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E’ passato piu di un mese dall’uscita del gioco e dopo più di 100 ore passate sopra (e con molte quest alle spalle) sono pronto a dire la mia a riguardo. Premetto che, per la parte tecnica, la recensione si riferisce a il gioco su PC settato a dettagli ultra. Ecco a voi The Witcher 3: la recensione .

In generale

The Witcher 3

Parlare del titolo dei CD Project non è la cosa più facile del mondo proprio per la quantità di contenuti che introduce. Ammetto di aver tardato un po’ per averne un giudizio per quanto possibile oggettivo.
The Witcher 3 è un rpg open world, una combinazione in grado di mandare in visibilio la maggior parte degli appassionati, ma è una lama a doppio taglio, come altri prodotti hanno dimostrato. Vestiremo i panni di Geralt di Rivia, uno strigo, un cacciatore di mostri e della sua figlia adottiva Ciri. Le vicende iniziano esattamente dove erano terminate quelle del precedente capitolo ma, per tutti quelli che non l’hanno giocato, non temete: tramite una comoda opzione che simula un salvataggio esistente, si potrà generare un background delle nostre scelte rispondendo a delle domande. Si viene catapultati cosi nella vicenda dark fantasy ambientata nel mondo creato da Sapkowski. Le prime due cose che saltano all’occhio sono la recitazione e il paesaggio. La recitazione è magistrale, credibile e piacevole, doppiata epicamente e ben caratterizzata. Non mi riferisco solo al personaggio principale, ma anche alle centinaia (ribadisco per l’enfasi CENTINAIA) di PnG presenti nel gioco. Il paesaggio è quanto di più credibile ci sia in un open world. La scelta della disposizione della vegetazione, i giochi di  luce e l’urbanistica sono anniluce avanti rispetto quanto visto fin’ora. Ci ritroveremo, spinti dalla quest principale, a vagare per diversi paesaggi che vanno da piccoli borghi di paese, a grandi città medievali, a isole montuose e innevate o tetri e spaventosi boschi. La varietà di ambientazioni, tutte caratterizzate con una fauna e una flora realizzate in maniera divina, ci faranno compagnia per una mappa grande 3,5 volte quella di Skyrim.

Tecnica

The Witcher 3

Inutile girarci intorno: The Witcher 3 risulta piuttosto pesante a dettaglio massimo anche per macchine di fascia medio-alta, però il risultato è straordinario, un tripudio per gli occhi. Vedere un simile dettaglio in un open world mi ha mandato in visibilio: l’interagibilità e la distruggibilità di staccionate, interni, supellettili, ecc… fa sembrare il mondo reale, vivo. Il gioco è mosso dal REDengine 3, coadiuvato dal motore Nvida Hairworks che per la prima volta fa vedere i muscoli donando finalmente una credibilità a lupi, licantropi e mostri dotati di peluria varia. Il comportamento dei particellari è spettacolare soprattutto negli incantesimi, dove potrete vedere diversi effetti a seconda della potenza dello stesso. Si passerà da piccole increspature sull’acqua a vere e proprie ondate lanciate in aria dal passaggio della nostra magia. Anche il fuoco, uno dei più credibili che abbia mai visto, sembra finalmente vivo e reale. Tutto oro insomma? Quasi. Qualche piccola imperfezione a volte salta all’occhio, ma se guardiamo il tutto considerando che il titolo aveva a disposizione un budget che, ad essere ottimisti, poteva essere la metà di quello di un titolo, ad esempio, Rockstar e che nonostante ciò non vi sono nemmeno un decimo dei bug presenti in titoli similari, si può quasi parlare di miracolo.
I modelli poligonali sono tutti molto belli e vari, con centinaia di mostri e creature che caratterizzano il mondo di gioco.
Il sonoro è anche questo di altissimo livello: doppiaggio davvero azzeccatissimo in inglese (sottotitoli in italiano per i non anglofoni), e colonna sonora da urlo. Epica e mai monotona è un ottimo sottofondo alle gesta del nostro eroe.

