutti la attendiamo e tutti gli operatori telefonici stanno iniziando a predisporre i ripetitori per il grande debutto della rete mobile consumer più veloce di sempre. I vantaggi del 5G non saranno da ricercare solo sulla velocità di connessione, ma anche nella qualità della stessa con una riduzione della latenza nelle comunicazioni. Secondo un’indagine della Commissione Europea del 2016, nel 2025 i benefici che il 5G apporterà in alcuni settori – come automobili, sanità, trasporto ed energia – sono stimati in 113,1 miliardi di euro. Le aspettative sono decisamente importanti.
Dopo la città ultraconnessa prototipo di Samsung, gli altri colossi, in primis Intel, sono stati costretti a rincorrere il gigante coreano per evitare di essere surclassati. Naturalmente saranno disponibili notebook, smartphone e i classici adattatori USB per accedere alle potenzialità del 5G ma si stima che nel 2019 la maggior parte degli utenti rimarrà ancorata ancora alla vecchia generazione LTE. Sicuramente i primi dispositivi compatibili non saranno a basso prezzo ma così funziona il mercato baby!

Domotica e home automation

echo home

È stato l’anno della linea Google home e Echo di Amazon ma questo è solo l’inizio del percorso della domotica mainstream. Sono sicuramente delle belle idee per rendere più family friendly un’infrastruttura complessa e articolata come l’home automation, ma la strada è ancora lunga. Solo da poco sono in commercio dispositivi che permettono di attivare il teleriscaldamento – come le valvole smart per i sistemi a riscaldamento centralizzato o i termostati Wi-Fi per quelli autonomi -. I costi sono ancora relativamente alti ma ci si aspetta, anche personalmente parlando, un netto calo dei prezzi nell’anno che viene. Questo dimostra un mercato appena avviato ma con un notevole potenziale sia in termini economici quanto in interesse dell’opinione pubblica.
Lo step immediatamente successivo è quello dell’integrazione con i dispositivi IoT (Internet of Things, ndr) che dovranno necessariamente rimanere al passo con lo sviluppo delle funzionalità. L’ampliamento di queste ultime è una sfida non di poco conto per l’industria hi-tech che finora si è limitata ad aggiungere feature di infimo interesse; per esempio una videocamera all’interno di un frigo della Samsung per permettere di vedere in tempo reale la presenza di maionese e carote, entrambe scadute da tempo immemore. L’utenza vuole cose utili, non fotocamere nella lavastoviglie!

L’Internet of Things

iot

Come detto nella domotica, una casa veramente intelligente è in grado di comunicare con gli elettrodomestici. L’IoT ci corre in soccorso ma fino ad ora si è rivelato essere un coacervo di standard proprietari, falle di sicurezza e caratteristiche per il singolo dispositivo praticamente inutili (vedi il frigo di cui sopra). La fine alla corsa alla supremazia di uno standard proprietario rispetto ad un altro, con la creazione di un protocollo comune, eliminerebbe concorrenza sul “linguaggio” da usare e ci si concentrerebbe sulle cose veramente importanti come la sicurezza e il miglioramento delle funzionalità. Questa lotta è ovviamente a carico dei consumatori in quanto è prettamente una guerra a suon di numeri: più uno standard è diffuso e più acquista importanza. Non ci si basa sulla qualità ma solamente sulla diffusione. Celebre fu il caso del BluRay della Sony contro gli HD-DVD della Toshiba: poichè la Sony è riuscita ad imporre lo standard grazia a PS3, tutta l’industria cinematografica è stata costretta ad adattarsi, ma ciò non significa che fosse il miglior supporto ottico.
L’auspicio più grande che si possa avere nel 2019 è quello dell’adozione di un protocollo open source, con base Linux, in cui tutti di colossi possano ritrovarsi. Una proposta c’è già: EdgeX Foundry della Linux Foundation. Ma si sa, sono un sognatore…

