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Thronebreaker: storia, direzione artistica e doppiaggio.

Abbiamo deciso noi della redazione di qdss.it di portarvi periodicamente in questa fine 2018 degli articoli in cui vi mostriamo quali sono per noi i prodotti che più di tutti ci sono piaciuti quest’anno. Si tratta ovviamente di titoli usciti nell’anno corrente e che per qualche ragione ci hanno stupito particolarmente. Ogni articolo è per questa ragione prettamente personale e non è una recensione, quanto piuttosto una chiacchierata informale con voi, per spiegarvi il perché qualcosa ci sia piaciuta. Non vedrete doppioni in questa rubrica, ognuno di noi ha scelto infatti un gioco ben preciso, anche se magari ben più di uno lo ha entusiasmato in questo 2018.

Quest’anno ho potuto provare svariati titoli e alcuni di essi mi hanno realmente impressionato, mantenendo le alte aspettative che avevo nei loro confronti; tuttavia, visto che di alcuni di essi hanno già parlato dei collaboratori qui sul sito, ho deciso di premiare Thronebreaker, un videogioco sul quale non mi aspettavo assolutamente nulla e che invece mi ha stupito clamorosamente sotto moltissimi aspetti.

Thronebreaker

Partirei innanzitutto col dire che non amo particolarmente i giochi di carte perché, così come nella realtà spesso si incorre nella necessità di spendere soldi su soldi per avere nuove carte da aggiungere al proprio mazzo e rimanere competitivi. Reduce dalla mia esperienza con Hearthstone non volevo assolutamente ritornare a giocare ad un titolo che di espansione in espansione non faceva altro che farmi affrontare sempre i soliti mazzi costruiti ad hoc per essere il meglio possibile da centinaia di utenti che non fanno altro che leggersi guide su guide in rete. Avevo poca familiarità inoltre con Gwent, il gioco di carte della saga di The Witcher, e solo l’idea che Thronebreaker fosse votato al singolo giocatore mi ha fatto cambiare idea.

Thronebreaker

Non ero assolutamente esaltato quando ho installato il gioco e se si fosse trattato di un titolo dedicato all’online credo che lo avrei balzato a pie’ pari, principalmente perché so che prodotti così finiscono per diventare un continuo acquisto di pacchetti nel tentativo di poter contare sempre sulle ultime aggiunte. È una cosa del mercato video ludico che odio profondamente in ogni sua versione.

Una volta iniziato a giocare mi sono accorto immediatamente di una cosa, cioè che tutta la pubblicità fatta da CD Projekt RED, o da chi per lei, è stata, a mio avviso, totalmente sbagliata. Thronebreaker è sì un gioco di carte, ma dimostra di avere una varietà e delle caratteristiche talmente valide ed interessanti che avrebbero meritato molto più spazio. Innanzitutto l’impatto d’insieme è semplicemente fantastico; la direzione artistica di Thronebreaker è ispiratissima e può vantare un talento che moltissimi altri concorrenti non possono assolutamente permettersi.

Thronebreaker

La colonna sonora è di alto livello e accompagna le vicende di Meve, la protagonista, in maniera più che soddisfacente, ma il motivo che più di tutti mi ha emozionato giocando Thronebreaker è il doppiaggio. Un doppiaggio sopraffino pervade l’intero videogioco, che unito ad una caratterizzazione dei personaggi fatta come si deve, riesce a donare a quello che era pubblicizzato come un gioco di carte in singolo giocatore delle qualità letteralmente uniche. Sentire la voce del narratore è stata, ed è tuttora, pura poesia per le mie orecchie, così come il fatto che il titolo abbia delle meccaniche tutte sue e che integri il gioco di carte anche con sequenze rompicapo piuttosto interessanti.

Thronebreaker

Solo applausi per la localizzazione ed il doppiaggio in italiano.

Di Thronebreaker avevo già parlato ampiamente qui, ma voglio ribadire ancora una volta come vi siano delle caratteristiche in questo titolo che ho amato alla follia e che mi hanno permesso di spenderci una marea di ore, nonostante si tratti di un prodotto che non offre la libertà tipica di un mondo aperto e che vede il principale modus operandi nel gioco del Gwent. La storia inoltre è piuttosto lineare, ma è godibile come poche nonostante non sia una cima di originalità. Mi dispiace sapere che CD Projekt RED abbia riscontrato vendite sotto le aspettative per Thronebreaker: The Witcher Tales poiché per me è uno dei giochi forse più validi di questo 2018, già solo per novità introdotte, direzione artistica, storia e doppiaggio.