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La baita era ancora lontana e fuori la tempesta si scatenava… dovevamo salvare l’antico vaso. E visto che ci siamo salviamo anche la pelle! Until Dawn: la recensione (Senza spoiler).

Premi triangolo al momento giusto

Until dawn è una quicktime-adventure in pieno stile heavy rain. Nel corso dell’avventura, oltre a esplorare le aree, saremo costretti a prendere decisioni velocemente tramite i comandi che appariranno sullo schermo. Le conseguenze per un eventuale errore possono andare dal beccarsi una palla di neve in faccia, alla dipartita del protagonista… o dei protagonisti. Ma andiamo con ordine.
Il titolo è stato sviluppato da Supermassive Games, una software house britannica, che inizialmente lo aveva previsto per PS3 + move, ma poi ha deciso di produrlo come esclusiva su PS4, spinto principalmente da una community attiva e entusiasta del progetto.

until dawn

Se prima eravamo in 10 a ballare l’alligalli.. adesso siamo in otto a ballare l’alligalli

10 amici si ritrovano in una baita a Blackwood Pines, località posta sul cucuzzolo di una montagna dove, ovviamente, qualsiasi mezzo di comunicazione è inutilizzabile. I ragazzi sono giovani e vogliono “festeggiare la vita” (che mi tocca scrivere per non spoilerare…), ma uno scherzo andato male si trasforma presto in qualcosa di tragico e la festa si conclude prima del previsto. Un anno dopo il gruppo si ritrova nello stesso posto per ricordare ed esorcizzare gli eventi accaduti, ma ovviamente neanche stavolta tutto va bene. Pazzi armati di machete, strani eventi paranormali e molto altro metteranno in pericolo i nostri giovani virgulti che dovranno cercare di resistere tutta la notte senza lasciarci le penne.
I protagonisti sono: Sam (Hayden Panettiere) la versione bionda di Lara Croft, Mike (Brett Dalton) il figaccione del gruppo, tutte le ragazze sbavano per lui… forse troppo, Josh (Rami Malek) il padrone di casa, Ashley (Galadriel Stineman) l’unica ragazza che non avrei preso a testate i primi 10 minuti, Chris (Noah Fleiss) il nerd simpatico, Matt (Giordania Fisher) il fidanzato della tipa che volevo veder morta dopo 10 minuti, Emily (Nichole Bloom) la tipa che volevo vedere morta dopo 10 minuti, Jessica (Meaghan Martin) la…ehm… quella facile (diciamo così), Beth e Hannah (Ella Lentini) ribatezzate da me “le sorelle della buona fortuna”. Rilevante il personaggio dello psichiatra Dr. Hill (Peter Stormare).

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Ma è tutto oro quello che luccica?

Il titolo dal punto di vista tecnico ha un andamento altalenante. Il gioco è mosso dallo stesso motore grafico di Killzone Shadowfall opportunamente modificato. Da una parte abbiamo una realizzazione dei personaggi ottima, con texture e shader utilizzati magistralmente ed enfatizzati dalle inquadrature. L’ambientazione è ben riprodotta e credibile mentre la colonna sonora è azzeccata. D’altro canto però ho notato un campionamento audio non proprio azzeccatissimo, con un riverbero fastidioso che costringe spesso a dover aguzzare l’orecchio per capire i dialoghi. Si ha la strana sensazione che sia stato fatto un campionamento dentro un luogo chiuso e si cerchi di dare un audio posizionale anche con l’uscita stereo del televisore, il che rende i volumi sballati. Le animazioni dei personaggi risultano a volte troppo enfatizzate tanto da diventare quasi ridicole. Per esempio nel dialogo iniziale Chris farà un po il galletto con le stesse movenze che ci si aspetterebbe da un Sims e non da un Teenager. Fortunatamente, almeno questo aspetto viene attenuato più avanti dal contesto.
Il doppiaggio è ben eseguito, con voci azzeccate, anche se qualche piccola sbavatura la troviamo come dialoghi fuori sincro o battute mal interpretate.

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Sono l’elefante, che posso fare?

Until dawn è la trasposizione videoludica di un tipico film horror americano. Una delle sue caratteristiche più pubblicizzate è l’effetto farfalla. Alcune nostre azioni, per quanto possano sembrare insignificanti, potrebbero avere una ripercussione anche tragica. Per esempio, se lasciassimo un oggetto incustodito in un posto, questo potrebbe essere trovato in seguito da uno dei nostri personaggi e usato per difendersi, oppure se portato con noi, potrebbe salvarci, ma decreterebbe la morte del personaggio che sarebbe passato in seguito. Dal punto di vista concettuale la cosa è molto sfiziosa in quanto mette in campo la teoria del chaos, ma in soldoni tutti si semplifica in un “if…then” con ramificazioni. “Se il personaggio fa questo.. allora succede questo”. Il concetto è molto semplice e sfruttato già in molti titoli senza avere un nome così altisonante.

Until dawn è un ottimo prodotto a patto di essere ben consci di cosa ci si trova d’avanti. Non è un’opera d’arte, ma non è nemmeno un titolo mediocre. L’avventura è divertente e i jump scare sono ben collocati ed è questo che troverete principalmente: jump scare. I puristi dell’horror probabilmente storceranno il naso, ma l’avventura scorre liescia e interessante fino alla fine. Per completare il gioco occorreranno circa 7 ore , fortunatamente le molte variabili rendono l’avventura per lo piu rigocabile.