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Pisci nel fossato? Morte ti colga!

Quando ho aperto per la prima volta Thronebreaker mi aspettavo di ritrovarmi all’interno di una modalità in singolo giocatore di Gwent, in cui quindi avrei dovuto affrontare nemici guidati dalla IA secondo le regole tipiche del gioco di carte spin-off della trilogia di The Witcher. Non mi aspettavo assolutamente nulla di ché, anzi, avevo più che basse aspettative soprattutto perché, avendo giocato ad Hearthstone, mi sono immediatamente scontrato contro la fortissima dinamica freemium del prodotto. Thronebreaker dal canto suo doveva essere un gioco fatto e finito, con un costo non proprio indifferente e che offriva un’esperienza dedicata unicamente al singolo giocatore, libero da micro transazioni di ogni sorta.

Thronebreaker

Navigheremo nella mappa di gioco attraverso il personaggio di Meve, regina di Lyria e Rivia, che rappresenta il suo esercito.

Fortunatamente, non appena ho passare le prime ore sull’ultima fatica di CD Projekt Red, mi sono dovuto ricredere, Thronebreaker è un riuscito esempio di videogioco meticcio, in cui le dinamiche già provate altrove, in questo caso Gwent, vengono unite ad una modalità atipica per il genere, come il singolo giocatore, ed ampliate con interessanti novità. Il tutto è condito da una direzione artistica assolutamente ottima e da una colonna sonora di alto livello, nonostante si senta un po’ che determinati brani siano ripresi dalla trilogia maggiore.

Thronebreaker

Le battaglie, così come le sequenze rompicapo, avvengono tramite il classico gioco del Gwent, con opportune modifiche per renderlo godibile in singolo giocatore.

È solo un gioco di carte

La prima impressione che potreste avere guardando qualche video leggendo qualche recensione in rete è il fatto che Thronebreaker sia essenzialmente un gioco di carte, come tanti là fuori, definito da regole specifiche e che prevede le tipiche meccaniche del genere. Effettivamente queste dichiarazioni sono vere, ma il prodotto di CD Project RED è arricchito da notevoli dinamiche che risultato equamente importanti. Infatti oltre ai classici scontri come accadeva in Gwent, per intenderci, vi sono molte sequenze atipiche in cui dovremo risolvere enigmi di varia natura, alcuni dei quali studiati per insegnare al giocatore ad ottenere il meglio dalle proprie carte nel minor tempo possibile.

Thronebreaker

Ogni nemico ha i suoi punti deboli e riformare il mazzo di tanto in tanto sarà molto utile per poter sconfiggere facilmente i nostri diversi avversari.

A tutto ciò si affianca una mappa da esplorare con visuale simil-isometrica che va esplorata per svolgere obiettivi secondari e raccogliere risorse, le quali andranno investite nel miglioramento del nostro accampamento e nella costruzione di nuove carte da utilizzare in gioco. Thronebreaker infatti assume i connotati di un gioco più di strategia a tratti, in cui le battaglie avvengono tramite il gioco di carte Gwent e le unità altro non sono che le carte con cui comporre il nostro mazzo. Le risorse che potremo raccogliere sono tre: denaro, legname e reclute; esse andranno investite non solo nel nostro esercito, ma anche per determinate missioni secondarie o incontri che potremo avere lungo il nostro viaggio. Proprio la nostra generosità o crudeltà sarà un agente discriminante per un altro parametro che dovremo tenere in considerazione: il morale delle truppe; esso garantisce punti forze in più o in meno alle carte nella prossima battaglia che affronteremo, risultando a volte decisivo.

Thronebreaker

Ecco una delle classiche sequenze rompicapo. Alcune sono piuttosto interessanti, mentre altri sono fin troppo banali. Curioso il fatto che non siano sviluppate a difficoltà crescente, poiché alcuni degli enigmi finali saranno semplici, mentre alcuni di quelli iniziali richiederanno un po’ di ragionamento.

La Lyria, il gioiello del Nord

Thronebreaker gode di una direzione artistica veramente stupefacente con modelli 3D caratterizzati da una specie di cell-shading, che dona al titolo un effetto disegno ben riuscito. Paesaggi, ambienti ed effetti sono di ben studiati per dare il massimo della resa da ogni mappa in cui ci avventureremo. Il doppiaggio italiano riesce a tenere alto l’interesse anche nei confronti della storia, che di per sé non sarebbe nulla di ché in quanto ad originalità, ma che, grazie ai doppiatori e allo stile con cui è stato scritta ogni frase, riesce a tenere incollato il giocatore. Lo stile dei filmati, specialmente quelli in cui parla prevalentemente il narratore, ricorda quelli del buon vecchio Age of Empires II, in cui disegni ed il già citato ottimo doppiaggio la fanno da padrone per tenere alto l’interesse dell’utente.

