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A quanto pare avere un parassita non è poi così bello

Questo film lo aspettavamo in molti, forse lo aspettavamo tutti. Il sogno di vedere il bestione simbionte come protagonista di un film, personalmente esiste da quando misi le mani sul gioco “Ultimate Spiderman” e per la prima volta giocai nelle vesti del violento alieno tutto nero, nemesi di Spidey. Annunciato l’8 febbraio 2018, e dal pantagruelico budget di ben 100 milioni di dollari, ha visto la luce il 5 ottobre e nonostante lo sforzo i pareri sono stati contrastanti fin da subito.

Diretto da Ruben Fleischer (Ritorno a Zombieland) e con Tom Hardy nei panni di Eddie Brock, Venom fallisce la sua incredibile e fortissima presa, nonostante gli ingenti mezzi e una sommetta non indifferente guadagnata al botteghino. Su Rotten Tomatoes è stato valutato con un misero 30% e quasi la totalità di chi viene interpellato per darne un giudizio, pare ritenerlo senza gloria e senza infamia. Magari tendendo verso l’infamia. Ma è davvero così? Che il cinema abbia sbagliato di nuovo con antieroi e/o villain, dopo -per dirne uno- Suicide Squad? .

Da grandi opportunità…

…a quanto pare derivano delle regie epilettiche. Partiamo da questo presupposto, del lavoro di Fleisher conosco solo Ritorno a Zombieland, e nonostante sia passato diverso tempo dall’ultima volta che l’ho visto, non ricordavo un modus operandi del genere da parte sua. Posso solo pensare che il nostro Ruben abbia avuto tra le mani la grande opportunità di ridare una dignità al povero Venom (sì, sto parlando di Spiderman 3) e, per il troppo entusiasmo o per la troppa noia, abbia cercato di dare un senso d’azione dall’esito molto stereotipato.

Le riprese contengono continui cambi di inquadratura: più stretta, più larga, primi piani, senza alcun personaggio e perfino le slow-motion, dando la sensazione di trovarsi su una montagna russa. Aggiungiamoci poi un orribile montaggio iniziale diviso in riquadri, come se fosse la pagina di un fumetto. È confusionario a dir poco, senza dare mai il tempo allo spettatore di potersi godere un dialogo o uno scenario. Alcune scene d’azione sono molto apprezzabili, ma non quelle dell’ultimo combattimento, che soffre terribilmente della “Sindrome Transformers”. Avete presente quando quei grossi robot combattono, e non si sa chi ha staccato il braccio di chi, o semplicemente cosa sia successo? Ecco.

L’interpretazione di Hardy non è male, nonostante sia necessario districarsi tra i momenti dove quest’ultima viene messa meglio in risalto. Più che della sua interpretazione, però, parlerei di una sceneggiatura lontana dall’essere apprezzabile, a cui purtroppo il nostro ex-Max si è dovuto sottoporre e rassegnare. Questo duo costituito da Fleischer e Jeff Pinkner (lo sceneggiatore del film, che può lodarsi di prodotti come “Amazing Spiderman 2” ed il nuovo “Jumanji”), può essere considerato come il responsabile di queste incongruenze, ed un villain ben più minaccioso di Riot. Di cui andremo a parlare adesso.

Il legame uomo-simbionte

Qualcuno ha detto: “Il problema dei film riguardanti i villain, è il rischio di farli diventare eroi”. Sarò sincero, non conosco l’intero ciclo che riguarda Venom, eppure dando un’occhiata in giro, esso viene riconosciuto (in determinate storie) sì come anti-eroe, ma con un’attitudine violenta e perlopiù guidata dalla collera. Qui, invece, abbiamo un Venom compagnone dopo solo poche ore di unione con Eddie Brock (del quale fino a qualche ora prima stava deteriorando gli organi), e che accenna solo minimamente al suo piano per colonizzare la terra, per poi cambiare idea poco dopo. Ripeto, non sono un esperto di fumetti, eppure non credo sia questo il comportamento che ci si aspetterebbe da un simbionte.

Pur lasciando perdere la storia editoriale, ci sono ombre dovunque nella scrittura di questo film, iniziando con la domanda “come funziona la compatibilità fra umano e simbionte?”, per concludere con “su quale base un alieno, la cui missione è colonizzare la Terra, si affezioni al pianeta grazie al suo ospite dopo solo un paio di ore?”. Infatti, un buon terzo del film non riguarda affatto il rapporto tra i due, bensì le origini di Eddie Brock, e comunque l’affiatamento vero e proprio si raggiunge verso la fine, poco prima dell’ultima battaglia.