Gameplay

The Witcher 3

Siamo arrivati alla parte piu cicciona della recensione. Quella che più di tutte mette in risalto l’opera dei CD Oroject. Il Gameplay è quanto di piu vasto, profondo e variegato ci sia mai stato proposto fin’ora. Contenutisticamente parlando TW3 è un opera epica e sconfinata, non solo dal punto di vista del mero free roaming, ma anche come attività (secondarie e primarie). Cerchiamo di analizzarle tutte con ordine:
avremo a disposizione vari tipi di quest. Le quest principali che ci faranno progredire nella trama, le quest secondarie non fondamentali, i contratti da witcher e le caccie al tesoro. La prima tipologia direi che è auto esplicativa: portando avanti queste missioni si proseguirà nel racconto di Geralt e Ciri. La quest principale è completabile in circa una 50ina di ore, una quantità di ore di tutto rispetto, soprattutto se messa a confronto con le quest principali di titoli simili. Le quest secondarie mi hanno stupito per profondità. Basta quest del tipo “raccogli 10 fiori e portali dal tipo lì vicino”, siete i protagonisti, che diamine! Le trame e le biforcazioni delle quest secondarie sono scritte magistralmente e risultano sempre interessanti e mai noiose, perfettamente collocate in un background cupo e a tratti ironicamente grottesco. Il numero delle quest secondarie è a 3 cifre e tutte portano a conseguenze spesso inattese. Le quest contratti da witcher, invece, ci porteranno a cacciare mostri particolarmente agguerriti. In pratica si tratta di una sorta di boss fight che una volta completata ci darà accesso a ricompense pregiate, tra cui i trofei. Questi a loro volta, una volta equipaggiati, ci daranno bonus significativi sempre attivi. Le caccie al tesoro, invece, rappresentano la collocazione degli schemi delle armi/armature delle scuole dei witcher. Una volta iniziata la quest si dovrà viaggiare in una zona e investigare fino a trovare uno dei simboli delle succitate scuole (gatto, grifone, orso e lupo) dove nelle vicinanze troveremo la collocazione del nostro tesoro. Ovviamente non sarà sempre semplice da raggiungere.
Il sistema di combattimento è stato pesantemente criticato, ingiustamente a parer mio. Il nostro eroe può colpire, inizialmente, con due tipi di attacchi fisici (debole, ma veloce e forte, ma lento), effettuare parate, due tipi di schivate e utilizzare i segni. Il sistema è, a parer  mio, abbastanza realistico: i colpi troppo potenti o caricati da creature enormi, non possono essere parati e devono necessariamente essere schivati. E’ in questa giostra di salti, capriole e schivate che dovremo trovare le finestre per poter piazzare i nostri colpi o i nostri incantesimi. Il sistema perciò rimane molto dinamico e scoraggia il turtling, il che sottolinea la natura del personaggio, che va a impersonificare un vero e proprio mulinello di fendenti e colpi che lascia disorientato l’avversario. Con gli avversari umani, invece, potremo usare anche le parate le quali, se effettuate con il giusto tempismo, lascieranno l’avversario scoperto per diversi secondi concedendoci una finestra di attacco sicura o una mossa finale. Saremo anche dotati di balestre, per lo più per ingaggiare mostri volanti i quali, una volta colpiti, cadranno sul terreno consentendoci di ingaggiare battaglia con le spade (una d’argento per i mostri e una d’acciao per gli umani). Per poter affrontare i nostri scontri potremo usufruire del sistema di crafting sia per quanto riguarda le pozioni, sia per l’equipaggiamento. Nel primo caso basterà essere in possesso della ricetta e delle erbe per creare la pozione desiderata, la quale non si esaurirà definitivamente una volta utilizzata, ma verrà diluita in modo da averne nuove dosi in seguito a una meditazione. Per quanto riguarda armi e armature invece, una volta entrati in possesso dello schema di creazione e dei materiali per fabbricare un’arma o un’armatura, dovremo recarci da un fabbro della giusta abilità per farcela creare. Sembra già tanta carne al fuoco, vero? Non finisce qui: avremo, come già successo nei precedenti capitoli, dei minigiochi ai quali potremo partecipare tra una quest e l’altra tra cui gare a cavallo, gare di lotta e il gwent!
Il gwent, uno dei minigiochi migliori di sempre, è un gioco di carte collezionabili (dovremo girare parecchio per collezionarle tutte), nel quale ad ogni turno un giocatore mette in campo una carta dotata di un certo parametro attacco. Vince chi alla fine di ogni partita ha un numero di valore attacco, sommando tutte le carte sul proprio campo di battaglia, più alto. Le carte però possono avere effetti speciali, come valere il doppio se ve ne sono pù copie in campo, oppure ridurre l’attacco di un certo tipo di carte avversario. Va da sé che richieda conoscenza e strategia.
Ad intervallare le gesta del Lupo bianco, ogni tanto dovremo impersonare Ciri, la figlia adottiva di Geralt e Yennifer. La cosa è traducibile in pura potenza. Ciri è un personaggio volutamente troppo potente, cosa che nella vicenda viene spiegata più volte, e durante le sessioni gioco acquisteremo sempre più potere fino a diventare la tanto temuta signora del tempo e dello spazio: una macchina di morte inarrestabile.

The Witcher 3

Ti racconto una storia…

La trama principale di The Witcher è scritta magistralmente e raggiunge picchi di epicità trovati solo nelle opere di Tolkien. Il carisma e il mordente del personaggio principale non viene mai meno e i comprimari mi hanno sempre soddisfatto per profondità e carisma. La gelosia di Yennifer, l’amore represso di Triss, l’irruenza di Ciri, la spacconaggine di Dandelion sono solo alcuni degli elementi che rendono il mondo di The Witcher uno dei più vivi e ben caratterizzati che la mia memoria di videogiocatore ricordi. I temi trattati non sono sempre dei più allegri: aborto, violenza familiare e non, ecc… fanno sfondo alle vicende e spesso ci verrà chiesto di prendere posizione e anche le complesse quest secondarie seriviranno a tracciare un quadro dalle tinte molto sfumate. Non ci sono scelte buone o cattive, ma tutte le scelte che prenderemo porteranno delle conseguenze. I bivi intrapresi sia durante la quest preincipale sia in alcune secondarie ci porterà alla bellezza di 36 finali possibili, suddivisibili in 3 finali maggiori con più variabili.

Longevità

Come ho gia detto la quest principale di The Witcher 3 è completabile in circa 50 ore, ma vista la natura del titolo sarebbe un vero peccato limitarsi a ciò. Per completare tutto il materiale proposto dai ragazzi di CD Project Red ci occorreranno 200 ore circa. Una longevità disarmante, ma che non pesa minimamente. La rigiocabilità è garantita dai numerosi finali e dalle espansioni già annunciate.