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Procedurale e sempre diverso: il gioco dei sogni per chi non riesce a decidersi.

Per molti anni, pensando al videogioco perfetto, idee più o meno nebulose mi affollavano la testa. Quanta importanza avrebbe avuto la trama? (Chi mi conosce risponderà già “tanta” se non “troppa”…) E che tipo di gameplay è il mio preferito? In fondo tutto mi piace, più o meno: rpg, action, stealth, survivor, strategici, gestionali, punta e clicca e anche tutti quegli ibridi che di tanto in tanto gli sviluppatori, soprattutto indie, si inventano. Poi un genere ha cambiato il mio modo di concepire il videogioco, un’innovazione necessaria che da subito mi ha fatto pensare di stare vedendo tutti i miei sogni di bambina realizzati: i souls-like.

E a questo punto la questione si complica e diventa delicata. Dark Souls, e mi riferisco unicamente al primo per comodità e doveri di sintesi, non è IL gioco perfetto e sicuramente, anche tessendo tutte le lodi possibili, non tutti i sogni di bambina sono davvero stati soddisfatti grazie a zio Myiazaki. Eppure non riesco a non partire dal capolavoro (a parer mio) di From Software per provare a ragionare su cosa realizzerebbe davvero quei sogni.

I souls-like hanno trama da scoprire e non “invadente”, tanto da leggere, equilibrio di tonalità drammatiche, comiche o tragiche, leggere o profonde e pregne di incredibile pathos; hanno teatralità e audacia. Più di tutto: sono realizzati con cura maniacale per l’estetica e il level design, le musiche, il doppiaggio… Insomma funziona tutto e tantissime delle caratteristiche a me più care Dark Souls ce le ha, e da vendere.

LA RICETTA DEL VIDEOGIOCO PERFETTO

Il videogioco perfetto però è ben altro, no? Ha tutto quello che potresti mai desiderare, ti potrebbe bastare anche solo quello per tutta la vita. Arrivata a questo punto comincio a convincermi che essere di gusti eclettici riveli le sue note dolenti. Come soddisfarli tutti? Entriamo adesso sul serio nell’ambito dei sogni, perché probabilmente non esiste né esisterà mai gioco al mondo che ti potrà dare di tutto un po’. Né un gioco che cambi alcune sue componenti a comando, per quanto interessante possa essere tale folle idea…

Al di là di trip mentali inconcludenti della serie ma se non so mai nemmeno cosa voglio da mangiare”, conviene partire allora da quello che piace, che più diverte e dalle ore più numerose spese su Steam. E categorizzare i vari aspetti, come se stessi recensendo in piccolo “Il gioco dei Sogni di Laura” prima della sua inarrivabile e improbabile uscita. Non si parla di comparto tecnico, di indubbia e doverosa ineccepibilità, meglio se con qualche tecnologia innovativa da brividi come 4D, ologrammi o odori simulati… Non si parla di costi, perché citando e anche facendo una battuta un po’ scontata: un gioco del genere non potrebbe mai avere prezzo!

TRAMA

Un must imprescindibile, tra le primissime cose menzionate in questo articolo. Il videogioco perfetto per me dovrebbe girare intorno alla sua trama, basare le sue meccaniche e scelte estetiche e di ambientazione sulla lore, che può essere anche nascosta e sussurrata. Il racconto in cinematica va bene, ma ho scoperto negli anni che i suoi eccessi quasi urtano la mia pazienza. La storia dovrebbe essere sentita, tragica oltre ogni limite con qua e là momenti di leggerezza, di auspicabile luce oltre le tenebre. I personaggi “vivi” e sfaccettati come quelli dei romanzi migliori, in continua evoluzione in base anche alle scelte del giocatore. Nessuna tematica importante e che mi sta a cuore dovrebbe essere trascurata: l’emarginazione, il femminismo, il sacrificio, la perdita, la morte e la rinascita, la passione. Colpi di scena e scelte dei personaggi, dialoghi e modi di fare, tutto dovrebbe veicolare tali tematiche, sviscerandole e cercando di emozionarti ad ogni passo nel mondo di gioco.

videogioco perfetto

Limbo (2010) – capolavoro platform inquietante sviluppato da PlayDead

GAMEPLAY

E questa è la vera sfida all’interno del sogno a briglia sciolta. Gli action rpg, anch’essi menzionati all’inizio, sono una goduria eppure la frustrazione e la lunghezza esasperante possono guastare la torta prima ancora di arrivare a metterci la ciliegina. Se il videogioco perfetto esistesse in effetti potrebbe anche essere infinito, vorresti che fosse così. Lo stesso non si può dire di giochi sempre uguali a se stessi, immagino valga per qualunque videogiocatore. La proceduralità credo possa dunque venire in aiuto. Man mano che la trama si evolve, i personaggi cambiano, i colpi di scena risvegliano emozioni e coinvolgimento, ogni sezione di gioco potrebbe essere generata a caso, appunto proceduralmente, o magari inserendo poche scelte legate al tuo umore del momento. Una sezione platform, una stealth, una gestionale… E rigiocando la storia ci si potrebbe divertire a rivivere i vari momenti cambiando ancora il gameplay.

Da far impazzire i programmatori… Ma stiamo sognando, no?!

videogioco perfetto

This War of Mine (2014) – parlando di gestionali emozionanti, sviluppato da 11 bit Studios con Rafał Włosek

AMBIENTAZIONE e tutto il resto

Togliendo qualsiasi altro freno, anche l’ambientazione potrebbe cambiare. Il gioco potrebbe essere ambientato nel Medioevo una volta o solo per qualche tratto, poi nell’Inghilterra Vittoriana, poi a Versailles, a Las Vegas e nella Tokyo dell’anno 2056. A Lordran e a San Fransokyo o ad Hogwarts e nella Terra di Mezzo, a SimCity. La musica e i costumi si adatterebbero automaticamente, le tematiche e i comportamenti dei personaggi con essi. L’open world sembra quindi una caratteristica d’obbligo in questo caso, la componente esplorativa la farebbe da padrone e ogni angolo sarebbe da scoprire, sempre nuovo, generante la sensazione di stare davvero facendo il viaggio voluto da tutta una vita.

Sembra un generatore di videogiochi dei più fantasiosi. Un’idea che dice: “Accendi la tua console, prendi il controller in mano, immagina e attendi un momento. Il tuo videogioco perfetto è in elaborazione…”.  Ero partita con tutte le intenzioni di non perdermi nelle mie più fervide fantasie ma essendo questo il tema del mese un po’ sentivo che sarebbe successo il contrario. Scusate.

La redazione di qdss.it si è divertita parecchio a sognare questo mese, clicca qui per leggere gli altri articoli di questa serie.