Non è questo il modo corretto di sviluppare un personaggio, e men che meno di rendere un cattivo. Il nostro avversario stavolta è Riot, un altro simbionte… circa. Questo perché il vero e proprio villain è Carlton Drake, CEO di una multinazionale che si prefissa di salvare il genere umano attraverso esperimenti mortali su cavie…umane. Lasciando perdere il comportamento infantile del villain umano, Riot diventa soltanto una specie di “armatura”, lasciandosi utilizzare per gli scopi del capo della Life Foundation, che si dia il caso coincidano con i propri. Purtroppo, questo ci viene fatto capire con una discussione di 10 secondi, poco prima che lui e Venom inizino a darsele di santa ragione.

Non c’è bisogno di ribadire l’occasione persa, dato che quando hanno voluto approfondire un minimo le interazioni e la relazione fra Eddie e Venom, ne è uscito qualcosa di divertente e simpatico da vedere. Purtroppo, quei momenti sono come delle vere e proprie macchiette e della durata di due secondi, e sono fatte -sembra- solo al fine di inserire una vena comica all’interno del film. Sarebbe stato interessante un approfondimento sulle due facce di Eddie Brock, e osservarne un minimo la loro evoluzione.

Cosa ne pensa, invece, l’occhio

Gran parte del film è composto da effetti speciali e CGI, quindi mi sembra giusto parlare anche di questi ultimi. Sotto il punto di vista visivo, sicuramente Venom è un bel film, dopotutto quale prodotto con 100 milioni di budget (nel 2018) non può permettersi una fotografia più che decente e dei bei effetti speciali? Com’è ovvio che sia, giusto? Sì e no. Il livello è molto buono, eppure in determinate scene si vede il contrasto netto che fa riconoscere subito la CGI come qualcosa di estraneo alla scena.

Venom è fatto ovviamente ad hoc, inserendosi bene nel mondo reale, quindi quand’è che si nota lo stacco? In alcune scene d’azione, dove Venom non fuoriesce dal corpo di Eddie, se non con i suoi tentacoli. Questi sembrano finti, la massa simbionte è come se fosse estranea e per un attimo dà un senso di disturbo, ma per il resto si può dire sia riuscito benissimo. Parliamo anche dell’ultimo combattimento, che ho tacciato come “Sindrome Transformer”. Ebbene sì, purtroppo nell’ultimo scontro non riuscirete a capirci granché, dato che i simbionti daranno tutti loro stessi, con risultati poco soddisfacenti.

Grazie alle tonalità desaturate, il buio della notte e le colorazioni degli sfidanti molto simili, non riuscirete a capire chi ha colpito chi, cosa sta succedendo e chi sta avendo la meglio. Non è gradevole allo sguardo, e se poi ci mettiamo una ripresa che gira attorno a questi due personaggi, si perde completamente l’orientamento. Potevano rendere meglio almeno questo ultimo scontro, sarebbe stata una grossa nota positiva a suo favore, nonché la punta di diamante del film. Speriamo in un sequel come si confà ad un film della Sony con l’aiuto della Marvel, anche se gli ultimi film della stessa tipologia non hanno avuto molta fortuna.

In conclusione, Venom è un prodotto che, per essere un “origin movie”, è parecchio fiacco. La CGI e le battute fra Venom e Eddie alzano un po’ gli spiriti, eppure ciò non basta per diventare un bel film, come sembra voglia farsi passare. È il tipico film d’intrattenimento per cui anche i neofiti, che dovrebbero essere ammaliati dai cattivoni dei supereroi, dicono “Bellino, ma niente di speciale”.

Venom

5.3

Trama

4.0/10

Sceneggiatura

4.5/10

Effetti Speciali e Scenografia

6.8/10

Colonna Sonora

6.0/10

Regia

5.0/10

Pros

  • In generale una CGI più che decente
  • Una buona fotografia
  • Musiche sufficientemente orecchiabili

Cons

  • Una regia molto confusionaria
  • Una storia troppo semplice e sviluppata male
  • Due cattivi non all'altezza
  • Scene d'azione incomprensibili