Schermi pieghevoli: smartphone e TV

LG Oled

Se ne parla già da tempo ma solo nel 2019 sugli scaffali arriveranno questi aggeggi che oramai superano anche la più fervida fantasia. Samsung con il Galaxy F e LG con l’OLED R Signature saranno gli apripista a quella che sembra essere una rivoluzione nel modo di concepire un generico schermo. Lo schermo pieghevole mi appariva, all’inizio, come solo un capriccio dell’industria hi-tech per spingerti a comprare qualcosa che avevi già; ora sono solo scettico e non del tutto critico. La possibilità di avere in tasca sia uno smartphone sia un tablet è un’idea affascinante quanto bizzarra. Al tempo stesso avere una TV arrotolata nello zaino (a prescindere dal peso e dalla potenza nelle spalle per reggere tale forza) è qualcosa di assolutamente formidabile. Com’è giusto che sia, un’esclusiva così grande ha un costo anche molto grande. Samsung ha prezzato il suo dispositivo a circa 1500€ mentre per quanto riguarda LG non si hanno fonti certe.
L’aspettativa è alta proprio per ciò che si promette: una rivoluzione. Lo scettiscismo arriva quando ragioniamo sull’affidabilità di tali schermi: a quante piegature reggeranno? Si perderanno sfumature cromatiche a suon di richiuderli e aprirli? Il costo è giustificato o saranno esclusivamente dei dispositivi “capricciosi”? Non ci resta che attendere.

AMD, Intel e Nvidia nello scontro CPU/GPU

amd intel nvidia

AMD, tornando competitiva, ha donato nuova linfa vitale al mercato CPU e ravvivato la concorrenza su quello GPU sfornando ottimi device nel 2018. Con la serie Ryzen è riuscita a far breccia nell’utenza scettica e a rilanciare un marchio che sembrava destinato all’oblio. Al CES (Consumer Electronic Show) ha presentato i nuovi Ryzen 3000 basati sull’architettura Zen 2 e sul processo produttivo a 7nm. Stesso sviluppo anche per la Radeon VII che si fregia di essere la prima GPU ad essere prodotta con un simile processo produttivo. Tuttavia nel 2019 non deve sedersi sugli allori poichè la concorrenza è spietata quanto agguerrita.
Sotto il punto di vista CPU, Intel è pronta a sfidare i nuovi Ryzen aggiungendo nuove CPU alla già affollata nona generazione desktop. Inoltre ha intenzione di migliorare la resa delle CPU migliorando l’architettura ibrida a 10nm, con nome in codice “Lakefield”, modificando il packaging e aumentando le collaborazioni nell’ambito notebook e mobile gaming.
Dal punto di vista GPU, Nvidia vuole mantenere salda la sua leadership con la GeForce RTX 2060 presentata al CES. Rispetto alla generazione precedente, la 1060, promette fino al 60% di prestazioni in più con un aggiornamento del multiprocessore dedito allo streaming. Alla partita GPU si unisce anche Intel che promette interessanti novità per tutto il 2019 fino ad arrivare al 2020 in cui dovrebbero debuttare le sue GPU high-end.
Si prospetta un 2019 decisamente ricco di colpi di scena.

E il gaming?

joypad

Le notizie su PS5 e Xbox 2 (nome assolutamente provvisorio e non ufficiale, ndr) sono, al momento, solo rumors. Sony e Microsoft rimangono entrambe ben abbottonate riguardo alla possibilità d’uscita delle rispettive console ma si sa che sono in sviluppo. Per il 2019, tuttavia, si prospetta un rincorrersi di notizie atte a far aumentare l’hype per entrambe le console e per preparare il mercato all’esordio, molto probabilmente datato 2020. Le specifiche sono del tutto oscure ai media, ma se si manterranno gli accordi presi per PS4 e Xbox One AMD sarà la produttrice tecnica dell’hardware.
E Nintendo? Stando alle ultime esternazioni del presidente Shuntaro Furukawa, Nintendo potrebbe smettere di produrre console in un futuro non meglio specificato. In tutto il 2019 Nintendo sarà impegnata sicuramente a migliorare il software e le uscite per Switch, però nessun segnale per quanto riguarda una post-Switch. Insomma godetevi la Switch poichè “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”.

Non ci resta che attendere fiduciosi il 2019 e sperare di non rimanere delusi da un’industria che punta sempre di più ai nostri soldi piuttosto che all’innovazione.