Thronebreaker

La direzione artistica di Thronebreaker mostra un talento che ben pochi concorrenti possono permettersi di sfoggiare. La trama inoltre è raccontata con sapienza e, grazie al doppiaggio sopraffino, riesce ad interessare di continuo.

L’impianto audio funziona, sebbene in questo caso non vi sia poi troppo da dire. Ogni carta ha le sue frasi tipiche, come accade in Hearthstone, e la colonna sonora risulta azzeccata, sebbene di tanto in tanto ricicli brani già sentiti nella trilogia principale. Forse qualche traccia in più nelle battaglie sarebbe stata utile dal momento che, a parte rari casi, vi sono giusto un paio di esse che si ripetono ogni volta venendo un po’ a noia, specialmente se avete perso la battaglia e siete costretti a rifarla da capo.

Thronebreaker

Fortunatamente durante il gioco si visiteranno luoghi molto diversi fra loro, cosa che non rende il titolo visivamente noioso.

Aggiornamenti e problemi

Come ogni videogioco comunque neanche Thronebreaker è esente da difetti. Dopo averci passato oltre cinquanta ore, posso dire che la campagna principale, unica attività effettiva del prodotto, è un po’ lunga, sopratutto se come me siete dei completisti, poiché il numero di contenuti è davvero notevole. Con l’ultimo aggiornamento sono state migliorate le capacità dell’IA, che secondo alcuni era troppo semplice da sconfiggere; il guaio di tutto ciò è che cambiare le abilità di un determinato nemico porta ad altri sbilanciamenti. Nella prima versione il boss finale, a patto di svolgere ogni possibile incarico, diventava un nemico più semplice, seppur meno ordinario e più ostico del solito.

Thronebreaker

Con l’ultimo aggiornamento, invece, lo svolgimento di alcune missioni secondarie è diventato praticamente inutile perché, senza fare spoiler, il gioco non vale più la candela. Alcune scelte di dialogo, così come alcune istruzioni delle carte e dei rompicapo, non sono inoltre sempre chiarissime e serve fare dei test per capire bene cosa effettivamente si intenda. Sfortunatamente, visto che il gioco salva automaticamente e molto spesso, le scelte di dialogo non si potranno ritrattare, eccezion fatta per rarissimi casi. Ogni decisione è quindi irrevocabile e se vorrete sapere cosa sarebbe accaduto, se aveste optato per l’altra possibilità, potete solo ricominciare da capo e raggiungere quel punto. Si tratta di una scelta fatta durante la progettazione, ma trattandosi di un titolo anche piuttosto lungo avrei preferito poter salvare anche autonomamente e riprendere da certi punti per vedere gli effetti di scelte differenti.

Thronebreaker

Thronebreaker è sicuramente un esperimento riuscito, forse l’unico tentativo positivo fatto finora di mescolare un gioco di carte con un modalità in singolo giocatore più che soddisfacente. La storia è raccontata con stile e riesce a tenere alto l’interesse del giocatore, complice un doppiaggio italiano più che notevole ed una direzione artistica di prim’ordine, che risulta azzeccata per il genere di titolo proposto. Le meccaniche aggiunte ed i numerosi rompicapo non fanno altro che dare varietà rendendo il prodotto maggiormente digeribile anche per chi non apprezza il genere. La direzione artistica di Thronebreaker tocca vette molto alte, riuscendo a stupire un po’ tutti, mentre il comparto audio gode di una colonna sonora soddisfacente. Il titolo risulta pieno di contenuti e non così veloce da concludere; peccato infatti per l’assenza di un’opzione di salvataggio manuale per evitare di ripartire ogni volta dall’inizio. La difficoltà non  era tropo squilibrata, sebbene qualche nemico sarà comunque più ostico di altri, ma il recente aggiornamento ha dato nuovo impulso all’IA che ora gioca in maniera più tenace, forse troppo in determinati casi.

Thronebreaker

7.9

Trama

7.5/10

Gameplay

8.0/10

Grafica

8.5/10

Audio

7.5/10

Pros

  • Direzione artistica di prim'ordine
  • Colonna sonora piacevole
  • Doppiaggio sopraffino
  • Ottima commistione tra gioco di carte e strategico
  • Trama di base non troppo interessante, ma messa in scena molto bene
  • Tanti salvataggi automatici...

Cons

  • ... ma vista la lunghezza si poteva permettere anche quello manuale
  • Rischia di diventare ripetitivo dopo un po'
  • Certe sequenze sono molto ardue dopo l'ultimo aggiornamento più